L'ECO del Serrasanta

 

N. 19 - 6 ottobre 2002

Pro Tadino Prima pagina Edizioni Sommario

Gualdesità

COLLE DEI MORI

Entro il 10 ottobre un progetto di messa in sicurezza


06collemori.jpg (25591 byte)Entro il 10 ottobre la ditta Umbria Carbonati dovrà presentare un progetto di messa in sicurezza della cava di Pian delle Quaglie che ha provocato la frana del Colle dei Mori minacciando seriamente la sopravvivenza del sito archeologico di epoca preromana, oggetto di un provvedimento di sequestro da parte dell'autorità giudiziaria. E' questo il risultato di una conferenza di servizio tenutasi a Gualdo Tadino martedì 24 settembre con i rappresentanti dell'Umbria Carbonati (la ditta che ha effettuato l'escavazione) con il direttore dei lavori ing. Biscontini, due tecnici della regione, l'ispettore delle Guardie Forestali Mauro Guerrieri ed il geologo Marco Tini e l'assessore Bruno Filippetti in rappresentanza dell'ufficio ambiente del comune di Gualdo Tadino. L'incontro doveva servire per stabilire, in un confronto tra le parti, gli interventi urgenti da programmare e progettare per mettere in sicurezza il sito archeologico bloccando alla base lo smottamento dei lastroni di pietra inclinati che, non avendo più una base di appoggio, rischiano di precipitare a valle trascinando anche il sito archeologico; una necessità che è stata riconosciuta come prioritaria da tutti i tecnici presenti. La ditta Umbria Carbonati ha dato la propria disponibilità ad effettuare l'intervento ed entro il 10 ottobre dovrà presentare un progetto esecutivo che verrà attentamente vagliato dal Comune e dalla Regione. Se i tecnici degli enti pubblici lo riterranno idoneo si darà immediatamente il via ai lavori, a spese naturalmente della ditta che ha provocato il danno. Se, al contrario, il progetto presentato dall'azienda non fosse ritenuto valido, il comune interverrebbe con un proprio progetto.

Ci sarà successivamente il problema di riempire la cava di Pian delle Quaglie con del materiale non inquinante per dare sicurezza assoluta al sito e recuperare un impatto ambientale compatibile con il paesaggio. Tra le ipotesi che si prospettano potrebbe esserci quella di utilizzare l'argilla estratta dalla zona della Matalotta dove verrà costruito il tracciato della nuova Flaminia.

Intanto un punto fermo nel quale hanno concordato tutti i rappresentanti delle istituzioni presenti alla conferenza, è che i lavori di messa in sicurezza e successiva riambientazione non potranno prevedere ulteriore prelievo di materiale nemmeno in modica quantità. E' la volta buona per la salvaguardia del sito? Presto per dirlo, anche se momentaneamente questa spinosa vicenda, nel giro di pochi anni finita per due volte davanti alla magistratura, sembra chiudersi. Del resto, se le cose sono andate come sono andate, non è da escludere che nei vari passaggi di competenza che ha avuto il problema si annidino possibili responsabilità che potrebbero sempre riemergere con buona pace di tutti.

(RS)

 

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