L'ECO del Serrasanta

 

N. 24 - 15 dicembre 2002

Pro Tadino Prima pagina Edizioni Sommario

Natale

 

Torna il presepe vivente di Roveto


03presroveto.jpg (21938 byte)Il presepe vivente di Roveto si rifarà. Il Natale del 2002 segna la ripresa dopo gli stop imposti dal terremoto, che, tra i tanti danni, aveva decretato - almeno sembrava - la fine della bellissima tradizione che coinvolge un intero paese trasformato in presepe ed i paesani in protagonisti della rievocazione sacra.

Un'immagine delle ultime edizioni della manifestazione

Gli abitanti, che in passato avevano dato vita all'iniziativa coinvolgente e piena di suggestione per chi ha avuto la fortuna di vivere con loro la notte santa nel piccolo borgo pedemontano appenninico, si erano trovati in grosse difficoltà nel reperire i locali utili, per le case pericolanti, per i lavori infrastrutturali; adesso che gran parte delle opere legate al postsisma sono state compiute, con coraggio e spirito di sacrificio, stanno lavorando intensamente per non far disperdere quel patrimonio religioso e culturale; lavorano per riambientare le varie scene ed i deliziosi quadri di vita e civiltà contadina: per esempio, la capanna con Maria e Giuseppe, il bue e l'asinello, bisognerà costruirla ex novo, perché quella del passato è stata ristrutturata.

Si riprende così una delle tradizioni più belle, delle più schiette e genuine, che si richiamano alla semplicità francescana, alla religiosità, alla cultura popolare, che si miscelano felicemente, capaci di coinvolgere tanta gente, con le suggestioni che caratterizzano la rappresentazione sacra della quale i protagonisti sono proprio loro, tutti gli abitanti del paese. Il singolarissimo presepio, infatti, si concretizza su un palcoscenico grande quanto l'intero abitato della frazione: le case, le stalle, i laboratori diventano finestre su tanti aspetti della vita collettiva del passato, con la scuola, la falegnameria, il mulino dell'olio, del grano, del granoturco, la fucina del fabbro, le stalle, la lavorazione del latte e quant'altro, che richiamano efficacemente la vita e la cultura contadina d'inizio del nostro secolo. E che coinvolgono i visitatori; i quali potranno tornare a passeggiare, ammirati, lungo le erte viuzze del paesino, senza luci artificiali, per vivere in un presepe che conclude il suo itinerario nella capanna, dove ci sono Maria e Giuseppe insieme al Bambino, tra un bue ed un asinello vivi e che riscaldano il Natale di tutti.

Una tradizione bella, coinvolgente, suggestiva, che non ha nulla a che vedere con le tante sagre e che è davvero ben lontana dalla società consumistica: anche a Roveto ci saranno piccoli assaggi di olio, di maiale, di bruschetta, di pizza e di ottimo vin brulè scaldato alla fiamma del fuoco che brucia all'aperto; ma tutto viene offerto in dono, con generosità e spirito di fratellanza. Un Natale che si vive ogni anno, la notte del 24 dicembre, dalle ore 21 e la sera del 25, dalle ore 17. Poi si replicherà nel 2003.

Alberto Cecconi

 

Pro Tadino Prima pagina Edizioni Sommario