L'ECO di Sigillo |
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Associarsi che passione! di Giuseppe Pellegrini
Un viaggio a ritroso nella storia, al recupero delle tradizioni antiche e dei vari modelli di cultura del passato, non è semplice curiosità e neppure solo nostalgia delle origini, è scoperta delle radici culturali, che danno sodezza e significato allo sviluppo della civiltà. Per le persone adulte ed anziane poi la consapevolezza del passato diventa condizione essenziale per il recupero della propria identità storica e per l'acquisizione di un nuovo ruolo sociale, a patto che il passato non sia assolutizzato e sia posto a confronto con le esperienze del presente, all'interno della successione storica che unisce le diverse esperienze delle generazioni in un'unica cultura viva, che è la cultura del popolo. Si capiscono in questa prospettiva i valori di una ricerca sul passato, già utile in se, ma ancor più espressiva per le persone di una certa età, che, attraverso essa si abituano alla cosiddetta "codificazione culturale", che è una delle funzioni più importanti per la qualità della vita. Se questo viaggio a ritroso nella storia è un valore, nasconde però delle insidie, poiché può chiudere le persone nel rimpianto di un passato, posseduto ed idealizzato in contrapposizione ad un presente sempre sfuggente e a volte conflittuale. Può cosi determinare negli individui quel fenomeno d'isolamento generazionale, incrementando la comunicazione addirittura la contrapposizione fra giovani ed adulti, con ovvie conseguenze di stato di conflitto sociale. E' per questo che riandare al passato richiede un metodo preciso e un riferimento ad una situazione culturale più ampia, soprattutto se non si tratta di perseguire solo una ricerca scientifica ma sviluppare un metodo di vita, cioè una capacità, come abbiamo detto, di "codificazione culturale". Il Popolo è il contrario dell'anonimato della massa. Esso è caratterizzato da una cultura, cioè da radici, usanze ed atteggiamenti tipici, intuizioni di valori, da un modo di "risuonare" davanti alle cose, da un tessuto spirituale, su cui ricavarne un progetto storico. Quest'atmosfera di comunità trae le sue radici comuni nella terra e nella storia condivise e rivissute continuamente attraverso le feste. Essa è la base comune per progettare il futuro e viverlo da protagonisti. Le tradizioni non coincidono ovviamente con la cultura popolare, essendo trasmissione di un insieme di dati sociali e culturali di un gruppo, giacché tali, infatti, sono memorie collettive sedimentate. Pur nella loro equivocità sono però alla base di processi innovativi, gli esiti tuttavia delle tradizioni non sono univoci, dato che si può riprendere antichi archetipi e pretendere di farne dei modelli risolutivi in situazioni nuove. Rimangono in ogni caso una forza storica: "Ciò che riempie la nostra coscienza storica è sempre una molteplicità di voci, nelle quali risuona il passato. Solo nella molteplicità da tali voci il passato c'è; questo costituisce l'essenza della tradizione". La tradizione determina in larga misura le nostre posizioni e i nostri comportamenti e presiede alla costruzione sociale. Recuperare quindi le tradizioni significa offrire all'innovazione un contributo essenziale. Educare, formare, informare, promuovere la ricerca, aprirsi al sociale, operare un confronto ed una sintesi fra le culture delle precedenti generazioni e quella attuale, al fine di realizzare un'accademia d'umanità che evidenzi, oltre al sapere l'essere. Questi sono gli intenti dell'associazione.
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