L'ECO del Serrasanta

 

N. 18 - 22 settembre 2002

Pro Tadino Prima pagina Edizioni Sommario

Comune

CRISI IDRICA

 

Un documento della minoranza

 

Con la finzione e l’incapacità amministrativa non si fronteggia la crisi idrica!

 


Diciamocelo chiaramente, nonostante i tecnici comunali avessero previsto per tempo le difficoltà connesse alla situazione idrica, nessun provvedimento serio ed efficace è stato assunto dalla amministrazione comunale, al fine di scongiurare i gravi disagi che per tutta l’estate hanno riguardato molte zone del nostro territorio. Ripetutamente sui quotidiani, in questi mesi, sono comparsi superflui comunicati dell’amministrazione comunale, utili in verità a dare l’idea di un paese normale, ma assolutamente privi di informazioni che avessero riguardato le improvvise quanto prolungate mancate erogazioni dell’acqua.

Sull’inizio della stagione estiva, le dichiarazioni degli amministratori gualdesi, volte a nascondere le evidenti inefficienze ed incapacità, attribuirono le colpe delle difficoltà idriche, agli sprechi domestici e ai giardini ed orti innaffiati. La superficiale arrendevolezza, però, di tali giustificazioni è stata presto smentita dalle copiose piogge che la Provvidenza ha elargito in questi mesi e che per una sorta di ironia della sorte hanno consentito la visione di orti e giardini verdi, ma non una equilibrata e sufficiente fuoriuscita dai rubinetti. Potersi fare una doccia al termine di una giornata di lavoro, riempire una pentola, lavare la verdura o persino tirare lo sciacquone del water, sono diventate azioni impossibili per molti cittadini che hanno la sfortuna di abitare in malcapitate e poco "protette" zone del nostro territorio! (Quartiere S. Rocco, zona Stazione: Via Franchi, Via Scaramucci, Via Totila, alcune vie del Centro Storico ...).

Di fronte a tali disagi sbiancano le facce di spaesati amministratori la cui risposta continua ad essere sempre quella : "... Non sapevo ... non risulta ...".

Rileggendo alcuni atti che hanno riguardato la nostra storia politica ne sono emersi alcuni molto interessanti quali ad esempio le conclusioni della relazione concernente le indagini idrogeologiche preliminari sulla potenzialità idrica del territorio comunale di Gualdo Tadino, redatta nel 1992 dai geologi dott. Bonaca e dott. Cattuto, in occasione della proroga anticipata della concessione dell’acqua minerale "Rocchetta" fino al 2032 e che vide l’opposizione del gruppo consiliare e del partito della Democrazia Cristiana.

Le conclusioni di tale studio affermavano: "... il bilancio idrico di questa zona fornisce dati confortanti sull’entità delle risorse disponibili e utilizzabili e comunque reintegrabili ... ai fini della corretta gestione del patrimonio idrico si segnala che: vista l’entità dell’emungimento le condizioni di alcune opere di presa andrebbero migliorate, dal momento che in periodo di magra sono possibili carenze idriche riconducibili al cattivo stato della rete di distribuzione, sarebbe necessaria la revisione generale delle condotte e la loro sistemazione ...".

In merito alle opposizioni formulate dalla Democrazia Cristiana e dai consiglieri comunali, l’allora assessore regionale Antonio Pinotti con atto 701/1993 affermò tra l’altro: "il suddetto parere è subordinato alle seguenti condizioni: in primis che sia garantita attraverso idonee cautele, la continuità, qualità e quantità dell’approvvigionamento idrico del comune in maniera da prevenire o eliminare interferenze tali da pregiudicare il livello di erogazione di acqua alla popolazione"

In questi 10 anni abbiamo assistito a fenomeni di vario genere:dalla crisi sismica all’apertura di cantieri edili, a questo si è aggiunto il fatto che molti cittadini stranieri e/o residenti in altre parti d’Italia, sono affluiti nella nostra città, consentendole di superare la soglia dei 15.000 abitanti, va pertanto da sé che le trasformazioni urbanistiche e demografiche abbiano aumentato i consumi dell’acqua che sono stati esattamente pari a quelli prelevati dalla società Rocchetta .

La sistemazione della rete idrica, anziché improvvisate soluzioni estive, avrebbe consentito, tuttavia, di affrontare in 7 anni (tanto è stato il periodo durante il quale l’acquedotto ha erogato acqua non potabile) la vicenda di Poggio Sant’Ercolano e Pieve di Compresseto, o la difficoltà con la quale diverse zone risentono maggiormente della crisi idrica.

Non è pensabile che ad oggi si continuino a trattare i cittadini come degli emeriti idioti, ai quali alternativamente sbandierare, cifre attive di bilancio, che stanno a significare soldi avanzati e non spesi, e servizi scadenti. Sarebbe davvero auspicabile, nell’interesse comune, che questa amministrazione la smetta una buona volta di fare acqua ... ovunque e la faccia uscire, invece, da dove serve: i rubinetti!

I consiglieri comunali del Rosone

Sandra Monacelli ed Eriberto Polidoro

 

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