L'ECO del Serrasanta

 

N. 22 - 17 novembre 2002

Pro Tadino Prima pagina Edizioni Sommario

Primo piano

 

Quale turismo per la città?

Degrado ambientale e del centro storico non incoraggianti

di Antonio Campioni


04turismo.jpg (25811 byte)Sembra triste tornare a parlare di turismo a Gualdo Tadino che ha perduto tanti treni da non ricordarne il numero.

Una non qualificante attrattiva turistica cittadina

Tutti vorremmo un turismo forte, ma occorre un pizzico di sano realismo nell'affrontare questo "arcaico" problema. A Gualdo Tadino non c'è purtroppo una vera coltura del turismo, non ci sono idonei operatori turistici, manca voglia e volontà di agire sul settore, non c'è la spinta comune di chi opera, ma prevale un inopportuno senso individualistico che non fa decollare il settore. Bisogna poi mettersi d’accordo su che cosa si intende per turismo. Pensare che l'arrivo dei cosiddetti turisti per qualche ora sia vero turismo? Non è certo turismo che crea lavoro, mentre andrebbe incrementato quello dei soggiornanti per qualche giorno. Ma poi siamo onestamente attrezzati e preparati? Cosa offre la città a chi viene a Gualdo Tadino? Abbiamo la Rocca Flea, il Museo della Ceramica, quello storico e l'istituendo museo dell'emigrazione, l'attività promozionale dell'Ente Giochi ... e poi? La località della Rocchetta è diventata un evanescente oggetto misterioso, gli osannati vicoli e stradine del centro storico si trovano in uno stato "vergognoso", il nostro ambiente montano è sempre più degradato, la domenica diventa difficile trovare bar aperti, salvo alcune eccezioni: due si trasferiscono dal centro: uno al "ponte nuovo" e l'altro al centro commerciale e ci sono giornate in cui è anche difficile trovare un ristorante aperto nel centro storico.

Un cartellone affisso nei giorni scorsi, non da buontemponi, all'incrocio tra la Flaminia e via G. Matteotti, che fortunatamente è stato rimosso, ammoniva "non entrate a Gualdo Tadino è peggio di un paese del terzo mondo". E non è tutto, per sfondare nel turismo occorre crederci, qualificare strutture e risorse umane del settore, bisogna creare condizioni favorevoli programmate e non spontanee. Il turista deve trovare motivi di attrazione e occasioni per trascorrere tranquilli soggiorni. Senza tutto ciò, è difficile pensare che il turismo diventi fonte di reddito per gli operatori e la città. Qualcuno dice che non saremo mai come Assisi e Gubbio ... ma essere all'altezza di Nocera Umbra è il minimo che possiamo volere e realizzare.

 

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