L'ECO del Serrasanta

 

N. 24 - 15 dicembre 2002

Pro Tadino Prima pagina Edizioni Sommario

La città

 

Sandra Monacelli,

segretario regionale UDC

 

di Riccardo Serroni

 


02sandra.jpg (8664 byte)E' in politica dall'85 (seconda degli eletti nella DC alle amministrative). Nella DC ricopre l'incarico di capogruppo consiliare e segretario politico. Dal '90 al '95 è ancora consigliere comunale. Dal '95 al '99 è consigliere comunale e provinciale del CDU, poi, dopo che l'UDEUR di Cossiga sostiene il governo D'Alema, aderisce al CCD di Casini di cui, nel 2000, ricopre l'incarico di segretario provinciale. Nel '99 è capolista de Il Rosone nelle amministrative ed attualmente è il capogruppo della opposizione. Il 1 dicembre è eletta segretario regionale nel primo congresso dell'UDC. E' una donna determinata ed equilibrata che vive il suo impegno politico con serietà, impegno e competenza, doti che le vengono ufficialmente riconosciute in questo incarico prestigioso appena assunto. In questa intervista approfondiamo con lei alcuni temi politici di stretta attualità.

Sei il segretario regionale dell’UDC eletta nel primo congresso regionale. Ti trovi a fronteggiare una realtà nuova con una organizzazione di partito da costruire. Quali le difficoltà e le tappe di questo lavoro?

"Più che la mia elezione a segretario regionale, ritengo importante il traguardo che abbiamo raggiunto: la nascita ufficiale dell’Unione Democratico Cristiana e di Centro. E’ stato alla fine il senso di responsabilità dei dirigenti dei vari gruppi CCD, CDU e DE, ma soprattutto sono state la voglia e la passione di tanti militanti e semplici elettori, che, gettando il cuore al di là degli ostacoli, hanno contribuito a realizzare il patto che restituisce alla storia del Paese un partito che si ispira al cristianesimo e alla dottrina sociale della Chiesa, che fa riferimento alle idealità di don Sturzo e di De Gasperi, perché convinto che a distanza di tempo esse continuino a rappresentare un riferimento e un valore assolutamente attuale e vero".

Il primo atto dell’UDC regionale è l’annuncio di una verifica nella Casa della Libertà per organizzare un’opposizione più decisa alla sinistra che governa in Umbria. Questo significa che secondo l’UDC il centro destra fino ad ora non ha fatto un’opposizione adeguata?

"Non siamo soddisfatti del modo in cui si sta facendo opposizione in Umbria. Ci troviamo paradossalmente in una situazione in cui la sinistra oggi è di gran lunga più debole che nel passato, le contraddizioni sono infinite, eppure ... nonostante questo i rappresentanti politici del centro destra appaiono più interessati a risolvere le beghe interne di partito che a svolgere un'attività di opposizione, capace di intercettare il dissenso e proporsi come alternativa credibile alla sinistra. Una verifica è necessaria, altrimenti le speranze di cambiamento in Umbria saranno ... sempre più remote!"

Quali sono gli errori più eclatanti che imputate alla sinistra che governa in Umbria e su quali correttivi intendete incalzarla?

"La sanità, per esempio, pur rappresentando la spesa principale del bilancio regionale, non offre un adeguato modello organizzativo e un servizio rispondente alle necessità. Quattro ASL nella nostra regione sono davvero troppe, una è più che sufficiente! Occorre un cambio di mentalità che consenta di far comprendere che le risorse impiegate per sostenere l’apparato politico-burocratico possano essere liberate per produrre servizi e qualità. E’ stato costruito un sistema di potere attraverso un apparato endoregionale, fatto di tanti enti (aziende privatizzate, Comunità Montane, ATO per la gestione dell’acqua, ATO per la gestione dei rifiuti ...), per i quali molti si interrogano per capire se l’unica certezza che rappresentano è quella della gestione, visto che le funzioni, i risparmi e la qualità dei servizi offerti, di certezze ne hanno ben poche! La semplificazione di tutto ciò è assolutamente necessaria, nell’interesse di tutti e non solo di alcuni!"

L’UDC sgomita anche in seno al governo nazionale non essendo in sintonia con alcune scelte come la devoluzione di Bossi. Per l’Umbria c’è qualche rischio se fosse approvata così come la vuole Bossi?

"La politica che l’UDC ha rappresentato è sempre stata all’insegna della moderazione e dell’equilibrio, pur tuttavia mai ha rinunciato all’affermazione dei propri principi ispiratori. Abbiamo svolto un ruolo importante in tema di scuola, immigrazione, difesa dei ceti deboli; argomenti che hanno fatto registrare momenti di confronto serrato ed aspro nell’esecutivo, hanno reso l’UDC protagonista e non schiacciata dall’azione di governo, ma cosa ancor più importante hanno contribuito a migliorare le leggi approvate. Questo sarà l’impegno che avremo anche per la "devolution". Era presente negli impegni di governo, che sono stati da noi sottoscritti, saremo molto attenti sulle ricadute, comprese quelle umbre e pertanto lavoreremo affinché la legge modifichi e migliori le storture del sistema italiano e non le peggiori".

Il tuo maggiore impegno a livello regionale nell’UDC significherà un disimpegno dalla politica a Gualdo?

"Vivo con la mia famiglia in questa città, qui sono le mie amicizie e i miei affetti, come potrei disinteressarmene?"

Ad un anno e mezzo dalle elezioni amministrative si cominciano già a sussurrare i nomi dei candidati a sindaco. Senza chiedere anticipazioni, quali caratteristiche dovrebbe avere il candidato ideale per il centrodestra?

"Essere attento agli altri, avere dimostrato interesse ed impegno per la città, disporre di sensibilità umana e politica, di lealtà, rappresentano, a mio avviso, soltanto alcune delle caratteristiche necessarie per l’individuazione del candidato sindaco, ma soprattutto ritengo necessario che la gente riconosca, nella proposta politica del centro destra, l’alternativa ad un sistema di potere che da troppo tempo immobilizza la Regione e le nostre città".

Nelle precedenti elezioni Rolando Pinacoli, obiettivamente aiutato anche dall’impegno post-terremoto, ha vinto con oltre il 70% dei consensi. Ritieni che questo gap esista ancora, tenuto anche conto del fatto che egli non potrà ricandidarsi, ed eventualmente cosa deve fare il centrodestra per battersi alla pari nella prossima tornata?

"Il risultato elettorale della coalizione di centro sinistra nella nostra città, sonoro come una ubriacatura, ha non solo provocato il tradimento di molte aspettative, ma anche la determinazione di clamorosi errori. Ritengo che oggi, con o senza Pinacoli, la precedente situazione elettorale non sia ulteriormente ripetibile. Ciononostante il centrodestra deve recuperare le ragioni di un motivato impegno per intercettare il forte dissenso ormai presente nella città".

Su quali direttrici cardine deve poggiare il progetto del centrodestra per costruire la Gualdo del terzo millennio?

"La spiccata attitudine dimostrata dalla sinistra verso il perseguimento di una politica volta più alle logiche clientelari che alle strategie di sviluppo, ha di fatto consentito che la crescita economica dell’Umbria si avvicinasse più a quella delle regioni del sud che a quelle del nord del Paese. Ritengo doveroso cominciare con il restituire alla gente la certezza di vivere in uno stato di diritto e toglierla dalla imbarazzante situazione di elemosinare qualche privilegio. La chiarezza dei rapporti tra amministratori e amministrati è essenziale per la costruzione del progetto politico".

 

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