L'ECO del Serrasanta

 

N. 15-16 - 4 agosto 2002

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Attualità

 

Un aiuto per Marco


Un grido d'aiuto ha sempre diritto ad avere una risposta. Tanto più quando proviene da un ragazzo che attraversa un momento delicato. Un giovane che per un pur breve periodo ha legato il suo nome e il suo impegno a quello della nostra città. Stiamo parlando di Marco Diana, 33 anni, che nel '98 ha svolto servizio presso la locale caserma dei carabinieri. Ebbene, ora Marco sta male.

Cancro, è stato il freddo e inquietante verdetto degli accertamenti. Un carcinoma all'intestino con metastasi, che lascia solo la certezza di un futuro fatto di sofferenze e appena una flebile speranza di trovare una via d'uscita. Ma sono i risvolti della vicenda a rendere davvero "diversa" la storia di Marco, sardo nativo di Villamassargia, a 60 km da Cagliari, che nel corso della sua carriera di militare ha prestato servizio anche nell'aeronautica e nei granatieri, con missioni oltremare in Somalia e Gibuti. Ebbene, secondo i referti di due commissioni mediche militari, rispettivamente stilati a Perugia il 19 aprile 1999 e a Cagliari il 14 novembre 2000 la malattia che si è manifestata tre anni fa, mentre era in servizio nella vicina Spoleto, è da collegare "ai disagi fisico-climatico-ambientali, allo stress psichico, ai disordini alimentari, al contatto con olii, solventi, benzine, ed altre sostante cancerogene patiti durante il servizio". In poche parole, l'esposizione ai campi magnetici attivati nelle zone di guerra, alle radiazioni dei missili, il contatto con armi speciali e carburanti hanno avuto un peso determinante nella patologia che si è determinata. Ma ciò, incredibilmente, non è bastato. Con una lettera giunta a Marco alla fine del mese scorso, il Ministero della Difesa gli ha negato la pensione privilegiata, che prevede anche il riconoscimento del danno biologico e il relativo indennizzo. Il secco no è dovuto alle risultanze dell'analisi di una terza commissione, il comitato di verifica della direzione del personale, che in extremis ha ribaltato ciò che era stato agevolmente certificato nei primi due gradi della procedura.

La morale della storia è che il giovane deve ora accontentarsi di tirare avanti con una pensione minima di un milione di lire (500 euro circa), che non può in nessun modo garantirgli un futuro decoroso. E, soprattutto, che non è affatto sufficiente per sostenere le imprescindibili spese mediche e di assistenza cui è costretto, visto il suo stato di salute. La possibilità di avere il riconoscimento delle proprie ragioni esiste ancora per Marco, ma il vero problema è il tempo. Lasciato a se stesso, il ragazzo potrebbe non farcela, vedendo così aggiungere al danno subito (per aver sempre svolto puntualmente il suo dovere), l'atroce beffa dell'indifferenza da parte dello Stato.

Non è questa la sede per suscitare polemiche che alla resa dei fatti potrebbero rivelarsi sterili. Quello che conta, in questo momento, è cercare di fare qualcosa di concreto e immediato per migliorare il presente di Marco, che ad oggi è aiutato solo dai genitori, entrambi pensionati, anche se il suo "SOS" lanciato di recente sta sempre più suscitando solidarietà e attenzioni. Chiunque intendesse aiutare Marco Diana può farlo con un contributo economico intestato a Diana Marco c/c11509/OO. Coordinate bancarie: Abi 2008 Cab 43910. La banca di riferimento è il Credito Italiano di Iglesias, in Sardegna. Altrimenti è possibile inviare un contributo economico al suo indirizzo, in piazza Gramsci 1- 09010, Villamassargia (Ca).

Antonio Campioni

 

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