L'ECO del Serrasanta

 

N. 22 - 17 novembre 2002

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Gualdo Tadino

Nostra intervista al sindaco Rolando Pinacoli


Sui vari aspetti delle vicende politiche gualdesi abbiamo intervistato il sindaco, che è stato ripetutamente chiamato in causa per sentire il suo punto di vista.

D.: Fra le cose che hanno pesato negativamente su quest'anno che si avvia alla conclusione si colloca in primo piano la questione dell'acqua; pensa che ci siano i presupposti perché il fatto non si ripeta nel prossimo anno?

R.: Come ho già detto con franchezza durante l'assemblea di San Rocco, l'amministrazione comunale ha commesso alcuni errori: la sottovalutazione del problema, interventi non pertinenti e intempestivi e, purtroppo, anche qualche errore tecnico nella chiusura e apertura delle saracinesche per i turni. Una cosa, tuttavia, è certa: nonostante la siccità dell'inverno scorso, Gualdo è ricca di acqua, ma dobbiamo migliorare nella sua captazione e nella sua distribuzione. Alcuni lavori sono stati già fatti. E' stato conferito, inoltre, un incarico alla Eco Tech e all'Università - su mia proposta - allo scopo di verificare in maniera chiara e definitiva se c'è una reale interferenza da parte della Rocchetta. Si avrà almeno, una volta per tutte, un responso conclusivo su un problema che nel 1992 i geologi Bonaca e Cattuto dichiararono, in una relazione votata da maggioranza e opposizione, non esistente. Nel caso scoprissimo che le cose sono effettivamente cambiate, chiederemmo un intervento di modifica della produzione, anche perché - e anche questo vorrei che fosse finalmente chiaro - con l'azienda Rocchetta il sottoscritto non ha nulla da spartire, se non la difesa di un interesse pubblico che si concretizza, da un lato, nella promozione dell'immagine di Gualdo Tadino all'esterno e, dall'altro, nell'incremento dei posti di lavoro e dell'indotto. Nello stabilimento lavorano, attualmente, nei tre turni complessivamente 90 persone.

In ogni caso, ho detto e ribadisco che se l'acqua mancherà per più di una settimana il sottoscritto lascerà la carica di sindaco per andarsene a casa. Comunque, per l'anno prossimo disporremo di migliori opere di presa e un potenziamento dell'acquedotto.

D.: Si sta assistendo ad una dissociazione di Rifondazione Comunista dalla Amministrazione Comunale?

R.: Bisognerebbe, io credo, porre questo interrogativo al consigliere Gianluca Graciolini. In seno alla giunta, come è noto, il rapporto con l'assessore Cappelletti si mantiene senz'altro su livelli ottimali e sta producendo risultati proficui. A dire il vero, poi, le relazioni sono più che buone anche con larga parte della dirigenza di R.C., così come lo è, soprattutto, il rapporto con l'elettorato della stessa Rifondazione, almeno con i sostenitori di questa compagine che io conosco.

D.: Come giudica la convergenza delle critiche mosse all'Amministrazione Comunale dal segretario di Rifondazione Comunista e del consigliere di minoranza Walter Biagiotti?

R.: La differenza fra questi due atteggiamenti critici è sostanziale, tanto da snaturare questa apparente "convergenza", riducendola ad un puro caso. Il problema con Rifondazione è quello di mantenere uno sguardo vigile sul rispetto del programma. Il gruppo di Rifondazione ha bisogno di visibilità e chiede che siano fatti dei distinguo su questioni specifiche. Il Rosone - e qui ci troviamo su un piano assolutamente diverso - medita piccole, astiose vendette e spera in improbabili rivincite, tanto è stata bruciante la vera e propria catastrofica débacle elettorale del 1999. La destra è al minimo storico, e a me pare ispirata più da sentimenti di vendetta, appunto, che dal perseguimento dei veri interessi della città. La protesta ipocrita, l'invettiva personale e gratuita, il sarcasmo mal riuscito e l'offesa non producono nulla, se non un risentimento sterile e inutile rispetto agli interessi della comunità. Detto altrimenti, R. C. propone idee, sviluppa una dialettica politica talvolta interessante, mentre il Rosone rimesta nel torbido delle polemiche, non avendo, fondamentalmente, nulla di serio né da dire, né da progettare, né da proporre.

D.: Uno dei suoi recenti cavalli di battaglia è il rilancio delle intese e della collaborazione con Gubbio, tuttavia la vicenda del "Liceo Scientifico" dimostra ancora una volta che gli accordi con Gubbio ... sono pezzi di carta - come diceva Hitler - secondo una prassi già sperimentata negli ultimi trent'anni. Vi limiterete alle proteste formali o pensate ad altre iniziative?

