L'ECO del Serrasanta |
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La posta Caro direttore |
CARA UMBRIA
Impressioni di un viaggio nel cuore d'Italia
Cara Umbria, Le donne, ad una certa età, diventano pezzi da restauro. Le palestre, le cliniche di bellezza ed i centri estetici, sono i cantieri da dove si può uscire tonificate, risollevate, siliconate, ricostruite, truccate, incipriate ... Molte però, prede di tempeste ormonali e di bruschi cambiamenti non reggono alle "azioni durto antietà". Stanche, ingrigite, magari trascurate dai mariti o abbandonate dai figli, si lasciano andare e vanno in frantumi. Insomma,diroccate, inagibili, con lumore a pezzi e le crepe nel cuore, assomigliamo proprio ad un paese terremotato. L'Umbria no! Resterà sempre bella così comè, nonostante tutto, senza cipria né rossetto, proprio come unanziana signora , segnata dal tempo, ma riservata e distinta, unica nella sua semplicità. I borghi medievali e gli scorci pittoreschi, li trovi anche in Friuli, ma solo qui si sprigiona un qualcosa che fa respirare il profumo di antico. In ogni borgata cè la firma del Medioevo, così lontano eppure così attuale e ricercato. Mi rendo conto perfettamente che le cure e le iniezioni di cemento armato, non sarebbero un capriccio per questa "anziana signora" , ma pur non essendo unesperta in edilizia, credo che sarà molto più complicato ristrutturare che ricostruire. Assisi, Assisi! Tutti corrono ad ammirare la tua sfacciata bellezza, sei proprio come quelle donne di cui parlavo prima, ristrutturata, risollevata , truccata, incipriata ma i paesi più nascosti non sono meno belli di te e vanno salvaguardati. Non sono umbra e non ho la casa diroccata, perciò è facile per me, fare dei commenti, dare dei suggerimenti e forse a qualcuno staranno scomode queste parole, ma mi piacciono i vostri paesi, per come sono, per quello che hanno visto lungo i secoli, per la loro architettura, per latmosfera che regalano a chiunque li visiti. In Friuli, il terremoto del 1976 ha spazzato via paesi interi. I superstiti, daccordo con le amministrazioni locali, non ci hanno pensato due volte a radere al suolo quello che era rimasto. Gli abitanti hanno dovuto dimenticare i colori delle loro case, i cortili, le tendine di pizzo alle finestre e rifare tutto secondo le regole antisismiche, perfino le cucce dei cani! padrone e servitore incontrastato, il cemento armato. Ruvidi, diffidenti, riservati, ma cuciti alle loro pietre, i Friulani, abituati ad emigrare, ad adattarsi, a resistere nei paesi stranieri, hanno resistito ben poco nelle roulotte e nei prefabbricati. Famosi per mettere la bestemmia al posto della virgola, pur dando la precedenza alla ricostruzione delle case, non hanno trascurato le chiese. Le pietre del Duomo di Venzone, sono state numerate ad una ad una e ricollocate doverano prima. Così piano , piano , sono ricomparsi i paesi con i loro centri storici, così pure le case, i cortili e le tendine di pizzo alle finestre. Spero di non aver irritato gli Umbri già "scossi", ma il confronto era mirato solo ad esortare gli abitanti e le amministrazioni locali a non fare come fanno i figli ed i mariti quando se ne vanno, lasciando la padrona di casa diroccata, desolata e con il cuore in frantumi! Mandi, dal Friùl Daniela Marcon
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