L'ECO del Serrasanta

 

N. 18 - 22 settembre 2002

Pro Tadino Prima pagina Edizioni Sommario

La posta

Caro direttore


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DA FOLIGNO

 

Da ricordare ...

 


Da un po' di tempo si sta parlando o sparlando di Tizio, Caio o Sempronio in merito alla "Fonte della Rocchetta" ove i nostri avi, nei periodi caldi, si recavano a piedi sia per trovare refrigerio, sia per consumarvi una frugale cenetta che le donne confezionavano in casa e, raccolta poi in una capiente canestra, la trasferivano adagiata sulle loro teste, protette da una morbida "coroja", sia per fare una proficua bevuta della miracolosa acqua, regolatrice di reni, specie se ... impigriti.

Nessuno però ha mai ricordato, che io sappia, uno dei protagonisti, se non unico, che nella prima metà del secolo scorso dedicò mente e braccia a rendere meritatamente famosa la gelida acqua, che, in quei tempi, scaturiva impetuosa dalle dure, incontaminate rocce.

E ... da nostalgico e vecchio gualdese, sento quasi doveroso il piacere di ricordare il personaggio, dico bene personaggio, a cui voglio dedicare una modesta memoria, perché con la sua ineguagliabile passione si prodigò con encomiabile impegno per rendere il più possibile accogliente quella stretta gola, già nel cuore dei gualdesi per il dono di quell'acqua. E' Biscontini Luigi (Gigi) - guardia forestale comunale

Ricordo che non solo per la sua militaresca divisa, quasi grigio-verde, con cappello e penna, ma anche per la prestanza fisica e per la sua reboante voce, incuteva rispetto e timore, specie tra i giovanissimi: ciò nonostante era molto stimato e rispettato per il docile carattere, per il suo animo buono e generoso, ma severo e responsabile nei suoi doveri di "Pubblico Ufficiale", carica che adempì sempre con cosciente professionalità.

Amava la montagna. In coppia cori il collega Fioriti Ettore furono i tutori (gli angeli custodi) dell'Appennino Gualdese e ... "ante litteram" i "Verdi" (dal punto di vista ambientale) degli anni 1920-1959 del secolo scorso, i difensori dei nostri monti ed in particolar modo i controllori del corretto taglio della legna da ardere, per salvaguardare il patrimonio forestale. Comunemente venivano chiamati anche "guardiabosco".

Ma, il vero amore di Gigi fu "La Rocchetta" a cui dedicò anima e corpo per abbellire e rendere accogliente tutta la zona antistante. Tra l'altro ideò e fece realizzare il "vascone" e lo " stemma di gualdo" su una mattonella di ceramica che murò personalmente sopra la roccia da cui zampillava l'acqua. Ciò per rendere sempre più vera la gualdesità di quell'acqua che già ci rendeva "piu ... liberi dentro e più tranquilli ... poi". Sponsorizzare questa iniziativa rispondente a verità non è affatto costosa.

Chiedo venia se ho omesso altre sue importanti iniziative in merito.

Non è male che le nuove generazione sappiano che sono esistiti i gualdesi, apparentemente modesti, ma ricchi di iniziative, tanto da essere ricordati per avere contribuito ad aggiungere un'altra tessera al mosaico storico locale, senza chiedere nulla e senza nulla ottenere. Una lapide, anche modesta, gli si potrebbe dedicare.

Angelo Lucarelli

 

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