L'ECO del Serrasanta |
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Esplode la contestazione E il sindaco offre le dimissioni!
Nella mattinata di sabato 21 il traffico sulla Flaminia si è fermato per circa 20 minuti, lunghi e pesanti come macigni, importanti e di gran significato per parte della cittadinanza di Gualdo Tadino. Un incidente? Una disgrazia? No, un quartiere in protesta, San Rocco, da giugno alle prese con problemi di acqua che esigevano risposte e provvedimenti. Così, muniti di due carri funebri, scritte tra lironico ("Puliti dentro ... ma sporchi fuori!") e il grottesco (manifesto funebre in cui si annunciava la scomparsa della cara acqua ), gli abitanti di San Rocco hanno occupato la Flaminia chiedendo solo attenzione per il problema e una soluzione certa ed immediata. Tra i volti a piantonare la strada anche qualche faccia non del quartiere, venuta a dare manforte da viale Mancini, Biancospino, Palazzo Ceccoli e protestare per un problema non circoscritto allarea a sud-ovest della città. 20 minuti di occupazione pacifica, di notorietà non voluta, tra telecamere delle tv della zona e giornalisti, finché alle 10.20 larrivo dei carabinieri, che hanno invitato i manifestanti a liberare la carreggiata, ha posto fine al blocco, ma non alla protesta, che si è mossa in corteo "funebre" lungo il Ponte Nuovo e attraverso viale Mancini e via Storelli in piazza, con circa due o trecento persone. Un mazzo di crisantemi con fiocco viola è stato deposto allingresso del municipio, quindi la folla ha gridato il suo dissenso per diversi minuti sotto il balcone del Palazzo Comunale, dando vita a una sentita protesta. Il sindaco Pinacoli era assente dalla città per un viaggio ufficiale in Canada; al suo posto, ha ricevuto la folla lassessore Marcello Guidubaldi nella sala consiliare e ha cercato di calmare gli animi rispondendo alle domande. Quello che San Rocco ha ottenuto è stata la promessa di unassemblea con la presenza del sindaco, che si è tenuta il mercoledì successivo. Anche questa volta toni infuocati e momenti dimbarazzo, mentre Pinacoli ha preso limpegno di risolvere il problema al più presto, mettendo sul tavolo le sue dimissioni in caso contrario. E risultato poco chiaro, malgrado lintervento di geologi, il ruolo dellazienda Rocchetta nella congiuntura della carenza idrica, in particolare è tutta da verificare e dimostrare la connessione tra lintenso prelievo da parte della società e la mancanza idrica per la popolazione, ma lo stesso Pinacoli si è reso disponibile a sottoscrivere una richiesta di sospensione della concessione nel caso sia dimostrata tale correlazione. Insomma tutto da vedere, tutto da verificare almeno per il momento. Resta il fatto che la manifestazione è riuscita a sollevare il problema idrico in alcune zone di Gualdo Tadino, (viale Mancini, San Rocco, Biancospino, Palazzo Ceccoli) dove disagi ce ne sono stati per unintera, piovosa e umida stagione, causando problemi non solo ai residenti ma anche alle attività commerciali e artigiane che hanno dovuto sopperire alla mancanza di propria tasca. c.t.
