L'ECO del Serrasanta |
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L'intesa |
L'INTESA DI PROGRAMMA FOSSATO-GUALDO
Dopo 20 anni di fidanzamento, il matrimonio
Al termine della conferenza stampa dopo la firma del protocollo dintesa da parte dei sindaci del comune di Fossato di Vico e Gualdo Tadino si sentiva la soddisfazione a fior di pelle e volavano le battute e gli slogan. I più perspicaci quelli del sindaco di Gualdo Rolando Pinacoli: "Un comune, due città" oppure "Chiameremo questa nuova città: Fossato Tadino o Gualdo di Vico?" Certo è un bel successo ed un toccasana per lo sviluppo futuro del territorio, che, vista la situazione economica creatasi negli ultimi anni, di questa unità dintenti aveva estremamente bisogno. Una storia a lieto fine, un contratto matrimoniale, che ha visto un lungo fidanzamento durato circa 20 anni e che ha vissuto liti ed anche momenti di separazione. Non è stato poi tutto così roseo, come in questo momento sembrerebbe. Raccontiamola questa storia che è poi un resoconto dei fatti politici più rilevanti del comprensorio eugubino-gualdese. Dalla seconda metà degli anni 70, quando la Regione creò i comprensori, la comunione dintenti fra Gualdo Tadino e Fossato sembrava un fatto più che naturale e così, agli inizi degli anni 80 quando a Fossato ritornò il governo della sinistra, un governo parallelo a quello di Gualdo, iniziarono i primi contatti e gli abboccamenti fra le due amministrazioni per raggiungere intese al fine di valorizzare il ruolo di questa parte del territorio nei confronti di Gubbio, laltro grande partner del comprensorio. Fu un breve periodo che ebbe termine dopo le note vicende dellANIPE, che decapitarono i vertici politici, dando luogo ad un vortice impazzito nella politica gualdese. Senza dunque la stabilità della leadership gualdese presero campo le spinte isolazionistiche, campanilistiche e vittimistiche nella città, culminate con la petizione popolare di 13 mila firme. (ospedale, ma anche comprensorio). Il resto del comprensorio prese le distanze da Gualdo, facendola piombare in un isolamento, che aggiunto alla crisi delle leadership, provocò lirrigidimento e larroccamento della città. Fossato non trovando più linterlocutore gualdese affidabile, prese una strada diversa, puntando su unalleanza dei quattro comuni della fascia, che insieme a Gubbio costituirono il nocciolo portante del comprensorio. Questo soprattutto perché nellambito della guerra delle sedi dei servizi, Gualdo vessato dalla invadenza eugubina, diventava sempre più aggressivo ed inaffidabile nei confronti dei piccoli comuni. Il punto più alto della crisi dei rapporti fra i due comuni fu dopo il 1985 con la proposta di spostamento della stazione ferroviaria a Gualdo Tadino. Fossato difese la propria stazione rinsaldando i vincoli con i quattro comuni e gettandosi nelle braccia eugubine, che con la stazione aveva gli stessi interessi. Gualdo Tadino si trovò isolata dal resto del comprensorio, anche politicamente, quando si passò ad una amministrazione di centro-sinistra, la quale portò al fatidico "Basta" dellallora sindaco Gino Bedini al Consiglio della Comunità Montana, mentre la Regione cominciò a rivedere le regole di una convivenza tutt'altro che costruttiva, con Gualdo Tadino in movimento verso Foligno e Fossato insieme ai piccoli comuni con Gubbio verso Città di Castello. La rottura si compie con la scomparsa dellUSL dellAlto Chiascio: Gualdo fu aggregata allUSL di Foligno e Fossato scelse lUSL di Città di Castello. A Gualdo interessava unazione clamorosa per mettere in evidenza il suo disagio; Fossato non la seguì, scegliendo una soluzione i cui traumi ricaddero sull'utenza storicamente legata all'ospedale Calai. Alla metà degli anni 90 ci fu un fatto nuovo che investiva contemporaneamente i comuni di Gualdo e Fossato: lesplosione di un boom economico che rilancia il ruolo dei due comuni. Gualdo, marginalizzato nel rapporto con Foligno e Fossato che si sente soffocato dalla politica del Parco del Monte Cucco e dal rapporto troppo stretto con i piccoli comuni della fascia, subendo qualche comportamento egemonico di Sigillo. Loccasione per il riavvicinamento è lOspedale Unico ed il rientro di Gualdo Tadino nellottica comprensoriale. Il resto è cronaca dei giorni nostri. Con la firma del protocollo dintesa è stata