L'ECO del Serrasanta

 

N. 20 - 20 ottobre 2002

Pro Tadino Prima pagina Edizioni Sommario

Attualità

 

La malìa dei Giochi


08magioc.jpg (29278 byte)Il bagliore del fuoco si riflette sugli occhi della folla festante, un fumo acre si leva nella piazza e si confonde nei raggi del tramonto. Le gare sono terminate, la notte scende sulle vie e spinge nelle taverne i contradaioli in festa. I tre giorni dei giochi sono passati veloci e stupendi: i tavernieri hanno aperto la manifestazione il venerdì e un brivido è scorso sulla nostra pelle quando sono entrati nella piazza con il suono vigoroso dei tamburi. Il dì seguente abbiamo assistito al lancio della sfida e alla rievocazione dei tempi che furono e ripensando a quegli anni lontani ci siamo sentiti di nuovo uniti e vicini.

L’ultimo pomeriggio è davvero arrivato troppo presto, ma era tempo di conoscere un nuovo vincitore, un nuovo rione degno di innalzare il palio sul proprio torrione. Le gare hanno avuto inizio, le ore sono passate come un lampo e infine della cattiveria e dell’ingiustizia non è rimasto che un po’ di cenere.

Ora l’autunno dipingerà i nostri monti e l’inverno scorrerà sopra i boschi, tra le strade come un vento furioso e ci sarà modo per ricordare le piccole storie e le grandi sfide, la paura, il coraggio con cui si sale in pedana e la forza che serve per correre sotto le antiche mura ed arrivare primi. Il suono dei tamburi che riecheggia tra le vie sarà il caldo ricordo col quale scaldarci nei freddi giorni che rimangono di questo anno; domani gli sfidanti ricominceranno ad allenarsi, poiché presto il sole tornerà sulle nostre gelate terre e alla primavera seguiranno i caldi giorni dell’estate e di nuovo ci sarà una nobile tenzone, perché il valore dei pochi dia forza e coraggio ai più deboli e rinvigorisca i cuori di tutti noi.

Federico Meccoli

 

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