R.: Rispetto a Gubbio c'è la necessità di rapportarsi su progetti di interesse comune, come l'ospedale unico, la viabilità e lo sviluppo turistico. D'altra parte, Gubbio, come Gualdo, lavora autonomamente per il potenziamento dei propri servizi. La vicenda del liceo non è chiara, anche se appare macroscopico l'errore commesso dalla Provincia. Rimane evidente, infatti, la non compatibilità, sulla quale del resto erano state date ampie assicurazioni, di tre licei nel raggio di quaranta chilometri (Gualdo, Gubbio e Umbertide). Nella scelta della Provincia appare altrettanto chiaro che ha pesato molto la presenza, in seno alla Provincia stessa, di consiglieri e assessori eugubini e l'assenza dovuta ad un arcaico marchingegno elettorale, di rappresentanti gualdesi. Questa scelta disattende ampiamente le linee e i principi forniti dalla Regione, per cui non ci resta che attendere che gli organismi regionali e lo stesso Ministero mettano in atto un'operazione di giustizia. Nella fase partecipativa era emerso chiaramente che a Gubbio non poteva essere concesso il liceo scientifico. Ora, se a Gubbio dovesse essere effettivamente istituita questa sezione, a Gualdo non potrà non essere concesso il nuovo indirizzo tecnico-informatico (Ragioneria), già richiesto dal consiglio comunale. Questa vicenda conferma che prima di riprendere a pieno il rapporto con il comune di Gubbio occorre, come sostengo da tempo, fare un progetto globale che riguardi il territorio e il potenziamento dei servizi. Bisogna avere prudenza. Non a caso, per l'ingresso nella ASL ritengo giusto pretendere, prima di allacciare rapporti ufficiali, avere l'avvio dei lavori dell'ospedale unico ed un piano di integrazione ben chiaro dei due ospedali.

D.: Sempre in tema di rapporti con Gubbio: da quanto riferisce la stampa oltre il Chiascio si agitano sul disegno di un centro geriatrico che dovrebbe realizzarsi presso l'attuale ospedale di Gualdo Tadino; cosa c'è di concreto?

R.: C'è molto di concreto: la deliberazione della Giunta Regionale del settembre 2002 che attesta la trasformazione della casa di risposo in Residenza Sanitaria Assistita. Ciò significa che Gualdo può organizzare un minireparto geriatrico, che consentirà la massima assistenza, anche a livello sanitario ai nostri anziani. Personalmente, sono convinto che, a questo scopo, potrebbe essere utilizzata la struttura del Calai, una volta costruito l'ospedale unico. Inoltre l'ampiezza della vecchia struttura ospedaliera gualdese ci consentirà di farne utilizzi (il Centro Germoglio, qualora non dovesse concretizzarsi l'ostello della gioventù, e altri ambulatori). Non si può negare che questo è un risultato importantissimo per l'incremento della qualità della vita della nostra città.

D.: Con quali iniziative pensa di qualificare quest'ultimo scorcio del suo mandato?

R.: Soprattutto con il completamento del programma e quindi dei progetti che ritengo necessari a modernizzare ancora di più la città, fermo restando che l'obiettivo principale, ormai di fatto raggiunto, rimane la chiusura della ricostruzione. Credo inoltre fondamentale, per mantenere il trend di sviluppo della comunità, intervenire a sostegno dei settori produttivi, come la mia amministrazione ha già fatto, non solo con mutui e contributi alle aziende, con il forte rilancio della Mostra Internazionale della Ceramica e l'inizio dell'arredo urbano in ceramica, ma anche con la completa urbanizzazione delle aree industriali. Saluto con grande soddisfazione inoltre, l'avvio dei lavori della nuova Flaminia. E' evidente poi, che tengo particolarmente a inaugurare l'avvio dei lavori per la costruzione dell'ospedale unico (sperando nella conferma dell'Inail), così come mi preme vedere realizzate alcune essenziali iniziative come il Museo dell'Emigrazione, il recupero dell'ex carcere per il Germoglio, il CVA per gli anziani, il recupero delle taverne di San Donato e San Martino per i Giochi de le Porte, il teatro Talìa, il Pir del centro storico e altre iniziative finanziarie a favore delle attività produttive. Sono ormai obiettivi raggiunti la caserma dei Vigili del Fuoco a Gaifana e la costruzione della caserma del Corpo Forestale nei pressi della piscina comunale. Mi fermo qui, sebbene l'elenco potrebbe essere più lungo.

Spero, anzi sono certo, in altri termini, di lasciare alla prossima amministrazione una città più ricca e più viva, da ogni punto di vista.

 

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