L'ECO del Serrasanta

 

N. 15-16 - 4 agosto 2002

Pro Tadino Prima pagina Edizioni Sommario

Territorio

COSTACCIARO

Le antiche famiglie condomini dell'Università Uomini Originari

di Euro Puletti


Sembra che, in origine, le famiglie facenti parte dell’Università degli Uomini Originari di Costacciaro fossero divise in due gradi. Del primo grado, facevano forse parte le vere "schiatte" originarie, mentre, dell’altro, quelle che si erano affrancate in epoche successive. Questa deduzione può, però, trovare un argomento a sfavore nel fatto che, in cima alla lista nominativa, stilata nel 1851 o 1852, figura la famiglia Chemi, più onorata e possidente che antica (a Costacciaro, il primo membro, finora conosciuto, di tale casato, fu Francesco di Chemo, a. 1625. Da ultimo, va ricordato Monsignor Felice Chemi, padre spirituale e confessore del Seminario Diocesano di Gubbio nel XX secolo).

L’insediamento dei Chemi a Costacciaro non può, infatti, retrodatarsi oltre i secoli XVII-XVIII. Nel 1886, stando a quanto riportato dall’allora Archivio Parrocchiale, i Chemi possiedono, a Costacciaro, oltre all’omonimo palazzo, l’Aia Chemi, la Fornace Chemi (forse l’attuale Fornace, attigua al Palazzo Fantozzi lungo il Fiume Chiascio) e le località rurali Trebbio Primo, Trebbio Secondo e Trebbio Terzo. Il criterio del grado potrebbe, dunque, essere stato maggiormente legato allo status sociale ed al censo.

Antichissime e possidenti erano (o lo sono ancora), invece, senza dubbio alcuno, le famiglie Aliberti (nel 1886, posseggono i Predi Aliberti), Andreoli (gli Andreoli potrebbero essere i discendenti di un tale "Andreolus", che è un diminutivo di Andrea, nome proprio di persona portato da un certo Andreòlo da Costacciaro, uomo ricco, che, il 20 giugno 1440, donò 72 fiorini d’oro alla chiesa di San Lorenzo), Bernabei (tra la fine del XVIII e l’inizio del XIX secolo, la famiglia Bernabei si pone a capo d’un movimento irredentista, interno alla municipalità paesana, e finalizzato a svincolare Costacciaro dalla dipendenza eugubina.

Fra i membri più prestigiosi di questa famiglia, vanno annoverati: Francesco Andrea Bernabei, francescano minore conventuale, il quale fu stimato scrittore di geografia, aritmetica, cosmografia e precursore della pedagogia moderna [secc. XVIII-XIX], il politico e deputato costacciarolo Carlo Bernabei [frate francescano minore conventuale?], sec. XVIII, Vincenzo Bernabei, uditore della Repubblica di Genova e Francesco ed Antonio Bernabei, entrambi ministri provinciali dei frati francescani minori conventuali nel XIX secolo). Intorno al XVII secolo, uno dei Priori di Sigillo, cioè uno dei "capi del comune", era Feliciano Bernabei, forse abitante od oriundo di Costacciaro. Nelle immediate vicinanze di Costacciaro, almeno fino all’anno 1886, esisteva ancora una probabile, antica proprietà di tale ragguardevole famiglia: l’Aia Bernabei.

Antiche ed importanti furono, ancora, le famiglie Ronconi (da tale famiglia ebbero, fra gli altri, i natali il segretario comunale Angelo Ronconi, nell’Ottocento, ed Armando Ronconi, sindaco di Costacciaro nel Novecento), Boldrini (un tal Boldrino è già citato, a Costacciaro, sotto il dì 31 luglio 1382) e Bontempi (fra i soggetti costituenti quest’ultima, molto erudito fu il minore conventuale, del secolo XIX, Padre Maestro Tommaso (o Tomasso) Bontempi, padre provinciale dell’ordine nel 1817; questi collaborò, assai utilmente, alla redazione della famosa vita del Beato Tomasso di Fra’ Bonaventura Bartolomasi, scoprendo, tra l’altro, la pergamena, del XV secolo, in cui erano contenute le prime note biografiche sul Beato, scritte a pochi anni dalla sua dipartita). Padre Bontempi, inoltre, mise insieme le prove documentarie attestanti il legittimo diritto di proprietà degli Uomini Originari sul Monte Cucco. L’otto maggio 1810, presentandole al delegato prefettizio, signor Coltellini, Padre Bontempi riuscì, così, a scongiurare un pretestuoso tentativo d’espropriazione dei beni dell’Ente.

(segue)

 

Pro Tadino Prima pagina Edizioni Sommario