L'ECO di Nocera Umbra |
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Nocera Umbra
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L'offerta formativa nocerina L'istruzione ha rappresentato da secoli uno dei punti basilari per lo sviluppo della nostra civiltà, e per il continuo progredire della tecnica e, in seguito, della tecnologia a servizio dell'uomo. Si può comunque traslare il tutto anche a livello locale, sottolineando quanto sia importante la scuola per Nocera, ma in generale per tutti i paesi della dorsale appenninica, Infatti creando o ristrutturando il sistema scolastico della dorsale soprattutto quello riguardante le superiori, ci si potrebbe trovare di fronte a corsi che permetterebbero uno sviluppo integrato del territorio, attraverso un'assidua collaborazione tra scuole e mondo del lavoro. Basti pensare su quanto siano importanti alcune risorse: l'acqua (la Rocchetta e la Nocera Umbra) e il piccolo artigianato (scarpe e pantofole per Nocera, ceramica per Gualdo) dovrebbero diventare un grande ed importante input per la formazione culturale - professionale delle future generazioni residenti nel territorio della dorsale appenninica. Sarebbe ideale l'approvazione di un piano congiunto tra istituzioni politiche ed istituzioni scolastiche che indirizzi il fine dell'istruzione-formazione verso uno sviluppo economico ed una qualificazione ambientale che riesca a dar lo slancio finale a Settori, quali piccole e medie industrie, agricoltura ed artigianato, che stanno cercando una propria dimensione ottima. L'importanza del connubio tra scuola e settore lavorativo, oltre che gli obiettivi indirizzati al futuro del territorio, riuscirebbe a risolvere anche problemi presenti, quali la crisi degli istituti superiori di piccoli paesi come Nocera, oppure Sigillo, ed inoltre riuscirebbe a creare un indotto economico positivo per l'economia locale, dai trasporti pubblici, ai piccoli commercianti (cartolerie, librerie, punti di ristoro, ecc. ecc.). Ma la situazione presente ci riserva ben altro; Nocera è forse l'esempio più eclatante con gli studenti che sono costretti a seguire le lezioni ancora all'interno dei prefabbricati, svolgendo corsi che aprono una strada professionalizzante verso il nulla, trovandosi perciò alla fine a dover combattere con un'istruzione subita passivamente ed indirizzata verso materie a cui il nostro territorio non può dare sbocchi occupazionali. Fortunatamente i primi passi si stanno muovendo, e i comuni sono totalmente informati delle intenzioni degli organi direttivi scolastici ad un progetto ampio e qualificativo per il nostro territorio, ma inevitabilmente sorgono delle domande: le istituzioni politiche prenderanno seriamente in considerazione una proposta seria e così fondamentale per il futuro del nostro territorio? Con questa allucinante tendenza al rafforzamento dell'istituzione privata, le istituzioni non taglieranno i propri investimenti al settore pubblico? Gianni Lispi
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