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Ceramisti |
La scomparsa di Carlo Zauli E' stato un amico della Pro Tadino e della città di Gualdo Tadino
Mentre i pezzi del grande maestro che sono in nostro possesso giacciono in un fondo di scantinato in attesa di una migliore sistemazione, se e quando sarà possibile, il Museo Internazionale della Ceramica di Faenza, fino al 27 ottobre 2002 con una grande mostra antologica ricorda uno tra i pochi ceramisti italiani forse il più grande del XX secolo, che, secondo Gillo Dorfles, sono stati compiutamente scultori. La mostra indaga l'attività di scultore di Carlo Zauli, che oltre al grès, suo materiale di elezione, e ad altri impasti ceramici, utilizzò, per la realizzazione delle sue sculture anche in marmo, l'argento e il bronzo e che fu infine creatore di una sorta di cenacolo artistico che portò molti dei protagonisti della scultura internazionale del Novecento a lavorare al suo fianco nello studio di via della Croce, dove è stato allestito poi l'attuale Museo Carlo Zauli.
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