lanciata una sfida: Fossato di Vico e Gualdo Tadino si pongono alla testa di un nuovo momento della vita comprensoriale, prospettando un cambiamento delle gerarchie politiche, della leadership e del modello di sviluppo. Quello attuale, impostato sulla tutela dellambiente, sulla conservazione culturale e delle tradizioni, del turismo può essere integrato, ma deve lasciare il passo a forme di sviluppo economico basate sulla imprenditorialità della piccola e media impresa, sullammodernamento tecnologico del sistema produttivo, su coraggiosi investimenti per le nuove forme di sviluppo, sullefficienza e la razionalizzazione dei servizi e delle infrastrutture. Su questi temi verrà posta la nuova frontiera comprensoriale e su questi temi si misurerà la capacità della leadership dei due comuni e di conseguenza il fallimento o meno di questo matrimonio. Ottavio Giombetti
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| PINACOLI"Un unico territorio da Colle di Nocera a Purello"
Assumiamo un city manager per impostare lapplicazione dellintesa
D. Allora Sindaco, la firma sul protocollo dintesa è stata apposta, al di là delle formalità quali sono i contenuti dellaccordo con Fossato di Vico? R. Io ritengo che questo sia un accordo vero, autentico, voluto cioè profondamente dalle due parti, che investe lattività comunale a 360 gradi. D. In cosa consisterebbe nella realtà? R. Prendendo in prestito una espressione di moda nelle aziende, in una "filiera dei comuni" con scambi di personale, studi di progettazione unitari, acquisti comuni etc. In pratica servizi di maggior qualità con abbattimento dei costi. Tanto per intenderci stiamo appositamente nominando un City manager per inquadrare ed impostare operativamente lapplicazione dellintesa. D. Questo accordo è fine a se stesso o potrebbe avere sviluppi futuri? R. Laccordo attuale è un primo passo verso un federalismo dal basso, volontario, e non vuole assolutamente rappresentare unesclusiva: è aperto a tutti gli altri comuni vicini, per esempio i comuni della fascia appenninica, Valfabbrica, Nocera Umbra. D. Perché dopo anni, anche carichi di tensioni, proprio ora laccordo? R. Perché è nell'evoluzione naturale delle cose ed i tempi sono maturi. Gualdo e Fossato hanno una vita economica e sociale parallela, con una struttura produttiva improntata sullartigianato e la piccola industria. E una realtà che vive sulla vivacità, sul dinamismo, sulle capacità imprenditoriali e che in qualche modo deve essere governata. D. Ma qual è per Gualdo Tadino lobiettivo politico dellintesa? R. Gualdo è troppo piccola per essere capofila di comuni, ma è anche troppo grande per subire le velleità di altri. Per esempio Gubbio le attribuiva un ruolo di appendice, non la considerava una realtà autonoma. E così ha reagito male, isolandosi e soffrendo i rapporti con i comuni vicini. LOspedale di Branca ha invertito il modo di ragionare. Sì, questa intesa è principalmente il frutto di quellesperienza. D. La crescita delle aree industriali, la realizzazione delle infrastrutture viarie (Perugia-Ancona, Flaminia ed Osteria-Montecorona) e ferroviarie (Stazione unica). Quali sono le proiezioni dello sviluppo futuro di questo territorio? R. Noi dobbiamo ragionare nei termini "due comuni, stesso problema" e considerare un unico territorio quello che va da Purello fino ad oltre Gaifana; non due territori. Su questo bisogna canalizzare gli investimenti e creare infrastrutture come se fosse un unico comune. Loccasione è ghiotta. E inutile lavorare a livello di due consigli comunali, con le loro ripicche e le loro mediocrità. I servizi comuni miglioreranno la qualità della vita e la nostra economia. D. Per Rolando Pinacoli (DS) e Francesco Monacelli (Forza Italia) è stato coniata lespressione "la strana coppia". Come mai questa attrazione fatale? R. Ci sono anche elementi di simpatia personale, ma soprattutto abbiamo capito che bisogna ragionare con una testa sola e lasciare da parte gli aspetti campanilistici e le miserie del passato. Oltre tutto si stanno cominciando a vedere gli effetti del federalismo. Prima il governo centrale illudeva i comuni di contare, oggi invece è possibile fare una gestione politica del territorio, un'azione di governo del territorio. Si è aperta la pentola delle autonomie, oggi è possibile la politica delle autonomie.
