L'ECO del Serrasanta

 

N. 19 - 6 ottobre 2002

Pro Tadino Prima pagina Edizioni Sommario

Ambiente

 

Mattone o verde?

di Antonio Campioni


La città di Gualdo Tadino, dove non mancavano zone verdi anche nel suo centro, negli ultimi anni ha subito un forte processo di cementificazione. Oggi non si trova più, a prescindere dai giardini pubblici, un fazzoletto di verde, tutto è stato completamente occupato dal mattone e dalla pietra con la costruzione di nuovi palazzi, appartamenti da mettere sul mercato per una proficua vendita. A meno che non si voglia portare la speculazione edilizia ai giardini e nella zona verde adiacente alla Rocca Flea (vincolata) non è rimasto nessuno spazio per un filo d'erba.

L'area degli "Orti Mavarelli" venne cementificata circa venti anni fa, anche se più di un problema dal punto di vista formale dovrebbe essere ancora risolto dal Comune, ma l'area degli orti è scomparsa. Così è stato anche per l'area verde del piazzale di Santa Margherita, che è stata sacrificata al "mattone" con la costruzione di alcuni appartamenti da vendere e con parcheggi per chi ci andrà ad abitare. Al Km. 188 della Flaminia, nell'area ricavata con escavazione, vengano costruiti altri appartamenti (l'albergo si farà) sembra in un numero superiore all'iniziale preventivo. In questi giorni, vicino alla casa Durante, nella zona del mercato è stato escavato un appezzamento di terreno erboso per gettare le fondamenta di altre case e abitazioni private. C'è rimasto solo lo spazio di Piazza Mazzini - destinata alla realizzazione del parcheggio coperto e l'area dell'ex consorzio agrario. Questo furto di verde costa molto all'ambiente (l'alta cementificazione è il suo nemico!) e alla comunità gualdese. E' difficile credere che tutti questi "appartamenti" possano essere venduti con semplicità anche ci sono di mezzo tanti procacciatori per acquisire compratori che non arrivano facilmente. Chiunque questa estate sia venuto a Gualdo Tadino è rimasto esterrefatto per tutto questo cemento che ha modificato l'aspetto della città. Senza verde non si vince, si perde.

 

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