L'ECO del Serrasanta

 

N. 19 - 6 ottobre 2002

Pro Tadino Prima pagina Edizioni Sommario

Ambiente

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CON LA TESTA FRA LE NUVOLE (41)

Rubrica amatoriale di meteorologia e climatologia a cura di Massimiliano Squadroni e Pierluigi Gioia - Cooperativa Naturalia - MeteoAppennino

Questioni di ... fantameteorologia

Che cosa accadrebbe se, come possibile, si bloccasse la Corrente del Golfo? Continua il racconto ...


Alluvioni autunnali

L'autunno trascorre con la stabilizzazione, tranne brevi interruzioni, delle alte pressioni termiche oltre i 55 gradi di latitudine media, mentre il flusso perturbato occidentale tende ora ad entrare direttamente sul Mediterraneo da ovest, a latitudini molto più basse del consueto, fino a raggiungere persino i paesi del Medio Oriente: in Italia il tempo è pessimo, con alternanza di fasi alluvionali con venti caldi meridionali a fasi di variabilità e di freddo, con la neve che ha creato un manto stabile oltre i 1000 metri sulle Alpi già a metà ottobre, e le alluvioni che flagellano la Valpadana, la Liguria, la Campania e la Basilicata: ai primi di ottobre straripa il Po e una nuova emergenza colpisce il Polesine; a fine ottobre, dopo una inconsueta nevicata eccezionale che, oltre i 500 metri ha imbiancato Umbria, Marche, Toscana, Lazio, Abruzzo, una nuova fase sciroccale porta alla rapida fusione delle nevi e, proprio in coincidenza del Ponte il Tevere straripa in vari punti e, nonostante i tentativi di frenarne la corsa con le dighe, la piena colpisce anche Roma, con miliardi di danni (in Euro!)

Arriva il grande freddo

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Palazzo Mancinelli nel gennaio 1997: diventerà la norma?

Già dai primi di ottobre nevica a Londra, Parigi, Berlino, Oslo, Vienna, New York, Mosca, Tokyo e un manto bianco a novembre copre ormai tutte le latitudini oltre i 50 ° di latitudine nord. Si avvicina l'inverno ufficiale e anche l'Europa meridionale e l'Italia hanno la loro parte di neve e gelo; il giorno di Santa Lucia la "Grande Bufera", come verrà ricordata nei decenni successivi, colpisce anche l'Italia: un blocco di aria gelida proveniente dalla pianura russa, l'ennesimo della serie, aggira le Alpi ed entra direttamente sul Mediterraneo centrale; il giorno 12 pomeriggio, irrompe la Bora scura sul Golfo di Trieste, con raffiche che raggiungono, nella notte i 140 km/h e temperatura che tocca i -10°C al livello del mare; rapidamente la bufera si diffonde in tutta la Valpadana, da est verso ovest, quindi investe le Marche e l'Umbria; in mattinata la neve raggiunge la Liguria, la Toscana, il Lazio, l'Abruzzo, la Sardegna; nevica copiosamente per 24-36 ore su tutte le regioni, con forti venti gelidi orientali.

Uno scenario siberiano

Sono caduti 15-20 cm di neve in Valpadana, 30-50 cm sulle regioni tirreniche, 40-60 su quella adriatiche, oltre 1 metro sull'Appennino; isolati quasi tutti i paesi interni e bloccate quasi tutte le strade e persino Roma resta sepolta sotto 40-50 cm di neve, con temperature costantemente sotto lo zero. Nei giorni successivi la neve ricopre anche tutto il Sud, giungendo anche a Trapani, Siracusa, Pantelleria, Lampedusa e persino sulle coste libiche, mentre le temperature raggiungono punte di -20/-30 °C in Valpadana, -15/-20°C al Centro. Nei due mesi successivi in Italia prevale il sereno ed il gelo al Centro-Nord, mentre la neve imperversa al Sud e Sicilia, tanto che a metà marzo si misurano oltre 4 metri sulla Sila e sull'Aspromonte, ed oltre 1 metro sulle Murge in Puglia, ma una coltre bianca di neve ghiacciata resiste su tutta l'Italia fino a fine marzo, con temperature record: muoiono viti ed olivi, agrumi, eucalipti, pini marittimi, palme, lecci, mimose.

