L'ECO del Territorio

 

N. 21 - 3 novembre 2002

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Territorio

COSTACCIARO

Riaperto l'accesso alla grotta del Monte Cucco


10grottamcuc.jpg (20759 byte)Con il parere favorevole della Conferenza di Servizi per l'esame dei progetto preliminare per la valorizzazione della Grotta di Monte Cucco, il CENS di Costacciaro e la Comunità Montana Alto Chiascio sono intervenuti sul versante settentrionale della montagna, quello che guarda verso Pian delle Macinare, rimuovendo i detriti che ostruivano il collegamento fra l'esterno e la Sala Terminale della Grotta. Ora con otto metri di agevole galleria inclinata si può accedere in quei luoghi sotterranei che prima richiedevano la discesa di pozzi profondi e ore di marcia. Con questo nuovo accesso naturale tutto è cambiato e si può raggiungere con estrema facilità il cuore del sistema sotterraneo e le sale più belle e spettacolari. E' questo il primo passo verso la concreta valorizzazione di uno dei fenomeni naturali più straordinari dell'Appennino intero, con tutte le ricadute educative, didattiche e turistiche che è facile immaginare e che daranno un nuovo e straordinario impulso al Parco del Monte Cucco.

I lavori di disostruzione sono iniziati nel mese di agosto e sono proseguiti fino al 19 ottobre, quando alle ore 13,15 è stato rimosso l'ultimo diaframma di sassi e argilla. Sotto è subito apparsa la grande bocca della condotta inclinata che scende per otto metri fino a raggiungere la già notissima sala terminale della grotta di Monte Cucco.

La scoperta di questo nuovo ingresso è il frutto dell'impegno degli speleologi del CENS, che in vari anni hanno eseguito rilevamenti topografici, sondaggi geoelettrici, analisi morfologiche e speleogenetiche, rilevamenti e indagini che hanno portato ad individuare con estrema esattezza la posizione dell'accesso di Costacciaro.

Ai fini della realizzazione del progetto di valorizzazione della Grotta, nella stessa è in funzione dall'ottobre del 2001 una complessa rete di monitoraggio ambientale che registra dati sulla temperatura, umidità, pressione atmosferica, concentrazione di anidride carbonica, direzione e intensità delle correnti d'aria. Sono attualmente in opera 19 stazioni automatiche che coprono i settori principali e più caratterizzanti del sistema sotterraneo. Il progetto di monitoraggio è stato elaborato dall'Università dì Urbino, che lo ha messo in opera e lo gestisce insieme al CENS di Costacciaro.

Durante la disostruzione del nuovo accesso è stato sempre presente un incaricato della Soprintendenza per i Beni Archeologici dell'Umbria e lo scavo è stato eseguito con criteri propri della ricerca stratigrafica, su trincea, per poter dare una collocazione temporale agli eventuali reperti rinvenuti. Purtroppo il detrito è risultato totalmente sterile.

Il Sindaco

Prof. Giuseppe Morelli

 

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