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MONACELLI"Un
distretto industriale per dare competitività"
Cambia lofferta per i giovani: lavoro intellettuale e posti di qualità D. Lei ha perseguito quasi con testardaggine laccordo con Gualdo Tadino, perché? R. Perché è il nostro futuro. Il nostro comune da solo non può sostenere il peso dei servizi e dello sviluppo in termini di risorse finanziarie, tecniche, professionali e dei servizi. Una realtà più grande costituisce una migliore opportunità. Abbiamo scelto la cooperazione con Gualdo perché abbiamo unaffinità socio-economica e perché le popolazioni si sono integrate da sempre. D. E lalleanza con i quattro comuni della fascia, il Parco . R. Per noi il parco rimane, anche se altri così non lo intendono, una ulteriore opportunità di sviluppo integrato a quello industriale e per questo va fatta una politica concreta per valorizzare le aree marginali. Lalleanza con i piccoli comuni della fascia per le caratteristiche del nostro sviluppo, non ci bastava più, era diventata un po troppo soffocante. Spesso lunione di più debolezze non fa una forza, ma una debolezza maggiore. Tuttavia pensiamo che a questo accordo possono partecipare anche gli altri comuni, secondo il concetto di area vasta. D. Cosa porta in dote il comune di Fossato a quello di Gualdo? R. Fossato è un piccolo comune con una dinamicità sociale ed economica importante ed è un nodo infrastrutturale primario per l'Umbria. Poi ha una struttura amministrativa piccola, ma brillante ed efficiente, che ha prodotto da sempre ottimi risultati; vedere nei servizi e come è tenuto il territorio. Non andiamo con la valigia di carta; portiamo la nostra piccola esperienza, di un comune che ha già dato dimostrazione di sapersi organizzare ed ottenere ottimi risultati. Certo, questo non basta più. D. Comunque, il gioiello di famiglia è larea industriale. Quali le prospettive? Lobiettivo è un distretto industriale con Gualdo Tadino. Dar vita a uffici in comune con la possibilità di valorizzare una realtà già consolidata. Parliamo di uffici per l'ambiente, la programmazione economica, sportello unico attività produttive, catasto. Poi la ricerca comune di finanziamenti per consolidare le infrastrutture industriali ed essere più competitivi. Questo per i nostri giovani e notiamo che già fin da ora le offerte stanno cambiando. Offerte per un lavoro intellettuale che prima emigrava e che ora ha concrete speranze. Questo sarà il prossimo obiettivo della nostra cooperazione: posti di lavoro di qualità. D. Restano con i comuni della fascia oltre il Parco, il distretto sanitario e la direzione scolastica, con quale futuro? R. Per la sanità con questo atto e l'ospedale di Branca daremo servizi di qualità ed anche di quantità che forse oggi, essendo Gualdo su un'altra ASL, non possiamo garantire. Per la scuola non possiamo permetterci, di fronte al considerevole sviluppo economico, di disperdere energie e di non dare il meglio, essendo la scuola il primo momento della "carriera" della persona nella società. A Gualdo si stanno compiendo azioni in questo senso, a cui stiamo già partecipando. D. Uno dei motivi di attrito con Gualdo è stata la Stazione FS R. Tra le infrastutture indispensabili per non essere marginali rientra anche la stazione ferroviaria di Fossato-Gubbio e lo scalo merci di Gualdo Tadino. Solo se cooperiamo secondo lo spirito che ci ha portato alla realizzazione dell'ospedale unico faremo cose grandi da lasciare alle future generazioni. Comunque nel concreto non si vede la realizzazione del raddoppio e della stazione unica, che plausibilmente sarà sul territorio di Fossato, ma sicuramente dovremmo adoperarci con Gubbio, perché non venga declassata. Poi non parleremo più di stazione unica.
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