L'ECO del Serrasanta |
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Ecologia |
Il verde perduto
Robinie in segatura e Bagolaro dimenticato
Più o meno verso la metà del XVII secolo, un tale Jean Robin importò in Francia dal nord America, una pseudoacacia dai fiori bianchi, che venne piantata a Parigi nel 1653 ed in suo onore prese il nome di Robinia. Probabilmente rimase affascinato dal fatto che con il suo legno gli Indiani dAmerica costruivano gli archi e con le spine dei sui suoi rami le punte delle frecce. Da noi lalbero in questione arrivò poco più tardi, sembra che anche Alessandro Manzoni venne conquistato dalla robinia e ne fece piantare diverse decine nella sua tenuta. Prima di lui, la regina Maria Teresa dAustria (XVIII sec.) ne ordinò la coltivazione in tutti i possedimenti dellImpero Asburgico, per il profumo dei suoi fiori; così la robinia venne massicciamente inserita a scopo ornamentale in quasi tutti i giardini e parchi. Da allora questa pianta si è diffusa talmente, che i botanici la considerano una specie "infestante", tanto da inserirla nelle piante da abbattere, nelle normali pratiche forestali, insomma un esemplare non protetto. Ma attenzione, la robinia è un albero infestante in un bosco, in quanto per la sua facilità di riproduzione e crescita, nonché resistenza al freddo ed alla siccità, riesce a sopraffare le altre piante della macchia mediterranea a crescita più lenta, ma certamente non lo è in un giardino, dove a scopo ornamentale vengono normalmente immessi gli esemplari più belli, sia che si tratti di un parco di una villa, sia che facciano più semplicemente un po di ombra, nelle calde giornate estive in un giardino pubblico. In pieno luglio, nel giardino adiacente allospedale Calai, abbiamo assistito al taglio indiscriminato di circa 50 alberi, in prevalenza robinie, ma anche abeti e cipressi; a detta dei responsabili dei lavori, perché malate e con ampie rassicurazioni che tutto tornerà come prima, anzi meglio. Lo speriamo vivamente, anche perché da una fugace visione dei grossi tronchi tagliati, tranne in pochissimi casi, tutte le altre piante erano in buone condizioni Forse il taglio si poteva effettuare in altro periodo, un giardino o parco che sia, viene maggiormente frequentato in estate ed inoltre, un albero per raggiungere le stesse dimensioni delle robinie tagliate impiegherà diversi anni, tanti che i ragazzi che animano ora i giardini, ed ai quali è stato ingiustamente tolto del verde, avranno già figli e nipoti! Dal mio punto di vista, tagliare un albero, a meno che rechi una reale minaccia per cose e persone, rimane unazione indiscriminata. Cè un altro albero che soffre e che genera in me molta tristezza, in quanto già alcuni anni fa ne avevo rilevato stato vegetativo e misure, per inserirlo nella pubblicazione "LUmbria degli Alberi"(Petruzzi 1998) prodotta da Legambiente e della Regione dellUmbria, una ricerca sugli alberi monumentali della nostra regione e con una storia da raccontare. Il Bagolaro di piazzale Santa Margherita, circonferenza del tronco 4,20m. e altezza di circa 20m., cè entrato di diritto, a pieni voti. E fuori di ogni logica soffocare con il cemento un esemplare del genere, di notevole valore naturalistico e storico, abbandonarlo a se stesso; in verità immaginavamo che lì fosse realizzato uno splendido giardino botanico ... è inutile organizzare la "Festa degli Alberi", educare i ragazzi a rispettare il verde, quando non si sa tutelare e valorizzare le ricchezze botaniche che si hanno, è una questione di civiltà, il verde pubblico è una risorsa, un diritto di tutti averlo ed è un delitto ambientale depauperarlo. Il Circolo Legambiente "Il Campanaccio" di Nocera Umbra e Gualdo Tadino propone di ridare giusta importanza al Bagolaro di Santa Margherita, di ribattezzarlo Il Bagolaro dellAmicizia, invitando tutti i cittadini, grandi e piccoli, a recarsi ogni sabato pomeriggio di settembre, al piazzale Santa Margherita, a firmare la nostra petizione un albero per amico, esternamente al cantiere sotto la folta chioma dellalbero, troverete i nostri cartelli perché il verde è di tutti! (Circolo Legambiente "Il Campanaccio")
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