L'ECO del Serrasanta

 

N. 22 - 17 novembre 2002

Pro Tadino Prima pagina Edizioni Sommario

Ambiente

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CON LA TESTA FRA LE NUVOLE (44)

Rubrica amatoriale di meteorologia e climatologia a cura di MeteoAppennino

Diceria della stagione

Quali, fra le convinzioni legate alle stagioni, sono vere? E quali false?


Ci siamo mai chiesti quale delle quattro stagioni sia la più calda, la più fredda, la più arida o la più piovosa? "Hai scoperto l’acqua calda!" potrebbe dire qualcuno. Sicuro? Dare una risposta, a naso, può sembrare facile e, in certi casi, lo è anche; ma la risposta non può certo essere anche precisa. Bisogna avere dei dati. Ma anche in questo caso, è necessario fare qualche approssimazione. Ad esempio: marzo è un mese invernale o primaverile? Meteorologicamente parlando è considerato primaverile, ma è anche vero che la primavera (astronomica) entra il 20 o il 21 marzo. Stesso discorso per giugno, settembre e dicembre. Abbiamo, in questo caso, fatto un’eccezione alla norma che solitamente si utilizza per le statistiche ed abbiamo elaborato i dati nella seguente maniera: utilizzando le medie delle tre decadi di ogni mese, abbiamo considerato le decadi effettive di ogni stagione, inserendo - per fare un esempio - le prime due decadi di marzo in inverno e la terza in primavera; le prime due decadi di giugno in primavera e la terza in estate e via dicendo. I risultati, come vedrete di seguito, rendono conto esattamente delle stagioni "astronomiche" e, in questo senso, preparano a qualche sorpresa.

Autunno brumoso ...

In quale stagione piove di più? La risposta è facile (tabella 1): il primato va senza alcun dubbio all’autunno, che è di gran lunga il periodo più ricco di piogge: giallo, rosso nei colori delle foglie, come grigio e smorto in quelli del cielo e, per giunta, brumoso, nebbioso e fradicio di umidità. Vi si raccolgono, mediamente, 343,7 mm di precipitazioni a Gualdo. A contendersi la seconda piazza, sempre a Gualdo, sono inverno e primavera: la spunta l’inverno, per pochi millimetri di pioggia (300 contro 289). In realtà, nel panorama dell’Italia centro-settentrionale, l’inverno non è che poco spesso più piovoso della primavera, stagione per antonomasia variabile e bizzarra, ricca di rovesci ed acquazzoni. L’estate è la stagione più secca ma - qui è la sorpresa - non di tanto: dal 21 giugno al 23 settembre cadono comunque 212 mm di pioggia (e non sono pochi ...).

Di più, ma di meno ...

Ma valutiamo la questione sotto un altro punto di vista: i giorni di pioggia (tabella 2). Qui le cose cambiano. È difatti l’inverno la stagione di norma con più giorni di cattivo tempo (ben 31); segue la primavera con 29; poi troviamo l’autunno con 27 e l’estate con 17. Che cosa significa tutto ciò? Che la quantità di precipitazioni di una giornata invernale è mediamente inferiore a quella di una tipica giornata autunnale, vale a dire che l’umidità contenuta nelle correnti d’aria che solitamente provocano le piogge in autunno è più elevata che in inverno. Insomma: quando piove d’autunno, piove a catinelle! È comprensibile: l’autunno è la stagione in cui l’Atlantico risulta più attivo alle nostre latitudini, con abbondanti precipitazioni sui versanti montuosi occidentali italiani esposti alle correnti occidentali. D’inverno, però, il cielo è più spesso nuvoloso (un giorno su tre): ecco perché molti sono convinti che la stagione più piovosa sia proprio quella invernale.

Solleone d’aprile ...

Qual è la stagione più fredda? Ovviamente l’inverno (tabella 3), con una temperatura media di 5,4°C. Bassa? Sì, ma non lamentiamoci: c’è chi sta peggio di noi. E dopo l’inverno? qual è la più fredda? Non è facile dirlo senza pensarci nemmeno un istante. Nell’Italia centrale, solitamente, è la primavera la stagione più fredda, dopo l’inverno ed è anche facile intuire il perché: le acque dei mari, che influenzano profondamente il clima della Penisola, sono ancora fredde e il riscaldamento primaverile stenta a decollare perché ostacolato da questo fatto. Ma a Gualdo, come in tutte le zone interne, questo avviene in misura minore perché l’influsso del mare, pur se in qualche modo sensibile, è comunque ridottissimo. Ecco perché la stagione più fredda dopo l’inverno, a Gualdo, non è la primavera ma l’autunno, con 11,4°C di media, contro i 14,2°C della primavera. Sembra un paradosso ma è così: in primavera si sta meglio nelle zone di montagna che al mare e d’autunno esattamente il contrario. E d’estate, dove si sta meglio? Manco a dirlo...

Questioni d’escursione

Interessante notare anche, nella tabella 4, i valori delle temperature massime e minime nelle quattro stagioni. Come già notato in altre occasioni, è evidente che sono le stagioni più calde (primavera ed estate) quelle con l’escursione termica diurna maggiore: in primavera 10,1°C di differenza fra massime e minime; ben 12,2°C d’estate, contro gli 8,1°C dell’autunno e i 7,1°C dell’inverno. In due parole: più fa caldo e più l’aria è secca, più tende ad esserci differenza fra le temperature del primo pomeriggio e quelle del primo mattino. Anche questo è facilmente spiegabile: il vapor acqueo è un gas serra, tende cioè a trattenere il calore che il terreno immagazzina dal sole. Meno ce n’è, dunque, e più il terreno si raffredda nelle ore notturne.

Pierluigi Gioia

 

 

Pierluigi Gioia può essere contattato all'indirizzo E-mail pierluigigioia@protadino.it.

Massimiliano Squadroni può essere contattato all'indirizzo E-mail massy@squadroni.com.

 

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