L'ECO del Serrasanta |
|
Ecologia |
Fino all'ultima carpa!
Quando l'ecologia è una cosa seria: storia di un fatto veramente accaduto ma che sembra una fiaba
Boccheggiavano, nuotando di fianco nellacqua alta appena tre dita, mentre una folla di turisti allibiti assisteva impotente alla loro ingloriosa fine. Erano una ventina di grossi pesci, in prevalenza carpe, che chissà da quanto tempo abitavano nella fontana del parco pubblico di Stresa, a una cinquantina di metri dalla riva del Lago Maggiore. La loro agonia era cominciata pochi minuti prima, nel tardo pomeriggio del 5 luglio scorso, allorché un solerte addetto della Cooperativa "Il faggio", a bordo del suo camioncino verde (colore che fa tanta ecologia), era giunto nei pressi della fontana ed aveva estratto il lungo tubo metallico dallo scarico per svuotarla. A chi ha chiesto cosa stesse facendo aveva risposto tranquillamente che stava svuotando la fontana in modo che la mattina successiva si potesse pulirla. "E i pesci?" gli aveva chiesto un signore, un anziano del posto. Loperaio sera stretto nelle spalle. "Ce li rimetteremo". "Ma questi faranno una finaccia!" aveva insistito. Laltro aveva risposto con un mugolio e con un gesto molto eloquente che, tradotto in linguaggio corrente avrebbe potuto significare: "Ma pensi alla salute!" oppure "Che vuoi che me ne importi di due o tre pesci? Sono quasi le sei e devo tornare a casa!" In realtà i pesci erano una ventina e il signore anziano li contemplava sgomento. Probabilmente, qualche volta, aveva gettato loro delle molliche di pane oppure era solito fermarsi presso la fontana a guardarli mentre la brezzolina del lago spegneva la calura dellestate. Lacqua calava sempre di più e ormai il destino di quelle belle carpe sembrava segnato. Che fine invereconda per quei nobili animali ... Nel frattempo, però, qualche turista aveva assistito alla scena, dapprima incuriosito della tanta attenzione dedicata alloperaio o ad una semplice operazione di manutenzione; poi colpito dallagonia di quei pescioni, i cui fianchi dorati guizzavano nellacqua alta tre dita luccicando al sole. Un turista francese, con moglie e due figli, aveva chiesto ad una signora che cosa fosse successo e lei aveva semplicemente indicato la tragica scena. "Mon Dieu! les pauvres poissons!"
aveva esclamato. I due ragazzini, allarmati, correvano da una parte allaltra della
fontana. Erano poi giunti, nellordine, una famiglia di turchi residenti in Germania,
due coniugi olandesi e un possente tedesco, in candida camicia bianca. "Fische"
- "Poissons" - "Pesci" - "Dort" -
"Dans le lac". In pochi istanti si era creato un consiglio di emergenza:
senza bisogno dire troppe parole e quasi intendendosi a gesti, il gruppo multilingue di
turisti aveva deciso che bisognava a tutti i costi salvare i pesci, trasportandoli di
corsa dalla fontana al lago. Ma come? La prima soluzione, escogitata dallenorme
tedesco: prenderli in braccio e correre fino al lago. Detto fatto: afferrò uno dei pesci
e se lo strinse al petto. Il risultato fu che la sua camicia bianca divenne grigiastra e
che il pesce cadde in mezzo al prato, dimenandosi allimpazzata. Fu allora che una
delle vecchiette del posto, là presenti, trasse dalla borsa una sacchetto di plastica e
lo porse alluomo; il pesce finì nel sacchetto e, dopo aver realizzato che non
sarebbe stato possibile infilarcene altri per il momento, luomo corse verso il lago
e vi gettò il primo pesce. Lesempio fu seguito anche dal francese che, incitando i
figli, riuscì a mettere in un secchiello di plastica altri tre pesci trasportati di corsa
al lago da una bambina italiana, che aveva fraternizzato con i coetanei francesi. Il
tempo, però, stringeva e lacqua si abbassava sempre di più. Fu allora che un
bambino italiano ebbe un colpo di genio: "Aspettate! Fra i meno felici la moglie dellomone tedesco, per la patacca grigia sulla camicia; ma il tutto finì in una fragorosa risata. Così come il gruppo si era radunato in nome della comune coscienza civica, si sciolse e ciascuno se ne andò per la sua strada. Sorridendo. Io ero lì e documentai il fatto con alcune foto. Ne rimasi veramente colpito e tuttora ne conservo un piacevole ricordo. Non so se, altrove, i pesci avrebbero avuto lo stesso destino. Spero di sì. Credo anche che per quei bambini francesi ed italiani questa sia stata la più bella ed indimenticabile lezione di educazione ambientale.
|