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| ACQUA, CI SCRIVE IL SINDACO Precisazioni, polemiche, ammissioni, promesse Ho ritenuto opportuno, approfittando dell'ospitalità del direttore, un mio intervento chiarificatore sull'emergenza idrica che ha colpito alcune zone del territorio comunale. Una crisi, d'altro canto, che si sta avviando a conclusione, sia per il modificarsi delle condizioni climatiche, sia soprattutto per i provvedimenti che sono stati adottati dall'amministrazione comunale. Le motivazioni tecniche all'origine del disagio ho avuto occasione di esporle durante la recente assemblea tenuta a San Rocco. Quello che mi preme sottolineare in questa sede sono alcuni elementi che fanno da corollario a questa vicenda, sotto diversi aspetti. In prima istanza, voglio ribadire con decisione, rispondendo alle osservazioni del consigliere Sandra Monacelli - secondo cui l'amministrazione non avrebbe seguito i consigli dei tecnici in vista della soluzione dell'emergenza acqua - che il sottoscritto e la giunta si sono affidati integralmente, non avendo, come tutti possono comprendere, elementi di cognizione specifica sulla questione, al parere e alle valutazioni dei responsabili del servizio acquedotto. Cavalcare pretestuosamente la protesta, gettare benzina sul fuoco - mi rivolgo, naturalmente, al gruppo di minoranza - con scopi chiaramente politici è estremamente rischioso, sia perché si alimenta la confusione, nutrendola intenzionalmente di non verità, sia perché risulta scorretto dal puro punto di vista della dialettica politica, allorquando questa si basa sulla semplice scorrettezza. Del resto, siamo abituati a questo tipo di atteggiamento, cui il gruppo di minoranza del Rosone ha fatto ricorso più volte con esiti a dir poco ridicoli. E' senz'altro vero che l'emergenza acqua co ha trovato impreparati. Ci può essere stata qualche incompetenza e qualche carenza negli interventi. Ma, tengo a ribadirlo, l'amministrazione si è basata sulle relazioni dei tecnici esperti incaricati ed ha agito seguendo le loro indicazioni. Ad avvalorare questa tesi sta il fatto che si è dato mandato ad uno studio specializzato in materia idrogeologica perché dia finalmente elementi utili ad un'azione risolutiva. Il sottoscritto e la giunta non si sottraggono alle loro specifiche responsabilità, ma è parimenti evidente che, in un caso così strettamente legato a criteri di giudizio esprimibili solo da tecnici, non tutto può essere imputato all'amministrazione politica, che, semmai, ha peccato di eccessiva fiducia. Questa crisi ha fatto tornare alla ribalta la questione Rocchetta, da più parti additata come presunta responsabile della carenza d'acqua. Anche su questo tema occorre fare, una volta per tutte, chiarezza. Il sottoscritto - che non ha nulla a che spartire personalmente con la società Rocchetta, dopo aver siglato un accordo esemplare quanto a trasparenza ed onestà, ha sempre creduto in perfetta buona fede che l'acqua di Gualdo Tadino dovesse essere valorizzata in tutta Italia e all'estero. Gualdo Tadino è ricchissima d'acqua, come testimonia e attesta - è bene ricordare anche questo - la relazione geologica Bonaca-Cattuto, votata con i consensi pieni anche della minoranza consiliare. Da questa indagine risultò una capacità di 600 metri cubi al secondo, una quantità d'acqua capace di fornire un servizio ad un'area ben più vasta di quella comunale. Se oggi, tuttavia, vi fossero fattori nuovi e diverse valutazioni, in contrasto con quelle previsioni, il sottoscritto ha proposto la nomina di due geologi da parte del comitato del quartiere San Rocco allo scopo di una nuova verifica oggettiva e scientifica sullo stato delle cose. Per parte mia, sono convinto che anche eventuali nuovi studi non potranno che confermare le stime del tutto incoraggianti rilevate qualche anno fa. Nel caso dovessero esserci sorprese, l'atteggiamento dell'amministrazione comunale cambierebbe radicalmente fino, se necessario a chiedere la chiusura o la limitazione della produzione dello stabilimento Rocchetta. In questo caso, la società verrebbe accolta a braccia aperte da Nocera Umbra o da altre realtà, pronte a recepire nuovi investimenti. Va ribadito, inoltre, a proposito della Rocchetta, che l'acqua è proprietà del demanio e non del Comune, che non detiene nemmeno, del resto, la concessione ad estrarre, affidata per legge dalla Regione ad un privato (nel corso degli anni, infatti, la proprietà della