L'ECO del Serrasanta |
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Il furto delle torrinaie
Ha dell'incredibile, ma purtroppo è vero: dai prati nella zona sovrastante la Valsorda sono state asportate numerose torrinaie; se ne sono accorti alcuni cercatori di funghi che hanno raggiunto la montagna in cerca dei prelibati "torrini", funghi particolarmente apprezzati ed ambiti nella zona, e che solitamente nascono numerosi in autunno, ma che quest'anno, con l'estate piovosa, hanno iniziato a prodursi anzitempo: raggiunta la costa sottostante il Pian di Buceto, lungo la strada che conduce alla vetta del Serrasanta, in prossimità del serbatoio dell'acqua, nella zona solitamente prodiga di torrini, nelle aree dove nascono tali funghi a forma di ferro di cavallo, con stupore hanno notato che molte delle torrinaie non c'erano più: al posto del verde, c'è uno scavo "regolare", una piccola fossa profonda poco più di una diecina di centimetri, senza più l'erba, con la sola terra scura, una brutta macchia nera nel verde. La cotica erbosa è stata asportata; e con "intelligenza", quasi un intervento "chirurgico". Chi è stato? L'ipotesi dell'opera dei cinghiali, pur presente in altri siti della zona, non sembra plausibile, vista la "regolarità" dell'asporto la profondità è pressoché ed a forma di ferro di cavallo) e l'assoluta mancanza di cumuli di terra e dell'erba del prato. Ed allora chi altri può essere stato? Non resta che l'ipotesi non inverosimile, anche se tristissima, che possa esserci stata la mano dell'uomo, magari di qualche falso amante della natura, che potrebbe aver pensato di arricchire il proprio giardino privato con le zolle delle "torrinaie": ma in questo caso avrebbe fatto male anche i suoi barbari, egoisti personali calcoli, perché gli esperti in materia sostengono che la produzione di torrini, a valle, non ci sarà, nonostante l'asportazione del terreno specifico e la sua sistemazione in aree destinate a verde: il micelio si essiccherebbe in tempi molto brevi, una o due stagioni. Resta 1'amarezza che i cercatori di funghi non hanno trovato i torrini in quel sito; e probabilmente in quella zona non ci si troveranno più nemmeno nelle prossime stagioni. E tutto questo per l'egoismo di qualcuno che vuole funghi in giardino. Con danno ambientale sicuro, probabilmente irreparabile. Alberto Cecconi
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