L'ECO del Serrasanta

 

N. 18 - 22 settembre 2002

Pro Tadino Prima pagina Edizioni Sommario

Territorio

COSTACCIARO

Le più antiche famiglie e condomini del Montecucco

Seconda parte - la prima è stata pubblicata nel n.15 del 4 agosto 2002


Vi furono, poi, e vi sono ancora, i Mariani ed i Vergari. Del ceppo degli Achilli, fu famoso, sul piano religioso, Michele Vergari, ministro provinciale dei frati francescani minori conventuali nel XVIII secolo, il quale, come si desume dal seguente brano, fece erigere, a sue spese, la chiesa della Mastradella, che "[ ...] fundata fuit annis 1690 et 1691 sumptibus sacerd. Michaelis Angeli Vergari de patronatu familiae Vergari ex masculina progenie q.m Octavi Antonii fratris dicti sac.". In seno alla famiglia Vergari, di tale tradizione francescana, fiorentissima a Costacciaro sin dal XIII secolo, non va dimenticato un degno erede, a noi contemporaneo: Padre Fernando Vergari, nato a Costacciaro il giorno 27-III-1937. Sul versante civile, va, invece, rammentato Achille Vergari, sindaco di Costacciaro nel 1878. I Vergari de Béla potrebbero, invece, discendere da quell’enigmatico Berardellus o Belardellus, forse membro della nobile ed antichissima famiglia eugubina dei Berardelli (Béla può, infatti, risalire al nome proprio di persona Bela-rdellus, ed i Béla, in effetti, sono sempre stati in possesso di proprietà terriere a Colmartìno), il quale possedeva un’importante domus a Colmartìno, già nel XII secolo. Onorevoli furono, altresì, i Guidarelli: Don Francesco Guidarelli fu, fra gli altri, ammirevole e solerte sacerdote costacciarolo dell’Ottocento. Appartenente all’Università degli Uomini Originari di Costacciaro, commissionò al pittore cagliese Simone Cacciabovi, dietro benigna concessione del Vescovo eugubino, Monsignor Vincenzo Massi, lo splendido dipinto del Beato Tomasso, un tempo presente nella sacristia del santuario della Madonna delle Grazie di Costa San Savino, caldeggiò la costruzione dello stesso santuario mariano e sovrintese scrupolosamente ai suoi lavori, assistendo, inoltre, da attendibilissimo testimone oculare, al miracolo, consistente nello scaturire della sorgente dell’attuale Fosso de la Madonna, da un arido scoglio, esistente proprio sopra il santuario.

In questa elencazione delle antiche famiglie che componevano l'Università degli uomini originari di Costacciaro impossibile sarebbe non citare i Grasselli, i Brunori ed i Fabiani (Vincenzo Fabiani, figlio di Pietro, fu sindaco di Costacciaro nel 1861). Molte di queste famiglie, come i conti Fabiani, sono di sicura origine eugubina, nobile, o comunque, possidente, o, soltanto, molto antica: Armanni, Fabiani, Brunori (con quest’ultimo cognome, a Gubbio fu famoso un pittore), Andreoli (mes. Francesco Maria Andreoli, costacciarolo, a. 1625).

L’onorevole famiglia Andreoli, ora estinta, ed a un cui membro è dedicata una via di Costa San Savino, era ancora attestata, dal registro parrocchiale di Costacciaro, nel 1886. Assai rimarchevole fu, inoltre, la famiglia Boldrini (Bernardino Boldrini fu un letterato universitario e francescano minore conventuale del secolo XVI, che partecipò, da protagonista, niente meno, che al Concilio di Trento). Da non trascurare i Mariani (il 22 gennaio 1378 ser Matteo Mariani è capitano del castello di Costacciaro, mentre per il 19 giugno 1427, è ricordato il possidente costacciarolo Franceschino di Mariano) ed i Grasselli (a tale antichissima famiglia condomine appartenne, niente meno, che il beato Tomasso da Costa San Savino [1262-1337]).

