L'ECO del Serrasanta |
|
Problemi |
Ancora sulla crisi idrica di Antonio Campioni La soluzione della crisi idrica è ancora in alto mare e risposte tranquillizzanti non sono venute né dal tecnico della Eco-Tech, né dall'ultimo consiglio comunale dove sono risuonate, nel corso dei lavori, due campane, una ottimistica (la soluzione è vicina) l'altra pessimistica (la soluzione è lontana). Come i gualdesi sanno noi abbiamo sei sorgenti (Rocchetta, Santo Marzio, Vaccara, Palazzo Mancinelli, Capo d'acqua, Boschetto) che in totale assicurano oltre 600 litri d'acqua al secondo a fronte di un fabbisogno di trenta litri al secondo perché la rete idrica presenta una perdita fisiologica del 35%. Il tecnico Mattioli ha ripetuto la bella lezione che aveva già fatto nell'assemblea popolare di San Rocco, ma non ha fornito nessun dato e nessuna assicurazione in merito. La gente così, senza risposta, continua a chiedersi se la Rocchetta Spa emunge troppa acqua dalle sorgenti. Non c'è stato né un sì né un no, anche se il geologo Mattioli in teoria non esclude che i prelievi Rocchetta possono impoverire l'approvvigionamento idrico della città. Intanto il comitato "Acqua Nostra", costituitosi di recente ha provveduto a nominare un suo esperto di fiducia, una ricercatrice e coordinatrice scientifica dell'Università di Perugia, l'idrogeologa Costanza Cambi che si avvarrà della consulenza del geologo Pierpaolo Mazzanti con studio a Nocera Umbra. Il comitato "Acqua Nostra" si è riunito par valutare il preventivo relativo alla parcella dell'esperta e per parlare ancora della crisi idrica. E' evidente che su questo complesso e delicato problema occorreva convocare un consiglio comunale aperto dando la parola ai cittadini perché il problema acqua riguarda tutti. Al consiglio comunale aperto l'Amministrazione avrebbe dovuto arrivarci con un chiaro progetto e i relativi finanziamenti. A mio avviso, con un programma a medio termine (una legislatura = 5 anni) , l'amministrazione deve ricostruire un nuovo acquedotto, istallare pompe di maggior potenza e messe più in profondità, costruire conservoni più capienti, dotarsi di strumenti per individuare subito le rotture e gli abusivi, costruire un acquedotto parallelo per le aziende alimentandolo con acque reflue e piovane; infine prevedere la ricerca di altra acqua e altre sorgenti nel territorio. Al di sopra di tutto ciò che urge è la soluzione della crisi idrica e, se occorrono controlli severi si provveda attraverso i vigili urbani e l'ufficio tecnico dotandolo di figure esperte e professionalmente competenti. Così come stanno ora le cose non si può andare avanti.
|