L'ECO di Fossato di Vico

 

N. 20 - 20 ottobre 2002

Pro Tadino Prima pagina Edizioni Sommario

Fossato di Vico


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Il pensiero minimo della sinistra

Esce una intervista del segretario DS, Franco Bonerba


Leggo su un periodico locale una intervista di Franco Bonerba, segretario dei DS di Fossato di Vico. Mi dispiace per Franco Bonerba, perché quando fa una cosa ci crede e ci si impegna, ma debbo esprimere un giudizio critico. Si tratta di una intervista sciatta, che pare ispirata dal sindaco Monacelli per mettere in evidenza le debolezze della sinistra a Fossato. E siccome abbiamo girato metà legislatura, siccome i DS sono il mio partito, siccome mi piacerebbe che il centro sinistra fosse competitivo e rappresentasse un’alternativa reale al centro destra, mi permetto di esprimere delle critiche, che spero non siano, come al solito, travisate, ma possano servire all’uopo.

Bonerba si pone l’obiettivo di riunire la sinistra e successivamente gli alleati per riprendere il comune. L’obiettivo è giusto e meritorio, ma volutamente, finge di dimenticare la causa della crisi, che è la bocciatura del gruppo dirigente e di conseguenza della sfiducia dei cittadini, che da "7 anni", mentre nelle elezioni provinciali hanno votato il candidato del centro sinistra, per le comunali hanno votato quello del centro destra. Dunque il problema è cambiare e rinnovare il gruppo dirigente della sinistra. L’elettorato di Fossato chiede una sinistra nuova, moderna e riformista, che sappia essere competitiva sul piano della qualità e della proposta amministrativa con il centro destra. Purtroppo queste cose lui non può dirle perché è stato parte integrante dello sfascio della vecchia sinistra ed è stato uno dei protagonosti della disfatta delle ultime comunali. Dunque per un’azione di rinnovamento complessivo non è credibile, anche perché non so fino a che punto possa essere l’alfiere pieno di entusiasmo e spirito d’iniziativa di una sinistra riformista e moderna e non invece uno stanco e sorpassato sostenitore dei fasti del vecchio PCI. Per questo dovrebbe spiegare che cosa significhi "impegno sociale nei valori del centro sinistra"; se il recinto di parte oppure un’azione per l’interesse generale della società.

Ma la parte più inconcludente dell’intervista è l’elenco asettico delle cose che addebita all’attuale amministrazione. Sembra un rosario politichese, snocciolato con tanto di litanie, alle quali manca soltanto "ora pro nobis", come se non lo riguardasse direttamente come cittadino e dirigente politico. Uno sparare nel mucchio senza convinzione, senza una visione alternativa, senza la voglia di intavolare un confronto per proporsi all’opinione pubblica e misurarsi con l’attuale amministrazione. E dire che i temi non mancano, perché bene o male a Fossato di cose ne avvengono e soprattutto in questo periodo di forte vivacità economica, si decide sul futuro del comune, sulle sue prospettive e sul suo sviluppo. Bonerba invece sembra dire: questa è la mia posizione e della mia parte politica, chi vuole venga. Giusta o sbagliata non importa; questo offre il convento. Non c’è uno sforzo di comunicazione, di coinvolgimento, di apertura al dibattito su temi nuovi per superare l’immagine perdente delle passate disfatte e per misurarsi con l’avversario politico su una nuova visione complessiva dello sviluppo comunale. In pratica un segretario dal pensiero minimo, frutto della crisi del gruppo dirigente del partito e della incapacità di aggregare e coinvolgere nuovi soggetti, ma anche lo stesso popolo della sinistra, che aspetta ormai da anni di essere in grado di contrapporre nuovi leader, nuovi temi, un’alternativa credibile al centro destra per una sfida ad armi pari ed uno spirito di rivincita, che ormai da troppo tempo tiene dentro di se, inespresso e frustrato. Così certamente si va verso la terza sconfitta consecutiva.

Ottavio Giombetti

 

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