L'ECO del Serrasanta

 

N. 21 - 3 novembre 2002

Pro Tadino Prima pagina Edizioni Sommario

Problemi

IL CALL CENTER DELL'OSPEDALE

Pronto? Pronto? ... Ma nessuno è pronto a rispondere


05ospcalai.jpg (19232 byte)Una canzone degli anni 80 diceva: "...piange il telefono". Oggi dovremmo dire "perché non risponde il telefono? ..."

All'Ospedale civile cittadino hanno installato (ci dicono!) il call center uno di quegli aggeggi della tecnologia avanzata ... che ci sta rimandando indietro di qualche buon lustro.

Quando il telefono era a tre cifre, ogni volta che si aveva necessità di chiamare il locale nosocomio dall'altra parte del filo puntualmente ti davano le informazioni che chiedevi. Oggi, grazie alle modernissime apparecchiature di cui si e dotato l'ospedale, non si riesce a comunicare mai nell'arco della mattinata o della serata. Il collegamento e tabù. Tu chiami. Segui le segnalazioni della voce dell'operatore (che va detto subito non e un cristiano in carne ed ossa!) e ti ritrovi punto e a capo.

Riprovi. Riprovi ancora: per la terza, quarta ed infinita volta per sentire la ripetizione di quanto già sapevi e ancora non riesci a parlare con alcuno. Può capitarti che, a furia di riprovare, ti mettano in contatto con l'Ospedale di ... Foligno e, qui, ironia della sorte, non ti possono collegare con alcuno perché in quel centro non conoscono nessun nominativo di quanti operano a Gualdo Tadino.

Questo call center si sta dimostrando una vera e propria diavoleria. Il mezzo che preclude la possibilità di parlare con gli addetti dell'ospedale di Gualdo Tadino.

Pensate: non riescono a combinare qualcosa di positivo "quelli che hanno gli studi" figuriamoci la sorte che spetterà ad un anziano o a qualche altro che non ha dimestichezza con questo raffinato sistema che ti rende impotente e, alla fine della disastrosa esperienza, accidioso.

Le persone che chiamano l'ospedale non vogliono certo effettuare chiamate di saluto o di cortesia: ci sono le urgenze, i problemi seri della gente che non si risolvono pigiando un numero che non dà segni di vita o che rimanda ad un'altra operazione il cui esito negativo e scontato.

Tale servizio è davvero un disservizio, un rompicapo, un ostacolo grave per chi ha urgenze e bisogni non rinviabili.La gente da molti giorni si lamenta, impreca, chiede un migliore servizio (magari più alla portata dell'utente ancora non preparato ad un servizio troppo sofisticato e perditempo) ma il problema permane nella sua gravità.

Si racconta che un Moranese, in panne con la sua autovettura, per l'assenza del suo meccanico di fiducia lasciò il mezzo davanti alla porta della bottega dell'artigiano ponendo sul parabrezza una plausibile sua spiegazione: "la machena stolsa, trattène e pu arvà, sarrà la frezione?"

Noi non conosciamo il motivo perché quel benedetto call center tutte le volte mi mette fuori campo, raccogliamo le lamentele e le invettive che giriamo all'Ente ospedaliero. Sarà difettoso? Se è tutto a posto, abituiamo prima la gente al sistema impiegando, magari per due o tre mesi, il personale appropriato e poi, a tutto gas, col marchingegno che fa dannare l'anima e complica la vota dei cittadini. Chiamare è necessità, rispondere è obbligo. O no?!

Giancarlo Franchi

 

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