L'ECO di Sigillo |
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Sigillo
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Riaperta la cripta di Santa Caterina di Giuseppe Pellegrini È stata inaugurata ed aperta al pubblico l'antichissima chiesa di Santa Caterina d'Alessandria della famiglia Agostiniana, manufatto divenuto proprietà del Municipio di Sigillo a seguito della "demaniazione" del 1860, promulgata dal conte Gioacchino Pepoli, governatore per l'Umbria, che era stata "inserita nel programma d'iniziativa comunitaria europea LEADER 11, progetto C.E.D.R.A.V" del piano di azione locale eugubino-gualdese-perugino. E' del 1100, e della sua veneranda antichità ci parla l'architettura stessa dell'edificio, con volta a botte in pietra viva con finestra nel presbiterio in Piazza Fratelli Severini; è stata la primitiva chiesa dei Frati Agostiniani in Sigillo e quando i Frati sovracostruirono la chiesa di Sant'Agostino, venne abbandonata e destinata a magazzino. In una relazione fatta il 31 gennaio 1650 dall'allora Priore del Convento Fra Carlo Tirello e dal Padre Paolo Baldeschi conservata nell'archivio generale di Roma (AGA), si legge: "Sigillo è terra nella giurisdizione di Perugia, fuori del Contado, cinta di mura e chiusa da quattro porte, nella Strada Romana, passaggio di Posta, di fuochi n. 350, et oggi di nutre anime 1620. Entro questa terra è situato un monastero dell'ordine di S. Agostino, eremitano, delle cui origini o fondazione altra non si have, fuori di quella avvisata nelle annotazioni del rev. Padre Petrelli, Generale dell'Ordine, defunto, et conservata nella memoria delli etadi, che riferiscono fusse " Antichissimo Romitorio", come dalle vestigia della vecchia costruzione, si palesa et che avesse l'esistenza pria più molti anni dell'istessa Terra, la quale perciò sortisse nome Sigillo, che per sparse habitationi, nelli colli vicini, dette Velle Sigillate, s'unirono tutte in questo loco et quivi in uno "sigillorno l 'habitato". Per la riapertura al pubblico i ragazzi del Centro Estivo di Aggregazione, vi hanno allestito, con tabelloni e materiale fotografico, disegnato e raccolto da loro medesimi, una "Mostra degli Antichi Mestieri. Alla documentazione dal titolo:"Le Gemme della memoria ... antiche tradizioni nostrane, promozione, prevenzione, degustazione di prodotti tipici, sale iodato e festa del formaggio pecorino di fossa". Hanno partecipato: "ASL 1 Umbria, Progetto "quo vadis juventute, Ass. Italiana Dietetica e nutrizione clinica, Municipio di Sigillo, Centro di Documentazione Sigillo, - Alunni Scuole elementari, artigiani locali, amanti della nostra terra..Per dare un "tocco di qualità" e, nel medesimo tempo, ricordare i mestieri dei nostri antenati, settanta figuranti si sono "vestiti alla vecchia maniera", mettendo in scena una nutritissima rappresentanza dei mestieri di un tempo. Partendo dalla Madonna del Grappa il corteo ha percorso la Via Flaminia per giungere in Piazza Martiri, e, tra gli applausi del numeroso pubblico presente, ringraziando "nostra signora acqua", si sono visti i personaggi di una volta. Massaie, contadine, falciatori, mietitori, mediatori, fattori, padroni, carbonari, arrotini, caldarari, calzolari, falegnami, orcini, pastori con greggi, tartufari, carri e carretti di un tempo, insomma, tutti i mestieri erano in qualche modo rappresentati. Molti sono rimasti a bocca aperta, altri, come sovente avviene, hanno pronunciato parole che "noi non pronunceremmo mai", ma si sa, il mondo gira in questa maniera e se si vuol raggiungere la meta prefissa è necessario munirsi di "buona volontà e tanta pazienza". Nel pomeriggio, sempre tra una goccia e l'altra, è stata inaugurato il "Centro di Documentazione", che nelle intenzioni del Municipio vuole essere un Centro per ragazzi delle elementari, medie e superiori, e quanto prima sarà messa a disposizione una fornita biblioteca. Ora il Centro è arredato e pronto per il funzionamento. La manifestazione che ha visto la cittadina partecipe ha soltanto voluto dimostrare come la memoria, è la vita per le generazioni che verranno. Ricordare è sempre una saggia comunicazione con il mondo ed in particolar modo con i giovani, i quali, sono molto più interessati a questo tipo di tradizioni di quanto si possa pensare.
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