L'ECO del Serrasanta

 

N. 21 - 3 novembre 2002

Pro Tadino Prima pagina Edizioni Sommario

La posta

Caro direttore


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Ospedale e pertinenze

 


Questa è la lettera di un cittadino di Gualdo Tadino, che ricoverato d’urgenza presso il nosocomio gualdese ha vissuto una singolare esperienza.

"Circa un mese e mezzo fa sono stato ricoverato d’urgenza presso il reparto di chirurgia dell’ospedale di Gualdo Tadino. Una settimana di degenza e poi di nuovo a casa. Quello che ho da dire, non riguarda assolutamente la struttura ospedaliera. Anzi, a tal proposito colgo l’occasione per ringraziare tutti i medici ed il personale infermieristico, per l’attenzione e le cure prestatemi. Devo tuttavia rilevare alcuni aspetti negativi che riguardano l’esterno dell’ospedale. E mi spiego meglio.

In agosto, si sa, di notte le finestre possono anche essere lasciate socchiuse, per far rinfrescare l’aria e refrigerare l’ambiente surriscaldato dal sol leone dell’estate. Ebbene, nella zona antistante l’ospedale, che in tutti i paesi civili dovrebbe essere zona di rispetto e di silenzio (anche perché, è ovvio che chi è dentro non gode di ottima salute!!!), nelle sere del periodo suddetto ho avuto modo di poter ascoltare un singolare "concerto". Urla, grida, schiamazzi, motorini rombanti e quant’altro; ed il tutto è durato sino a notte inoltrata, eccezion fatta per qualche ben augurato acquazzone sporadico, che disperdeva questi gruppetti di ragazzi. Per carità, i giovani in questione hanno tutta la mia comprensione, visto che a Gualdo Tadino non c’è altro, e per questo sono costretti ad occupare degli spazi che, come ho detto prima dovrebbero essere adibiti a zone di silenzio, specie in certe fasce di orario e nelle vicinanze dell’ospedale. Ma non è finita qui!

Ciliegina sulla torta, alle 3.40 del mattino, il mezzo adibito alla raccolta dei rifiuti solidi urbani, come ogni mattina inizia il suo lavoro, svuotando e pulendo i cassonetti, e facendo durare il tutto la bellezza di tre quarti d’ora! Immaginate come si possono sentire al mattino, quei poveri pazienti che magari, stremati dal dolore e dalle sofferenze vorrebbero riposare! Va detto altresì che in ospedale, per motivi di organizzazione interna, la pulizia inizia molto presto.

Quindi, questo mio intervento non vuol essere null’altro che suggerimento, affinché le cose cambino in meglio e si possa trovare un modo per modificare tutto quello che ho raccontato. Anche perché, non va dimenticato che un giorno potremmo esser noi dall’altra parte, dato che la vita è una ruota che gira".

Domenico Dell’Unto

 

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