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COSTACCIARO
Funghi d'eccezione a Monte Cucco
Nella prima settimana del piovosissimo agosto di questa bizzarra
estate, il signor Carlo Generotti, allevatore e Uomo Originario di
Costacciaro, grande conoscitore del Monte Cucco, insieme al suo amico e collega Giuseppe
Martella di Villa Col de Canali, e a Lucio Coldagelli di Coldagello, andato per
funghi in località Costi Leprène, la bella ed intatta prateria che sovrasta il
Pian delle Macinare, ha, con non poco stupore, assistito allo spettacolo mozzafiato dello
spuntare, dalla verde erba del prato, di cinque o sei enormi "vésce", dette
anche "lòffe", dal peso oscillante tra i tre ed i cinque chilogrammi ed il cui
diametro massimo sapprossimava ai quaranta centimetri. Quello di "véscia"
è il nome comune di alcuni funghi del genere Lycoperdon. Giunte a maturità, le
vésce "esplodono" in una nuvola di polvere brunastra. Esse crescono
generalmente sui prati e sono buoni commestibili, ma solo fintantoché, però, la loro
carne sia candida e compatta. Quelle raccolte da Generotti (il quale, per trasportarle a
casa, ha dovuto fare più viaggi), dovrebbero appartenere alla specie denominata
"vescia maggiore" (Lycoperdon giganteum o Lycoperdon maximum), che
raggiunge e supera spesso il diametro di 20/30 cm. I funghi "preda di caccia"
del Generotti, grandi come zucche, e dallaspetto di giganteschi pop corn, erano
quasi tutti nel pieno dello sviluppo e mostravano una consistenza soffice ed una
superficie vellutata al tatto. Le loro carni si sono così prestate meravigliosamente ad
essere ridotte in gustose e prelibate fettine da consumarsi nei modi più svariati: fritte
panate, con frittata, ecc. Queste ed altre sorprese sa ancora regalare lo scrigno
incantato del nostro Monte Cucco a chi voglia, con attenzione ed amore, percorrerne, in
punta di piedi, i più segreti sentieri. Auguriamo ancora cento di queste raccolte
allamico Carlo Generotti!
Euro
Puletti
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