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BUSCHE La chiesa di Santa Felicita Una chiesa da non dimenticare Quella piccola chiesa dedicata a Santa Felicita, che sta proprio al centro della frazione di Busche, uno dei paesi letteralmente distrutti dai terremoti del 97-98, è destinata a cadere? O verrà ristrutturata? L'interrogativo se lo pongono, e con qualche preoccupazione, gli abitanti della frazione, molti dei quali vivono ancora nei container prefabbricati del campo allestito in zona, e che hanno ormai quasi concluso il lungo calvario, perché le loro case sono state completamente ricostruite, per cui il rientro sotto un tetto vero e proprio è ormai una questione di giorni. Ma la chiesa resta lì, profondamente danneggiata, è addirittura pericolante. Eppure il problema sembrava avviato decisamente verso una soluzione positiva, già da molto tempo, considerato che l'allora sottosegretario alla Protezione Civile, on. Franco Barberi, in visita al paese distrutto, conosciuto il problema e rilevato che la chiesa doveva essere ricostruita insieme alle abitazioni per non creare disagi eccessivi futuri, appena tornato a Roma, fece una delibera specifica, stanziando una somma di poco superiore ai 300 milioni di lire, traendola dai fondi di propria competenza, per consentire l'immediata ricostruzione anche dell'edificio di culto: lo volevano il buon senso degli abitanti e degli stessi amministratori pubblici. Il provvedimento fu salutato come un atto di senso di concretezza della pubblica amministrazione: Busche non avrebbe avuto ulteriori intoppi per il futuro. Si provvide alla progettazione relativa; intanto il paese, tra mille difficoltà e disagi, è stato ricostruito; ma la chiesa resta li, ancora pericolante, senza che siano stati fatti interventi di sorta da parte di nessuno; quella somma, appositamente stanziata dalla Protezione Civile, rimane ancora inutilizzata. La gente si aspetta che vengano segnali da parte degli enti interessati a provvedere in merito. I ritardi accumulati nel restauro della Chiesa di Busche, tuttavia non sono da imputare al Comune. E' quanto ha dichiarato l'assessore alla ricostruzione, Angelo Scassellati, il quale afferma che non sempre è possibile governare la ricostruzione poiché la chiesa stessa è di proprietà della Curia, ed è sottoposta al vincolo architettonico: il comune ha più volte sollecitato il progettista, un ingegnere designato dalla Curia, affinché venga superato l'ostacolo con la partecipazione di un architetto alla fase progettuale e si ottenga il necessario visto preliminare della Sovrintendenza. Va messo in evidenza che il titolo parrocchiale della chiesa di Santa Felicita ha una grandissima rilevanza storica per tutto il territorio, ben oltre la dimensione territoriale di Busche: infatti l'antica Pieve di Santa Felicità, in una testimonianza pittorica conservata presso l'Episcopio di Nocera Umbra, viene indicata come "olim cathedralis", cioè un tempo (non meglio precisato, forse nell'alto Medio Evo) fu cattedrale, cioè sede vescovile: la salvaguardia dell'immobile eviterebbe quindi anche la perdita di una testimonianza storica.
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