L'ECO del Serrasanta

 

N. 22 - 17 novembre 2002

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La posta

Caro direttore


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Artisti da non dimenticare

 


07pericoli.jpg (18086 byte)Interessante il ricordo formulato nel n. 18 de L'ECO del Serrasanta, datato 22 settembre, da Antonio Campioni: apprezzo molto, condivido ed approvo i suoi interventi a vantaggio della nostra Gualdo. Giustissimo ed esatto il ricordo dei tre illustri artisti gualdesi: i Professori Alfredo Santarelli, Pico Discepoli e Siro Storelli.

Il gruppo scultoreo di Pericoli presso il cimitero

Questa volta, però, mi permetto, da persona molto avanti con gli anni, esprimergli un amichevole appunto per una ... omissione, perdonabile per la sua età giovanile. E così intendo proseguire, con molto piacere, la partita che Campioni ha interrotto con il "Tris" per giustamente concluderla con un doveroso "Poker", anche in considerazione della "par condicio", oggi richiesta in tutti i campi. E ... la carta vincente si chiama Giuseppe Pericoli, il Prof. Pericoli.

Contemporaneo dei Tre, fu uno scultore fantasioso, uno scrupoloso professionista, progettista di molte opere civili e religiose. In particolare si dedicò alla progettazione e alla realizzazione delle Edicole funerarie del Cimitero Comunale, ove tutti i gualdesi hanno ammirato e possono ammirare tuttora l'espressivo monumenti in bronzo, che domina la parte centrale del primitivo reparto (la prima collocazione fu nel reparto superiore), dedicato a tutti i cittadini ... meno abbienti. Purtroppo da qualche anno attende una meritevole didascalia, in sostituzione di quella non scrittavi dall'Autore e che fu asportata per essere stata considerata socialmente ... poco eclettica. (Per la verità determinò anche una autentica vicenda poiltica in Consiglio Comunale nel 1914 n.d.r.). E' doveroso e giusto, quindi, secondo il mio modesto parere, aggiungere ai Tre Artisti il nome di Giuseppe Pericoli.

Abitava nella porta ... accanto al Prof. Santarelli. Dei Tre fu l'unico ad essere stato colpito troppo presto negli affetti familiari e nel suo fisico: prima soffrì per la scomparsa di un suo giovanissimo figlio, Gualtiero, già noto tra i giovani atleti gualdesi, poi dovette subire una menomazione per l'amputazione di una gamba. Nonostante queste dolorose prove seguitò ad esercitare la sua artistica attività, con molta serenità e modestia, con tenace impegno e con compensi mai onerosi.

E' un peccato perciò averlo dimenticato e per ripetermi con il valente autore dell'articolo confermo che "sarebbe un delitto, una vergogna e una colpa che non farebbe onere alla città".

Non me ne voglia il simpatico Campioni, figlio di un amico di mio padre, il quale, a sua volta, fu grande amico dei Quattro artisti.

Angelo Lucarelli

 

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