L'ECO del Serrasanta

 

N. 19 - 6 ottobre 2002

Pro Tadino Prima pagina Edizioni Sommario

Gualdo Tadino

LA RIFORMA DELLA DIOCESI

Con Gubbio a Messa?


Quello di condividere lo stesso tetto con gli "amici-nemici" eugubini sembra che sia proprio un destino al quale non possiamo sottrarci. Non basta, infatti, la decisione già maturata di ritornare sotto la stessa Asl (con la prospettiva della costruzione dell'ospedale unico).

Anche la Chiesa sta pensando di spingerci oltre il ponte della Branca. Lo ha scritto il giornalista Umberto Maiorca sulle pagine de Il Messaggero Umbria di martedì 24 e mercoledì 25 settembre. La Conferenza Episcopale Italiana starebbe lavorando sull'ipotesi di ristrutturare le diocesi umbre riducendole di numero. A conti fatti, però, sarebbe soltanto la diocesi di Assisi ad essere soppressa, mentre ci sarebbero alcuni spostamenti territoriali. Il territorio della fascia appenninica (da Nocera Umbra a Gualdo Tadino, ecc.) andrebbe aggregato alla diocesi di Gubbio che perderebbe Umbertide (aggregata a Città di Castello). La parte delle Diocesi di Assisi che va da Bastia a Santa Maria degli Angeli verrebbe aggregata all'arcidiocesi di Perugia-Città della Pieve. Assisi, dal canto suo, avrà un trattamento privilegiato, per l'alto numero di francescani ed il particolare carattere di spiritualità del suo territorio, e potrebbe essere direttamente collegata al Vaticano come Legazione Pontificia, a capo della quale rimarrebbe Mons. Sergio Goretti, che come vescovo dovrebbe andare in pensione per raggiunti limiti di età (nel febbraio prossimo anche il vescovo di Gubbio Mons. Pietro Bottaccioli andrà in pensione per lo stesso motivo).

La mini ristrutturazione si giustificherebbe con la necessità di individuare, per le diocesi di Città di Castello e Gubbio, oggi con una popolazione troppo esigua, dei territori più vasti. La carenza di sacerdoti si fa sentire ed una diocesi in più richiede un più elevato numero di religiosi.

Come, se e quando avverranno effettivamente questi cambiamenti non è ancora certo, essendo ancora il progetto in una fase di studio. Però le prospettive sembrano queste e, magari, possiamo anche aprire un dibattito sull'argomento. A mio avviso una soluzione del genere non provocherebbe alcun turbamento nella comunità religiosa della nostra città.

 

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