Il presidente degli Stati Uniti per la prima volta abbandona la Casa Bianca a Washington, ormai sepolta sotto 3 metri di neve, mentre i rompighiaccio lavorano incessantemente per portare i rifornimenti alle Isole Britanniche, alla Scandinavia ed ad altre zone dove il mare è ormai gelato.

Al sopraggiungere dell’estate, la neve non si è sciolta del tutto, e permane, in forma di grossi nevai, sopra i 1500 metri sulle Alpi e, nelle zone riparate ed esposte a Nord, anche fino a quote collinari (grossi cumuli di neve spalata restano in piazza del Duomo a Milano fino a inizio maggio); nevai persistono abbondanti anche sull'Appennino, sui versanti riparati, oltre i 1500-2000 metri.

Nonostante le rassicurazioni degli esperti non cambia la situazione negli anni successivi, anzi il susseguirsi di inverni gelidi e nevosi ed estati fresche e piovose favorisce l'accumulo di neve, che diventa gradualmente ghiaccio: in pochi anni riprendono a crescere i ghiacciai in tutto il Pianeta e, dopo 30 anni essi giungono ormai con la fronte fino a 500-800 metri in Francia, Svizzera e Austria, fino a 1200-1500 metri in Italia del Nord, mente nuovi piccoli ghiacciai compaiono sul Gran Sasso, nella valle di Pilato sul Vettore e in numerosi altri punti dell’Appennino.

Il clima mondiale è sconvolto, e mentre i ghiacci tendono a impadronirsi del Nord Europa, del Canada, della Siberia, le piogge imperversano sul Nord Africa, nel Medio Oriente, in Mesopotamia, in Messico, mentre una grave, prolungata siccità colpisce l'India, il Sahel, il Sudest asiatico, dove non giunge più il Monsone, a causa della scomparsa della grande bassa pressione termica asiatica in estate; nel contempo diventano molto rari i cicloni tropicali. E così continua per anni, secoli, millenni, e cambiano la geografia e l'economia mondiale, mentre svanisce la potenza europea e nordamericana, bloccata dal ghiaccio e riprendono vigore le civiltà nordafricane, mediterranee, mediorientali.

Questo è un racconto di fantameteorologia, senza molte pretese, se non quello di essere un piacevole passatempo; ma non è inverosimile e tale scenario, realmente esistito dal punto di vista climatico fino a 10000 ani fa, potrebbe ripresentarsi anche improvvisamente.

Enrico Paci

 

Rilevamenti settembre 2002

Gualdo centro

(*)

Palazzo

Mancinelli

Media

(1971-1988)

temp. max (°C)

25.5

temp. min. (°C)

5.0

media max I decade (°C)

23.7

25.4

media max II decade (°C)

22.8

24.0

media max III decade (°C)

17.3

23.3

media max mensile (°C)

(differenza rispetto alla norma)

21.3

(-2.9)

24.2

media min I decade (°C)

13.5

14.8

media min II decade (°C)

13.1

13.7

media min III decade (°C)

10.8

12.4

media min. mensile (°C)

(differenza rispetto alla norma)

12.5

(-1.1)

13.6

temp. media (°C)

(differenza rispetto alla norma)

16.9

(- 2.0)

18.9

giorni di gelo (media <0°C)

0

giorni di pioggia

16

7

giorni di neve

0

pioggia cumulata (mm)

(differenza rispetto alla norma)

196.0

(+ 107.2)

88.8

max pioggia /24h

60 (23/09)

temporali

6

pressione atm. media (hPa)

1014,2

grandinate

1

giorni con nebbia

3

umidità relativa media

71,8

velocità max. vento (km/h)

41,2

direzione prevalente

NE

In sintesi: un mese di settembre molto più freddo, molto più umido e molto più piovoso della norma (è finora il mese più piovoso del 2002 ed uno dei settembre più ricchi di precipitazioni degli ultimi cinquant’anni, con quasi 200 mm caduti)

(*) Dati nuovamente disponibili dal prossimo mese

 

 

Pierluigi Gioia può essere contattato all'indirizzo E-mail pierluigigioia@protadino.it.

Massimiliano Squadroni può essere contattato all'indirizzo E-mail massy@squadroni.com.

 

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