L'ECO del Serrasanta |
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Dopo la Kermesse di Eurochocolate 2002 Esperienze di una manifestazione inedita Abbiamo ancora in bocca il sapore dolce del cioccolato e quindi è
ancora prematuro stendere bilanci, analizzare le cose da migliorare nelleventualità
di una seconda edizione di Eurochocolate per lanno prossimo.
Al
bancone degli assaggi
Un dato, però, è incontrovertibile: la manifestazione a Gualdo Tadino ha avuto un grande successo di pubblico e, da quanto abbiamo ascoltato in giro, anche di gradimento. E come valutazione immediata di ciò che è accaduto in questi tre giorni, si possono fare due importanti constatazioni.
La struttura delle quattro Porte, infatti, oltre a disporre di menti pensanti, ha quello che ad altre associazioni fa difetto: una bella truppa con una vasta schiera di fanti pronti a marciare e ad impegnare il proprio tempo libero per garantire una adeguata efficienza organizzativa. Hai voglia a criticare e ad appuntare virgole o incisi. La cosa più difficile è tirarsi su le maniche e cominciare a lavorare. Errori, poi, se ne fanno, è inevitabile, soltanto chi se ne sta eternamente seduto sulle scalette di San Benedetto a grattarsi la pancia o nel suo cantuccio a spidocchiare i propri interessi non sbaglia mai. Ma questa è una verità vecchia come il mondo. Ciò che resta è limpegno e la voglia di mettercela tutta per fare il meglio possibile. Bravo quindi a Fausto Paciotti, il gonfaloniere di turno, ed a tutti coloro che si sono stretti intorno a lui per organizzare, dal nulla ed in un arco di tempo molto ridotto, questa manifestazione inedita per Gualdo Tadino.
Ma fondamentale è stato anche il fatto che Eurochocolat ha ricreato le condizioni per nuove e proficue collaborazioni tra le varie associazioni. La Pro Tadino, il Cai ed il Gruppo Speleo hanno organizzato insieme la mostra fotografica "Gualdo sottosopra", la Pro Tadino, lEnte Giochi, i commercianti (anche se non tutti) ed alcune associazioni sportive hanno collaborato in vari segmenti organizzativi, la Pro Tadino e gli artigiani della ceramica hanno collaborato per la promozione della ceramica, il Gruppo Sorgente è stato presente per l'intero arco della manifestazione, l'AGAC ha fatto il suo con l'interessante concorso "L'arte in tazza" ... E un segnale importante, una inversione di rotta rispetto ad un recente passato in cui sembrava che lunico obiettivo delle associazioni (per lo meno di alcune) sembrava quello di dirsi di no e di cambiare strada quando cera il pericolo di incontrarsi. Il riscoprire che collaborare è bello, che tirare tutti dalla stessa parte per il bene della città è importante, che mettersi insieme non significa confondersi o perdere la propria identità ma valorizzare al massimo il patrimonio genetico di ognuno, non può che essere salutato come un evento straordinario. Ciò è dovuto a diversi fattori. Cè probabilmente una nuova presa di coscienza; sta forse maturando, dopo un periodo in cui ci si è chiusi troppo nel proprio guscio, lesigenza di respirare un po daria pura allesterno; c'è stato, infine, lavvento, al vertice di qualche associazione, di personaggi naturalmente più propensi ad unire, a cercare il dialogo che a dividere. Speriamo che duri ... ed a lungo.
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