L'ECO di Fossato di Vico |
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Fossato di Vico
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Gli "antichi umbri e la dea Cupra" L'ultimo importante appuntamento dell"Estate Fossatana" si è tenuto sabato 31 agosto, a partire dalle ore 17,30, presso il teatro comunale, con il tradizionale incontro con gli "Antichi Umbri-Dea Cupra". La manifestazione è stata organizzata dallIrdau (Istituto Ricerca e Documentazione sugli Antichi Umbri) in collaborazione con il Comune e la Pro-Loco di Fossato di Vico; iniziativa che ha fatto seguito ai due appuntamenti precedenti (agosto 2000 ed agosto 2001) sul tema della grande dea degli antichi Italici, di cui resta a Fossato la famosa iscrizione su lamina di bronzo in lingua umbra, venuta alla luce nel 1869 nel sito di un antico santuario della dea. È stata una manifestazione interamente dedicata agli antichi Umbri, alla loro vita, al loro modo di recitare e di divertirsi e naturalmente ai loro banchetti. Al Teatro comunale dopo l'esposizione delle riproduzioni in scala reale delle tavole iguvine e della gigantografia delliscrizione di Fossato di Vico c'è stata l'illustrazione ai visitatori da parte del prof. Augusto Ancillotti degli aspetti materiali delle tavole, delliscrizione e dei contenuti. Inoltre alla conferenza del prof. Augusto Ancillotti dal titolo "Le due Cupre" ed alla proiezione è seguita la "çesna", il banchetto con cibi rituali degli Antichi Umbri, offerta dai ristoranti "Dal Cinese", "Camino Vecchio", "Coop. Il Quadrifoglio", "Del Ventura", "Agriturismo Colle Alogne" "Cris", "Forneria Appennino" ed "Il Valico" che nei loro menu propongono, durante lanno, anche questi tipi di piatti. Il prof. Augusto Ancillotti, ordinario di Linguistica Generale allUniversità degli studi di Perugia e presidente dellIrdau, durante la sua conferenza ha sostenuto che lindagine linguistica suggerisce come tra le genti indeuropee dellItalia Mediana fosse diffuso, fin dalla fase del bronzo recente, il culto di una dea designata con il nome di Cupra, pur riconoscendo valide le tesi avanzate dagli archeologi e dagli storici delle religioni classiche, secondo i quali, invece, il culto della dea con il nome di Cupra avrebbe caratteristiche e diffusione (con quelle caratteristiche) legate alletà arcaica, quindi non più del VII sec. avanti Cristo. Lapparente incongruenza si supera se intesa come legittima conseguenza dellapplicazione dello specifico delle diverse discipline, ognuna delle quali è in grado di gettare luce su aspetti particolari della storia, e nessuna su lintero panorama storico. In particolare va riconosciuto che la linguistica non deve essere considerata uno strumento di supporto alla comprensione dei dati delle altre discipline (come spesso accade), ma come lunico strumento di indagine possibile per operare negli spazi ai quali non accedono le altre discipline (come è giusto che sia, se un ambito di indagine ha ottenuto lo status di disciplina scientifica). Nel caso specifico si tratta di ammettere, che la storia del nome divino "Cupra" ha conosciuto fasi diverse succedutesi nel tempo, in funzione delle diverse "mode culturali" che via via si imponevano nellItalia centrale.
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