L'ECO di Fossato di Vico

 

N. 17 - 8 settembre 2002

Pro Tadino Prima pagina Edizioni Sommario

Fossato di Vico


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DUE PESI E DUE MISURE

Sulla restituzione dei compensi al sindaco

Assolti gli amministratori comunali; errori della Regione e dei dipendenti comunali?


7 milioni e trecentomila lire circa sono rientrati nelle casse comunali a titolo di recupero per i rimborsi dei permessi retribuiti, percepiti dal sindaco di Fossato in occasione del sisma del 1997. Si tratta della prima trance della somma di 13 milioni circa, a cui vanno aggiunti gli interessi, liquidati al sindaco con deliberazione della giunta comunale, restituita dal vice sindaco Anna Burzacca, a seguito di un’ingiunzione della Corte dei Conti. La seconda trance dovrà essere rimborsata entro il 30 novembre di quest’anno. Questo è in sintesi il contenuto di un manifesto affisso dalla minoranza dove compare l’espressione "Avevamo ragione noi".

Per completezza d’informazione registriamo anche una dichiarazione del vice sindaco Anna Burzacca, che aveva assunto le veci del sindaco nella delibera di assegnazione. Quali sono le ragioni della restituzione? "La restituzione da parte mia - dichiara il vice sindaco - deriva dalla considerazione che questo buco, venuto a crearsi nel bilancio comunale per la mancata assegnazione dei fondi da parte della Regione, avrebbe dovuto essere ricoperto in solido e sul piano personale dai dipendenti comunali. Non mi pareva giusto che a rimettere il debito fossero loro, per cui spontaneamente, ho deciso di restituire i soldi." "Tuttavia - continua il vice sindaco - siamo convinti sempre di più di aver agito correttamente ed in conformità alla lettera inviataci dalla Regione e controfirmata dall’allora presidente Bruno Bracalente, che invitava ... a voler trasmettere all’Ufficio Bilancio della Regione dell’Umbria, nota riepilogativa delle spese da rimborsare con i fondi previsti ...".

La circostanza è avvalorata da una successiva lettera del 25 ottobre 2000 della Regione dell’Umbria (circa 3 anni dopo), nella quale si comunica che non si provvederà al rimborso, in cui si riconosce implicitamente l’erroneità della precedente lettera circolare inviata al comune "identica per tutti i sindaci dei comuni umbri interessati che ne avevano fatto richiesta, e nel periodo di massima emergenza post-sismica". Per questi motivi il vice sindaco dichiara che "l’unico responsabile di tutto è la Regione dell’Umbria, che ora si rifiuta di assolvere un impegno formalmente preso". Inoltre il vice sindaco informa che è stato inviato "tutto il dossier ‘dei permessi’ agli uffici ministeriali della protezione civile all’indomani dell’insediamento del nuovo governo ...".

In precedenza il vice sindaco aveva affermato che era "impensabile per la Giunta che tutti i sindaci e volontari potessero godere delle provvidenze ministeriali ad eccezione del sindaco Monacelli, reo di essere un libero professionista. Tutti - continuava – me compresa erano tutelati e garantiti del lavoro ed economicamente, mentre il sindaco ha dovuto scegliere. Ha scelto l’interesse pubblico, con gravi danni professionali ed economici, essendo ingegnere libero professionista". Il vice sindaco rende pubbliche queste pepate dichiarazioni, forte di una sentenza della Corte dei Conti dell’agosto 1999, a seguito della denuncia della minoranza che la assolve insieme all’altro assessore Luciani "per non aver commesso il fatto e di aver deliberato correttamente". Che non vi siano responsabilità giudiziarie da parte degli amministratori è dimostrato dal fatto che non esiste nei confronti di essi alcun procedimento in corso per appropriazione indebita di denaro pubblico da parte della magistratura e la sentenza della Corte dei Conti assume le vesti di un atto liberatorio.

Perché allora la minoranza si ostina in questo attacco che prosegue in questa piovosa estate 2002? Gli unici scoperti in questa vicenda sono i dipendenti comunali, responsabili dei settori di competenza, che hanno avallato la richiesta di rimborso, in contrasto con le disposizioni dell’O.M. 2694/97 e successive modificazioni, ed i funzionari della Regione Umbria, che hanno dato il via alla pratica di rimborso.

In pratica c'è stato un errore amministrativo nell'interpretare una norma che ci sembra discriminatoria: riteniamo giusto infatti che, come in occasione del terremoto dell’84, l’ex sindaco Lispi, ora capogruppo di minoranza ha usufruito di 2 anni di aspettativa retribuita a carico dei contribuenti, così i rimborsi sarebbero spettati anche al sindaco Monacelli; l’unica differenza fra i due è che l’ex sindaco Lispi è un dipendente pubblico, mentre il sindaco Monacelli è un libero professionista.

Ci sembra quanto meno una caduta di stile vedere impegnato in prima fila nella vicenda l’ex sindaco Lispi, dopo aver usufruito di vantaggi che gli sono stati permessi dal suo status privilegiato di pubblico dipendente.

Ottavio Giombetti

 

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