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VIAGGIANDO
VIAGGIANDO
Gino Strada,
"Pappagalli verdi"
Ed.
Feltrinelli, Milano, 2002
"Gino Strada
arriva quando tutti scappano, e mette in piedi ospedali di fortuna, dall'Afghanistan
all'Eritrea, spesso senza l'attrezzatura e le medicine necessarie."
Poche righe che riassumono la capacità geniale di un uomo che cerca l'umanità anche dove
ormai non sembra esserci più speranza di trovarla, tra adulti così poveri da essere
ormai rassegnati alla irrazionalità dell'esistenza, attaccata con dignità ad un filo
sottile, tra bambini martoriati dall'esplosione di mine antiuomo pensate apposta per loro,
i cosiddetti "pappagalli verdi", giocattoli micidiali in grado di rendere ciechi
o amputare arti in pochi secondi, sconquassare il cervello e le membra per sempre. Sono
bambini che non piangono, perché la morte è condizione di vita ed è la quotidianità
della tragedia che li prepara a non piangere. Un uomo che vuole reagire all'ipocrisia del
sistema occidentale, e che ha trovato il proprio luogo di rivoluzione nel bisturi, un uomo
che si sente in debito verso i più sventurati della terra, ed è per questo che affronta
scelte difficili, come rinunciare agli affetti privati "perché è giusto
che ci sia qualcuno ad aspettare quei poveri sventurati, quando arrivano sporchi e sfiniti
nei nostri ospedali, dopo ore ed ore di cammino, è umano". Un libro
commovente, scritto con semplicità, perché Strada è prima di tutto chirurgo di guerra e
non scrittore, in cui ogni parola è carica di significato e non di astrusi moralismi. È
la vita di un uomo che si mette in discussione e mette in discussione tutto il sistema di
vita occidentale giorno dopo giorno, sofferenza dopo sofferenza, con grande coraggio.
"Non sempre si riesce a guardarsi dentro fino in fondo, e quando lo si fa
è difficile e scomodo scrivere quel che si è visto". Un grande invito
alla riflessione.
Sandra
Costantini
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