Non presenti nel citato elenco, perché estinte prima del 1852, le nobili e/o ragguardevoli famiglie Armanni ("Nel marzo dell’anno 1166, imperando Federico I Barbarossa, Raimundus Armanni [quasi sicuramente di Costacciaro, N.d.A.] dona alla canonica di S. Mariano tre modioli di bosco in località Palastro [forse l’attuale vocabolo rurale costacciarolo Palazzo], che confinano con i beni di S. Andrea de Insula [Filiorum Manfredi, N.d.A.]") e Guelfoni, le più antiche, potenti e nobili di Costacciaro nel Medioevo, entrambe di possibile ascendenza langobarda. Nell’età dell’Umanesimo, e, ancor più, in quella del Rinascimento, si distinguono i Massarelli (tale famiglia dette i natali, nel XV secolo, a Massarello Massarelli, grande erudito; da ricordare, nel 1584, Angela Massarelli, committente della pala d’altare della chiesa di Santa Maria della Neve a Ràncana) e i Fauni (come non ricordare il capostipite Mariozzo o Mariotto Fauni [un cui discendente diretto Pietro di Mariozzo Fauni ottenne la cittadinanza eugubina il 31 dicembre 1547] ed i vescovi Bonaventura Pio, Pietro Fauni, come non citare, inoltre, il teologo, del XVI secolo, Flavio Fauni, il Ministro Provinciale dei Frati Francescani Minori Conventuali, per il 1547, Jacobus Fauni (Jacopo Fauni), l’illustre uomo d’arme, del XVII secolo, Francesco Fauni ed il contemporaneo gentiluomo Marcello Fauni, benefattore del "monastero delle Grazie" o di Santa Maria Assunta in Via Nuova il 15 giugno 1628.

In progresso di tempo, ecco segnalarsi i Sammattei, fra i quali fu molto celebre il religioso fra’ Dionisio (nome latinamente reso in Dionysius) Sammattei, francescano minore conventuale, grande predicatore, vissuto tra i secoli XVI e XVII. Un tale Sebastiano Sammattei, costacciarolo, è, inoltre, documentato per l’anno 1625.

Imperdonabile sarebbe dimenticare i Carboni (assai probabilmente membri "onorifici" dell’Università fra i secoli XV e XVII), il cui ultimo rappresentante documentato sembra essere stato, nel 1625, donna [cioè ‘signora’] Claudia Carboni. Di tale famiglia fece parte anche il grande umanista di Costacciaro, messer Ludovico Carbone o Carboni [sec. XVI], conosciuto, a livello nazionale, per i suoi ponderosi ed eruditi trattati di filosofia e diritto. Ed eccoci ai Longhi, il cui ultimo soggetto di rango, citato in un documento d’archivio del 1625, fu, a mia scienza, mes. Tiburzio Longhi. Il suo esponente di gran lunga più importante dovette, tuttavia, essere (secondo l’autorevole parere degli studiosi monsignor Domenico Bartoletti [la cui madre era la costacciarola Benedetta Chemi, al cui nome è intitolato l’astenotrofio Casa Benedetta di Sigillo], sigillano, e del padre provinciale dei francescani minori conventuali, fra’ Giuseppe Bellucci, costacciarolo) il beato francescano fra’ Filippo Longhi, ritenuto, da taluni, oriundo di Costa San Savino, e detto "Il Lóngo", per l’alta statura, settimo compagno di San Francesco).

Si distinsero, altresì, i Lupini, i quali possedevano un palazzetto fortificato (il Palazzo Lupini) a Ràncana, con fondaci medioevali, struttura portante rinascimentale e superfetazioni edilizie del secolo XVIII. La tradizione orale popolare vuole che questa dimora fosse stata costruita dai duchi d’Urbino. Da documenti d’archivio, apprendiamo come il 12 febbraio 1582, sotto la signoria dei Della Rovere, Giovanni Luca Lupini, probabilmente di Ràncana ed abitante nel citato palazzo, fosse capitano del Castello di Costacciaro.

Il nostro breve excursus non tralasci, però, benché estinti, i Valentini (Felippo Valentini, costacciarolo, a. 1625), ed i Piccini (mes. Gregorio Picini, costacciarolo, a. 1625).

Euro Puletti

 

Pro Tadino Prima pagina Edizioni Sommario