L'ECO del Territorio

 

N. 21 - 3 novembre 2002

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Territorio

NOCERA UMBRA

Si scioglie il circolo di Legambiente "Il Campanaccio"


La quattrocentesca torre dei Trinci, che per secoli ha dominato dall’alto il colle di Nocera, "il Campanaccio", era in macerie, come la maggior parte degli edifici del territorio comunale; per le strade giravano ancora i mezzi di soccorso delle associazioni di volontariato con i lampeggianti accesi; interi paesi traslocati nei campi containers, orribili mostri di latta, che appiattiscono colori , emozioni e sensazioni, dove anche il trascorre del tempo e delle giornate ha dei ritmi diversi dal resto del mondo; nel caos dell’emergenza spuntavano alloggi abusivi, piccole e grandi discariche, attività produttive messe alla meglio, delocalizzazioni di stalle, abitazioni, ristoranti, paesi… senza un minimo di programmazione. Il territorio stava cambiando velocemente, come mai era accaduto prima e in peggio! Abitazioni al posto dei girasoli ad ingombrare l’ambiente, segni indelebili sull’armonia di un paesaggio, che da queste parti era ancora una ricchezza; negli anni l’uomo aveva saputo preservare la natura e la storia.

Nocera, "città delle acque, dal ventilato clima", si è trovata nell’epicentro di un terremoto, che ha sconquassato i dipinti di Giotto nella Basilica di San Francesco di Assisi, appena tornata al suo antico splendore, così come la piccola cappella del Beato Giacomo ad Isola di Nocera, invece perduta per sempre. E’ da queste considerazioni e dalla voglia di contribuire alla ricostruzione della nostra terra, che un giorno di novembre alla fine del 1998, un gruppo di amici riuniti intorno ad un tavolo, hanno deciso di dar vita al Circolo Legambiente "Il Campanaccio" di Nocera Umbra, consapevoli di dover ricavare uno spazio nell’indifferenza e nella gravità di una situazione, che poca considerazione lasciava all’ambiente.

Il Sindaco ricorderà il nostro debutto in pubblico, nel giugno del 1999, con un convegno sulla caccia e la fauna selvatica; fino ad allora nella tendostruttura comunale nessun’altro aveva organizzato qualcosa che non avesse avuto a che fare con il sisma o con la ricostruzione. Abbiamo collaborato attivamente con la Caritas Diocesana, nell’osservatorio sulla ricostruzione, con proposte concrete e progetti presentati all’Amministrazione Comunale, volti ad una ricostruzione ecocompatibile, alla valorizzazione delle risorse naturali, ad un rilancio integrato dell’intero sistema economico, sociale ed ambientale del nostro territorio, evidenziando la necessità di rivitalizzare il turismo e ponendo interrogativi sul recupero del centro storico. Non a caso abbiamo voluto a Nocera il convegno nazionale di Legambiente del settembre scorso "Ricostruire un Territorio", con presenze illustri, per non fermarsi solo alle case, ma per ragionare su come far rinascere un’intera comunità. Nostra l’idea-progetto di trasformare il vecchio parco comunale in un orto botanico, da inserire nei circuiti naturalistici della Regione, probabilmente dimenticata in un cassetto. Di recente una nostra proposta di formazione per i giovani residenti a Nocera e disoccupati, per creare impresa utilizzando i fondi della Comunità Europea, anch’essa inascoltata.

Al nostro sforzo propositivo è seguito sempre il silenzio e l’indifferenza di chi ci amministra. A cinque anni dal sisma, incontriamo ancora macerie, le case ricostruite pur mostrando esternamente colori variopinti, abitano un territorio spento e degradato. Questa ricostruzione non doveva fermarsi alla mera riparazione degli edifici, farlo significava perdere la possibilità di rinascita dell’intera cittadinanza; è triste sapere che gli alunni delle scuole in cinque anni non hanno mai vissuto in classi, che non fossero di lamiera; non c’è un cimitero che rispetti i nostri cari defunti, una Chiesa che possa definirsi tale; hanno disseminato il territorio di "palazzi metropolitani", perduto per sempre intere frazioni, cancellato la storia e l’identità di un territorio. Ora ci restano le baite in legno a deturpare il paesaggio aspro dell’Appennino; cave a pieno regime ed una edilizia selvaggia, di cui certamente non avevamo bisogno, l’ultimo censimento ci conta in meno di 6000 abitanti e molti già in fuga. Manca un futuro per i giovani, visto che l’unica realtà lavorativa a Nocera è la "grande fabbrica"; di ragazzi in gamba ce ne sono parecchi, era opportuno scommettere sulla loro voglia di cambiare il mondo… questo sarebbe uno dei principali compiti di una Amministrazione Comunale, dare ai giovani una possibilità di lavoro, per continuare a vivere nel paese dove sono nati e cresciuti.

Come Circolo Legambiente abbiamo chiesto più volte una sede, un piccolo spazio, anche di "latta", per mettere a frutto quanto di buono avevamo dentro, per realizzare progetti, per sensibilizzare la gente alle tematiche ambientali, per insegnare ai bambini il diritto ad aver un ambiente più pulito ed un paese culturalmente vivo; ora ci troviamo nella condizione di dover abbandonare i nostri intenti, il circolo Legambiente "Il Campanaccio" non intende rinnovare l’adesione a Legambiente per il prossimo anno, termina qui la sua avventura, nella consapevolezza di aver fatto il possibile per cambiare quello che a nostro giudizio non andava nel verso giusto. Chi amministra questo Comune, non gradisce la nostra presenza, ne prendiamo atto; non hanno saputo far meglio che attaccarci ingiustamente in un recente Consiglio Comunale, quando chiedevamo l’adesione ad un fondo sulla cooperazione internazionale, per aiutare chi è meno fortunato di noi.

Ringraziamo coloro che in questi anni ci hanno sostenuto, un grazie in particolare va a Ferdinando Pasquarelli, che ha fortemente voluto questo Circolo e che ora non è più con noi.

Massimiliano Squadroni

 

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