concessione è stata appannaggio, come tutti sanno, di altrettanti gruppi: Righi Varnelli, Rocchetta-Uliveto). La protesta dei cittadini del quartiere San Rocco è stata più che legittima. Del resto la democrazia si nutre dello spirito di contraddizione, quindi ben vengano gli slogan, anche duri e ironici. Quello che non può essere tollerato sono le calunnie e le offese personali, dietro alle quali, come ho detto e poi si è visto durante l'assemblea pubblica tenuta qualche giorno fa proprio in quel quartiere, si nascondono, neppure tanto bene per la verità, altri interessi, che non hanno nulla a che vedere né con le proteste civili e costruttive, né con la vita democratica, né con la difesa del diritto dei cittadini ad avere garantiti i servizi essenziali. Per tornare a problemi veri e concreti, mi sento di poter dire che abbiamo imparato, per così dire, la lezione. D'altronde da dieci anni non vi era stato più bisogno di turni nell'erogazione dell'acqua e, in più, l'amministrazione è stata impegnata in modo preponderante con la ricostruzione, che ha assorbito gran parte delle nostre energie e della nostra attenzione. Ora saremo energici nella risoluzione dell'emergenza e nel potenziamento immediato delle sorgenti di Vaccara e Santo Marzio. In più, renderemo attivo un nuovo pozzo in località Rocchetta, perché si arrivi ad una soluzione definitiva nel termine più breve possibile. Una cosa posso affermare con certezza: che la prossima estate un disagio del genere di quello patito quest'estate non si dovrà verificare. Il sindaco dott. Rolando Pinacoli
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| Interrogazione della
minoranza
I consiglieri di minoranza, in ordine al problema delle carenze idriche, hanno presentato una interrogazione al sindaco nella quale, preso atto che in un comunicato stampa è stata riportata la notizia di un intervento della Società Rocchetta per risolvere la crisi idrica del comune, chiedono di sapere a) "a quale titolo la società Rocchetta interviene nella gestione di opere pubbliche comunali"; b) se questo intervento può significare un'ammissione di corresponsabilità da parte della Rocchetta nella crisi idrica; c) se la Rocchetta spa con il suo intervento intende immettere nelle condutture pubbliche della "propria acqua" o più semplicemente intervenire finanziariamente nell'operazione.
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| L'assemblea a San
Rocco
Il salone è gremito, il clima è effervescente, i toni comunque sempre misurati, a parte un intervento nel finale uscito un po' fuori dal seminato buttandola sul personale. L'introduzione del sindaco suscita reazioni di protesta quando accenna a tentativi di strumentalizzazione politica della protesta: "Non c'è strumentalizzazione politica - dicono i manifestanti - L'unico motivo è stato la mancanza di acqua per mesi e l'unica cosa che ci interessa è risolvere il problema". L'attenzione dei presenti si concentra sulla Rocchetta spa perché la gente è convinta che i pozzi dell'acquedotto comunale e quelli della Rocchetta peschino nello stesso bacino, con la differenza che quelli della Rocchetta sono più profondi e si potrebbe verificare quindi l'effetto botte. Dal "pigo" più basso esce sempre il vino, finché c'è. Da quello intermedio, quando il livello scende, non esce più niente. E' così? "No, non è così" spiega il geologo Bruno Mattioli, incaricato dal comune circa un mese fa insieme all'ing. Rinalducci, per analizzare l'acquedotto e dare indicazioni risolutive: "Perché noi - precisa il sindaco - siamo disposti a spendere qualsiasi cifra, a programmare qualsiasi intervento, purché qualcuno ci dica con certezza cosa si deve fare" La spiegazione non convince i presenti ed ecco la soluzione: "Se non vi fidate dei tecnici che abbiamo chiamato noi - dice Pinacoli - fateci il nome dei tecnici di vostra fiducia. Li pagheremo noi e li affiancheremo ai nostri". Intanto dalle indicazioni dei tecnici emerge una prima proposta: un miglioramento delle opere di presa delle sorgenti e la perforazione di un nuovo pozzo nella zona della Rocchetta, presso quelli che sono andati in secca. C'è poi un'altra interessante indicazione del geologo Mattioli: perforare pozzi di riserva da utilizzare nei periodi di carenza. In buona sostanza si tratta di potenziare le opere di presa, non escludendo interventi sulla rete di distribuzione per eliminare ogni dispersione.
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