L'ECO di Sigillo

 

N. 14 - 21 luglio 2002

Pro Tadino Prima pagina Edizioni Sommario

Sigillo


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Piccoli fantasmi

di Nando Onori


... Però, fantasmi o spiritelli maldestri e dispettosi allignano anche da noi, dalle nostre parti, stando almeno a quello che ho sentito raccontare (qualche anno fa ...) da persone pronte a giurare il "tutto vero". Anch'io ricordo qualche brividino giù per la schiena.

La memoria del fatto più eclatante, nascosta forse nei recessi più reconditi del subcosciente in qualcuno della mia età, potrà certo riemergere per confermare l'autenticità di quest'incredibile vicenda. Eccola in breve: "la signora Maria (la chiamerò cosi), stanca e stressata, stufa e arcistufa di convivere con misteriose presenze che ridono, soffiano, sghignazzano, tirano le coperte, fanno scherzi a non finire, sia di giorno che di notte, decide di liberarsene una volta per tutte con una decisione drastica ma sicura, cambiando casa. Si mette in cerca, ne trova una di suo gradimento, si promette di "scasare" subito, subito. L'indomani infatti, canterellando euforica, inizia con entusiasmo l'operazione trasloco: sistema più carabattole possibili in un'ampia canestra, fa un bel cercine per la testa e, con un'alzata da pesista provetto, si carica il gravoso fardello. Si avvia decisa, soddisfatta, quasi felice verso la nuova dimora, verso la ... libertà. Percorre un breve tratto di strada; all'altezza circa del "Pratello" incontra una cara amica che la saluta e chiede: dove vai Marì così di buon'ora? La signora Maria sta per esternare all'amica la gioia per la vita nuova che l'attende, una vita serena finalmente, senza più d'attorno ... ma, non fa in tempo ad articolare parola che una vocetta dall'alto della canestra, risponde beffarda: "Scasàmo! Scasàmo!" La signora Maria, allibita, come di sale, sopraffatta dallo sconforto e dalla rabbia, riesce appena a farfugliare: Dooove, dove vuoi che vada dunque? Me ne torno a casa, purtroppo! ... Sarebbe più vero dicessi ... al manicomio!

Senza uscire dal seminato e travalicare il campo medianico del possibile impossibile o viceversa, mi pare opportuno raccontare la vicenda, pure sconcertante, ereditata dalla viva voce di una mia parente. In breve: "A volte di notte avvertiva presenze inquietanti, aveva netta la percezione che qualcuno camminasse scalzo per la stanza. Talvolta invece si sentiva soffiare sul viso e, la sensazione non doveva essere delle più gradevoli: in altre circostanze, seduta sul letto con la luce accesa, vedeva e sentiva girare la maniglia della porta della camera. Con un bel pizzico di coraggio (o di paura) andava a sincerarsi se ci fosse qualcuno ... magari in vena di burle, ... ma niente di niente. Infine, sempre di notte, sentiva "stacciare" la farina come se una massaia si accingesse a fare la pasta o il pane (come d'uso a quei tempi); la mattina dopo chiedeva a questa e a quella, ma nessuno aveva fatto operazioni del genere, né sentito farle.

Dopo qualche tempo, cambiando ancora casa, più fortunata della signora Maria, più nulla di nulla".

Se questo racconto fosse stato narrato da uno Scozzese, avrei potuto nutrire qualche remora, di quello di mia parente certamente no!

 

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