L'ECO di Nocera Umbra

 

N. 19 - 6 ottobre 2002

Pro Tadino Prima pagina Edizioni Sommario

Nocera Umbra


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Una ricostruzione sempre difficile

Il territorio nocerino a cinque anni dal sisma


Il 1997 rimarrà nei cuori di parecchi umbri come un anno maledetto, un anno che divide tutti i ricordi in due grandi gruppi: il prima e il dopo del disastroso evento sismico; che non lesionò soltanto gli edifici, ma anche nervi e la psiche d'ogni singolo cittadino. A cinque anni dal terremoto è ancora difficile fare bilanci, oppure esprimere commenti chiarificatori riguardo alla situazione del nostro territorio, e ancor meno la situazione di Nocera e di gran parte delle sue frazioni. L'astio tra i cittadini cresce infatti sempre di più, creando situazioni di malcontento che degenerano solamente in inconcludenti discussioni "di piazza" per di più accresciute dall'inquietante silenzio delle istituzioni (comune, regione ...) e di gran parte delle aggregazioni sociali (partiti, sindacati, associazioni di vario genere). Nocera è forse diventata una delle realtà più diffici1i dell'Umbria, le case piano piano si stanno ricostruendo, i progetti sono quasi stati tutti approvati, ma la gente si abbandona ad un lassismo pericoloso per il futuro del paese. Questo lassismo si rispecchia nel funzionamento dell'apparato comunale. E, infatti, inesistente un organo che avvicini i cittadini alle pratiche comunali (c'è soltanto un simulacro zoppicante dello "sportello del cittadino"). Si riscontrano altri importanti problemi, ed uno dei più gravosi è quello dell'istruzione/formazione. A cinque anni dal terremoto non esistono ancora strutture adeguate per lo svolgimento di almeno un normale anno scolastico, principalmente per la scuola secondaria superiore (ancora obbligata sui container), ma anche per gli altri ordini di scuola. Vi sono comunque altre questioni irrisolte: prefabbricati e edifici abusivi non sono ancora stati smantellati completamente, come del resto non sono state smaltite le macerie in località Zingaretti; i segni dell'emergenza, ancora cosi visibili, sottolineano in questo territorio già sofferte immagini di desolate baraccopoli. Suscita grande scalpore anche il piano di ricostruzione di alcune frazioni e il grado di desolazione cui è abbandonato il centro storico. L'esempio eclatante risulta comunque la frazione di Isola, una delle più colpite dalla sciagura del sisma, ma anche una delle frazioni più colpite dall'incompetenza dei tecnici e dal clientelismo di alcuni poteri: il progetto è stato approvato dagli organi competenti, ma suscita un grande malcontento tra i cittadini, i quali, in molti hanno presentato delle osservazioni al sindaco dott. Petruzzi. Si riscontra, infatti, nei progetti approvati dal comune un ampliamento ingiustificato delle cubature degli edifici da ricostruire, incentivando ulteriormente le incomprensioni tra paesani. Anche l'economia è stata notevolmente colpita dal dopo - terremoto. Le piccole e medie imprese artigianali, commerciali, agricole del territorio nocerino, continuano a procedere nella nebbia visto che, ad oggi, l'ente locale, non ha ancora elaborato un piano organico per lo sviluppo sostenibile dell'economia comunale, né tracciato filiere o liste di progetti presentabili per la partecipazione alle misure di finanziamento previste dagli obbiettivi regionali. Nello scenario dei sogni imprenditivi o, di semplice ipotesi di lavoro dei nocerini incombe (per fortuna?!?!) la Merloni Spa. L'incubo invece è: e se imita la FIAT? . Ai posteri l'ardua sentenza ...

Gianni Lispi

 

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