L'ECO del Serrasanta |
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Ambiente Rocchetta |
Corsi e ricorsi storici Gola della Rocchetta anno 1900, riconoscereste questo ambiente?
Questo malefico genio delle tenebre, ha dato molto da fare ai nostri progenitori, i quali, in tutto ciò che usciva dallordinario per quei tempi, come in tutte le cose non facilmente comprensibili dal cervello umano vedevano lopera del re dAverno. Se a Gualdo Tadino la leggenda demoniaca non è creduta dalla generalità, rimasero i nomi ad attestare la credenza degli antichi. Innanzi ad esso una cascatella precipitante dallalto muraglione di rocce verticali, ha scavato lungo il masso un solco così regolare e liscio, che meglio non avrebbe potuto fare lo scalpellino il più esperto. Il pensiero doveva naturalmente cadere nella forza dellacqua, memori anche del noto aforisma: gutta cavat lapidem; ma nossignori lincavo si attribuì nientemeno alla coda del diavolo, il quale nello scender dal dirupo allo scopo di porsi a mensa imbandita nella sottoposta tavola dolomitica, traendo seco la coda, lasciava limpronta nel masso. Oggi si raccontano queste cose come fiabe e nessuno crede più alla leggenda della tavola e della coda infernale, eccettuate le femmine che vanno a far legna le quali se la cavano col gettare sul desco demoniaco un masso, come offerta al demonio, perché questi sembra abbia i denti ben temperati e lo stomaco ben corazzato per masticare e digerire pietre.
Dimora in alto e vi compone il nido il gacchio o pirrocorax alpinus, specie di corvo nerissimo, dai riflessi metallici, dal becco giallo leggermente arcuato e dalle zampe rossicce, il quale si libra nellaria al di sopra di questi scogli (a Gualdo Tadino lo chiamano Bello) In fondo allo Stretto, come lo si chiama a Gualdo Tadino, si para innanzi il Montenero che congiunge il Serrasanta al Penna; e qui siamo in un punto dove landare è faticoso. Se vuolsi ascendere il Serrasanta, fa mestieri arrampicarsi per le balze di Campetella, fino al bel fontanile dove abbeverano gli armenti, e da lì procedere salendo fino al santuario. La montagna in questa parte mostra dappertutto i suoi grappoli porporini, col garofano a cinque foglie che esce dalle crepacce delle rocce degli Appennini, il narciso odoroso, la valeriana, la viola tricolore, il croco e mille altre pianticelle di fiori che mescolano lo splendore dei loro colori al verde dei prunai arrampicanti e ai rovi, che stendono i loro rami intorno come tentacoli. Se poi vuolsi procedere verso il Penna, allora si sale più agevolmente a destra ponendo il piede sopra un suolo ricoperto di ... dal fiore disposto a corimbo, dal calice riflesso e dal rosso frutto pendente nella stagione propizia, da cui emana il più grato degli odori che imbalsama tutto intorno laria. Gualdo Tadino possiede la bella prerogativa di avere acque abbondanti, chiare, fresche e batteriologicamente pure. Quella che sgorga dal masso detto la Rocchetta, nella foce, possiede virtù medicamentose perché fons diuretica e leggermente purgativa; già nel 1894 e 95 una quantità di gente accorreva alla sorgente, per darsi svago e per chiedere alle acque la salute."
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