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CON LA TESTA FRA LE NUVOLE (42)
Rubrica amatoriale di meteorologia e climatologia a cura di Massimiliano Squadroni e Pierluigi Gioia - Cooperativa Naturalia - MeteoAppennino Crisi idrica: la colpa è anche della pioggia Strano ma vero: le piogge estive non hanno completamente risolto la siccità invernale. Ma l'acqua manca non solo per questo ... Di meno e più irregolarmente. Questa, in definitiva, sembra essere la tendenza delle precipitazioni da qualche tempo in qua, specialmente nelle regioni centro-meridionali dellItalia. Lanno in corso, con le sue bizzarrie, ne è stato un esempio lampante. I gualdesi se ne sono accorti proprio per una delle conseguenze più evidenti: la grave crisi idrica che ha attanagliato buona parte della città negli ultimi due-tre mesi e che ancora oggi non si può definire cessata del tutto. Sul banco degli imputati Sappiamo tutti quali siano gli imputati: condizioni non eccelse di una piccola parte di condutture della rete idrica, inadeguatezza degli impianti di sollevamento, eccessivo sfruttamento delle falde superficiali e profonde ... Ma sicuramente il fenomeno non può essere attribuito unicamente alluna o allaltra causa perché risulta dalla somma di più fattori. Fra questi non possono e non devono essere trascurati quelli che, a tuttoggi, sembrano essere i più evidenti: la scarsità e lirregolarità delle precipitazioni. È piovuto di meno Probabilmente molti di noi si saranno fatti confondere da questa fine estate piuttosto piovosa e avranno finito per ritenere che questo sia stato un anno, nel complesso, piuttosto ricco di precipitazioni. Il mese di agosto, infatti, con i suoi 113 millimetri, è risultato ben più piovoso della media e così anche quello di settembre, in cui si sono accumulati ben 196 millimetri di precipitazioni (un record superato solamente dal settembre del 2000, in cui arrivammo ad oltre 200 mm). Più pioggia del normale è caduta persino a luglio. Insomma: negli ultimi tre mesi, di acqua se ne è vista molta. Ma non è stato un anno più piovoso del solito: bisogna considerare che nei mesi di gennaio, marzo e giugno messi insieme sono caduti appena 35 mm del "prezioso liquido". Il risultato è sorprendente: da gennaio a settembre 2002 le precipitazioni ammontano a 687 mm, contro i 780 della media dello stesso periodo (vedi tabella 1, in cui ogni segmento rappresenta un mese diverso). Mancano allappello ben 93 mm che, pur sembrando pochi, in realtà rappresentano una diminuzione del 12%. Per renderci conto di quanta acqua manchi allappello nelle nostre falde, facciamo un piccolo calcolo: 93 mm rappresentano 93 litri per m2, vale a dire, in un territorio di circa 100 km2 come il nostro, ben 9 miliardi e 300 milioni di litri (o, se preferite, 9,3 milioni di metri cubi): è la quantità di acqua sufficiente ad alimentare il fiume Chiascio per oltre tre giorni o per riempire 620 milioni di bottiglie di acqua minerale da un litro mezzo. È piovuto male In realtà, più che la mancanza di acqua, quello che ha giocato il ruolo più sfavorevole è stata lirregolarità delle precipitazioni. Un esempio? Osservate la tabella 2: a sinistra trovate schematizzate le precipitazioni mensili medie su Gualdo Tadino, che mostrano chiaramente un picco primaverile (aprile) e un minimo estivo (luglio); al contrario, se osservate a destra, trovate che landamento delle precipitazioni nel 2002 (ma anche in molti degli ultimi anni) è stato "schizofrenico"; gennaio quasi nulla, febbraio quasi nella norma, marzo quasi nulla, aprile quasi nella norma, maggio più della norma, giugno pochissimo, luglio, agosto più della norma e settembre più del doppio della media. Insomma: un andamento altamente irregolare. Ma non basta: dei 687 mm caduti in questi primi 9 mesi del 2002, ben 196 (28,5%) si concentrano in un solo mese. E di più: dal 21 al 29 settembre (9 giorni) sono caduti ben 130 mm di pioggia, cioè un quinto (!) di tutta la precipitazione di nove mesi. E in un solo giorno (23 settembre), in sole 4 ore, ne sono caduti ben 60 mm, vale a dire l8,7%. E le nostre zone sono state, per certi versi, più fortunate: in altre località italiane le irregolarità hanno provocato ben altri sconvolgimenti, cronaca quotidiana della scorsa estate ... Il perché di una crisi Le somme sono presto tirate: lunghi periodi di siccità alternati a pochi periodi piovosi, nei quali lintensità delle precipitazioni è elevata, concorrono a creare una situazione di carenza idrica, poiché precipitazioni troppo abbondanti in troppo poco tempo non vengono assorbite dal terreno che in piccola parte, diversamente dall'innevamento che determina un successivo assorbimento nel terreno, e questo riduce lalimentazione delle falde. Si aggiunga poi che, in primo luogo, la copertura nevosa dei nostri monti durante lo scorso inverno è stata praticamente inesistente; che, in secondo luogo, lautunno del 2001 è risultato siccitoso - si pensi al mese di ottobre dello scorso anno, in cui, praticamente, non piovve mai; che ormai da cinque-sei anni, benché la quantità totale di precipitazioni sia nella norma, la loro distribuzione è sempre risultata anomala, con periodi anche lunghi di siccità. Tutti questi fattori climatici, sommati evidentemente ad un eccessivo sfruttamento delle falde, a certe inadeguatezze strutturali del sistema di rifornimento idrico, ad un uso non sempre cosciente dellacqua potabile, hanno causato la peggiore crisi idrica che abbia mai attanagliato la nostra città. Meditate, gente ... Ma riflettiamo: se, come pare evidente, le "bizzarrie" di Giove Pluvio diverranno sempre più marcate con il trascorrere degli anni e se, peggio ancora, le precipitazioni totali sono destinate a dimezzarsi al Centro-sud Italia, a che cosa andiamo incontro a Gualdo Tadino? Non è arrivato il momento di correre ai ripari anche per i prossimi anni? Non è ora di iniziare a conservare gelosamente "sorella acqua", un tempo la risorsa più abbondante del nostro territorio?
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Pierluigi Gioia può essere contattato all'indirizzo E-mail pierluigigioia@protadino.it. Massimiliano Squadroni può essere contattato all'indirizzo E-mail massy@squadroni.com.
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