L'ECO di Fossato di Vico |
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Fossato di Vico
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Un intervento tardivo ed estemporaneo sul PRG Caro sindaco, non tutto va bene ... Negli ultimi tempi mi è arrivata una voce secondo la quale una "certa" sinistra mette in discussione la linea politica dei miei scritti "non perché faccia propaganda a favore della maggioranza di centro-destra, ma perché non compaiono le critiche ...". Questa voce oltre che essere priva di fondamento, ha un luogo comune inaccettabile dopo la caduta del muro di Berlino; si debbono fare le critiche, anche pretestuose, a secondo dello schieramento a cui si fa parte. Io ribatto che le critiche si fanno sugli atti e sui fatti a seconda che questi vanno in direzione degli interessi generali o meno. Questo dovrebbe fare la nuova sinistra per aggregare la gente sui problemi e sulle loro soluzioni concrete e non sui piani e sui programmi ideologici ed intellettuali, che hanno soltanto lo scopo di escludere i cittadini dalla partecipazione alla vita pubblica e creare dei gruppi di potere all'interno dei partiti, staccati dalla realtà ed invisi alla gente comune. Questo è il retaggio della vecchia e perdente sinistra, che non ce la fa a mettersi da parte e ridare slancio alla sinistra del futuro. Ma veniamo ai fatti. Io ritengo che in queste due legislature il sindaco non abbia deluso i suoi elettori ed i cittadini di Fossato riportando in comune il buonsenso e la legalità democratica, invitando i cittadini a partecipare alla vita sociale ed economica, ripristinando la voglia di fare e di agire che hanno portato a risultati eccezionali. L'esplosione delle attività economiche, il rilancio dell'edilizia, il clima di fattibilità per cui tutti coloro che vogliono possono operare investimenti e creare attività, sono gli esempi di un coinvolgimento a largo raggio della popolazione nella amministrazione della cosa pubblica e della politica a dimensione dell'uomo, che dovrebbe essere un cardine per gli amministratori. In pratica questa amministrazione, da buon liberisti, ha privilegiato lo sviluppo basato sulle richieste individuali, puntando sulla iniziativa privata. Io ritengo comunque in maniera eccessiva ed in qualche caso esagerando. Perché se è vero che il mercato è un aspetto privilegiato sulla valutazione dei bisogni, vi sono esigenze che non possono essere monetizzate, per le quali bisogna operare investimenti di sostegno a livello pubblico. Ed aggiungo anche qualche peccatuccio "politico". Nei miei scritti in questi anni ho messo in evidenza soprattutto queste critiche: mancanza di sensibilità verso la valorizzazione del centro storico e dell'ambiente, scarsa attenzione nei servizi pubblici. Io ritengo che il centro storico e l'ambiente siano una risorsa del comune; una risorsa fragile, dove gli investimenti privati sono scarsi e non ce la fanno a ricoprire le esigenze. Questo non significa che il comune debba operare investimenti su progetti esclusivamente fini a se stessi come è stato fatto dalla precedente amministrazione di sinistra (Parco e recupero del Centro Storico), ma mettere in piedi un'attività dinamica con il coinvolgimento degli operatori e delle associazioni ed un sostegno sostanzioso del comune, anche finanziariamente, su progetti di sviluppo ed a sostegno delle attività economiche, in particolare del turismo. Tanto per non restare nel vago: la realizzazione di un "sentiero verde" per l'utilizzo turistico della Pineta; la valorizzazione del percorso storico-artistico-museale (e qui occorre sistemare la questione del Museo della Civiltà Contadina) del Centro Storico, con servizio informazione ed accoglienza da affidare alla Pro Loco, sistemata in una sede adeguata; la qualificazione delle iniziative artistiche, soprattutto del periodo estivo ed il restauro urgente della Chiesa di San Cristoforo da utilizzare come contenitore espositivo; l'attuazione funzionale dei P.I.R. del terremoto con il recupero della cinta muraria del Castello, adeguata alle esigenze della viabilità di entrata e di uscita e degli spazi da destinare a parcheggio soprattutto per le manifestazioni a grande partecipazione popolare. Vi è poi il problema dei servizi pubblici in particolare della scuola e della gestione degli impianti sportivi. La scelta infelice della collocazione dell'edificio delle scuole elementari sull'ampliamento della scuola media, oltre che il depauperamento socio-urbanistico dell'area degli impianti sportivi ha creato problemi di congestione alla già precaria situazione logistica della scuola media, caratterizzata da dislivelli esagerati e mancanza di spazi esterni. La ristrutturazione urbanistica dell'area si pone come problema urgente da risolvere, in particolare quello della viabilità, dei parcheggi e degli spazi esterni per le attività didattiche. Per quanto riguarda la gestione degli impianti sportivi c'è da evidenziare il degrado dei campi da tennis, ormai pressoché inutilizzati, la mancata utilizzazione del Palazzetto dello Sport e l'anomala situazione del campo di calcio. A Fossato (incredibile, ma vero!) si sono formate tre associazioni di calcio: la Polisportiva che gestisce la squadra tradizionale a maggioranza di giocatori esterni, l'Helvillum, la squadra dei giocatori del posto, l'ASG Montecucco, che si occupa dei giovani. Quest'anno è stata raggiunta una mediazione sull'utilizzo del campo di calcio, ma l'anomalia rimane. E' possibile ancora una posizione privilegiata della Polisportiva? Oppure non sarebbe più logico affidare tutti gli impianti sportivi ad una società (o cooperativa o associazione), che gestisca in termini economici il tutto e che si occupi anche di animazione e promozione sportiva? Certo gli attuali dirigenti della sinistra non hanno il coraggio di affrontare i problemi concreti e si rifugiano nella demagogia e nelle insinuazioni giudiziarie per mascherare le loro debolezze. Le critiche al Piano Regolatore dopo un anno dalla sua entrata in vigore in contrapposizione all'esplosione delle attività edilizie e di fronte alla sterilità della precedente amministrazione di sinistra; l'opposizione allo sganciamento dall'area del Parco, dopo i guasti prodotti in particolare nella sanità, nella scuola e nelle attività economiche - argomenti portati avanti dalla minoranza - sono patetiche esercitazioni di chi non sta a contatto con i problemi dei cittadini ed ha perso il senso della realtà. Ottavio Giombetti
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