L'ECO del Serrasanta |
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La posta Caro direttore |
DAL GRUPPO SCOUT
Rincorrendo la pace che facciamo fuggire ...
Appartenere a una grande famiglia porta con se gioia e responsabilità, ricchezza e fatica di condivisione e di scambio, in una reciprocità di relazioni che richiede ascolto e pensiero critico. La famiglia scout è grandissima e dispersa in tutto il mondo, essere parte di un movimento mondiale insieme ai fratelli e sorelle di Paesi, culture e religioni differenti è motivo di grandi responsabilità e speranza in un tempo in cui proprio la religione è motivo di separazione e addirittura causa di guerre.
La base dello scoutismo e del guidismo è la fratellanza che da Baden Powell (fondatore dello scoutismo) è stata unita al concetto di pace.
Amare il prossimo come noi stessi, condividere con lui i momenti belli e quelli più brutti, aiutarlo e rispettarlo, amarlo e criticarlo, la fratellanza è questo, dentro e (soprattutto) fuori il gruppo scout.
Aiutare il più debole, essere aiutati da chi è più forte di noi, si potrebbe formare così una catena che porterà la pace intorno al mondo; allora sì che tutti potremmo essere felici: i più deboli avrebbero qualcuno che li aiuta a superare i momenti difficili e le difficoltà più grandi con il sorriso sulle labbra e i più forti avrebbero un modo per sentirsi realizzati, aiutando chi ha bisogno e sarebbero, forse, ancora più felici di chi riceve il loro aiuto.
Credo che creare questa catena di pace è ormai impossibile; bisognerebbe entrare nel cuore di tante persone rese insensibili dal potere, dalla sicurezza economica ...
Vorrei dire a queste persone, che se ne fregano di chi è più sfortunato, che lo criticano, lo deridono, lo condannano, che: solo per caso sono nate in paesi ricchi, tra i comfort e la serenità sociale. E che le persone che nascono ogni giorno a centinaia in Africa, in Sud America, nei paesi dell'est sono solamente più sfortunate, il destino ha giocato loro un brutto scherzo.
Io sto scrivendo tanto, ma le mie sono solo parole e idee di una ragazza di quindici anni che forse non riuscirà a fare niente per cambiare queste condizioni, che aspetta che qualcuno con più potere faccia qualcosa e che non capisce che il suo è solo un sogno e, si sa, i sogni non cambiano il mondo.
Eleonora Stazi Reparto Caronte gruppo scout Gualdo Tadino 1°
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