L'ECO del Serrasanta

 

N. 21 - 3 novembre 2002

Pro Tadino Prima pagina Edizioni Sommario

Primo piano

SOLO TEPPISTI?

Il raid in alcune fabbriche

La preoccupazione degli imprenditori - Chiesto un summit sul problema con le forze dell'ordine e gli amministratori

di Riccardo Serroni


Hanno forzato le porte d'ingresso danneggiandole, sono entrati all'interno dei locali, hanno procurato qualche danno ma non hanno rubato niente. Vittime quattro aziende di ceramica, tre di Gualdo Tadino ed una di Fossato di Vico. Il raid risale allo spazio di tempo compreso tra il pomeriggio di sabato 19 e la notte susseguente e tra gli operatori ora c'è qualche apprensione. La domanda ricorrente, infatti, è la seguente: trattasi dei soliti teppisti che si divertono a trascorrere la notte danneggiando strutture pubbliche (come i ripetuti atti vandalici contro l'eremo di Santo Marzio avvenuti nelle scorse settimane) o di qualche cosa di diverso? E se è qualche cosa di diverso a che si deve pensare? Furto, evidentemente no. Primo perché dentro le fabbriche di ceramica non ci sono in deposito dei soldi o oggetti di così gran valore da rischiare la galera per trafugarli. Secondo perché quei pochi oggetti che i malviventi avrebbero potuto prendere sono stati lasciati al loro posto. Siamo allora di fronte a qualche avvertimento? Non esistono elementi per suffragare una ipotesi del genere, ma sul piano delle congetture ci sta tutto.

Per il sindaco di Gualdo Tadino Rolando Pinacoli non è il caso di allarmarsi più di tanto, si tratterebbe dei soliti ignoti, anche se è bene aprire bene gli occhi e tenere desta l'attenzione. Il presidente della Confartigianato Claudio Carini, invece, è preoccupato e lancia l'allarme: "La Ceramiche Passeri, la Ceramica di Gualdo, l'ex Suma e la RDF Elettronica di Fossato di Vico sono state visitate da malviventi. Ciò che suscita la mia preoccupazione è il fatto che in tutte le fabbriche gli sconosciuti sono entrati fin dentro gli uffici forzando porte e finestre ma senza rubare nulla". "Da noi sono entrati forzando una finestra - conferma Manuela Passeri, della Ceramiche Passeri - e poi hanno raggiunto l'ufficio, hanno aperto delle buste, ma se ne sono andati senza portare via nulla. Probabilmente cercavano dei soldi, non sapendo che noi in ufficio soldi non ne teniamo. E' la seconda volta che ci provano. La prima volta, però, un anno fa, non sono riusciti ad entrare". Preoccupazioni? "Beh, un po' sì - conclude - Noi usciamo tardi dall'ufficio e c'è più paura di incontrare qualche malintenzionato". Perché l'hanno fatto? E' la stessa domanda che si ripete Roberto Gubbini (La ceramica di Gualdo): "Nella mia fabbrica sono entrati il sabato pomeriggio, dalle 13,30 alle 16,30- racconta- forzando una porta laterale. Poi hanno messo in azione un muletto per aprire una porta antifuoco ed hanno rovesciato un carrello danneggiandolo. Però, al di là di qualche spicciolo di euro e dei danni alle cose, non hanno rubato nulla, nemmeno una macchina fotografica digitale che ha il suo valore". Ed è questo particolare che desta le maggiori preoccupazioni. Bravata di qualche ragazzo? "Mi sembra un po' azzardato - dice ancora Carini - Non è da ragazzi entrare in una fabbrica in pieno pomeriggio e forzare porte antisfondamento con un muletto per non rubare nulla. Cosa cercavano? Siamo di fronte, per caso, a qualche avvertimento?". Minacce? "No - precisano tutti - non abbiamo mai ricevuto minacce". Ma questo, per Carini, non significa molto: "E' un fatto che nella nostra città - conclude - la sicurezza sta diventando un problema, sia per le abitazioni civili che, ora, per le aziende. E' un problema che va affrontato seriamente. Io mi chiedo anche quanti altri casi potrebbero esserci stati senza che siano state presentate delle denunce e se ci sia qualcuno che preferisce stare zitto per paura di ritorsioni. Occorre fare subito chiarezza: sono intenzionato a chiedere subito un summit con le istituzioni locali e con le forze dell'ordine che operano nel nostro territorio".

 

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