L'ECO di Nocera Umbra |
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Nocera Umbra
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Fra blitz, colpi di mano e contestazioni È stata una settimana di fuoco la seconda del mese di luglio che ha visto impegnate, a vari livelli le Istituzioni cittadine, all'insegna della salvaguardia e contestazione di provvedimenti calati dall'alto, che la dicono lunga sulla considerazione verso le cosìdette zone marginali. Due, in particolare sono state le questioni che hanno guadagnato spazio nelle cronache regionali: la prima riguarda il mondo della scuola, mentre la seconda si inserisce nella complessa problematica delle carenze idriche. Scuola: la notizia è stata una autentica bomba: la dirigente scolastica prof.ssa Elisa Faraoni Brunelli, che, con il sostegno delle istituzioni cittadine, recentemente si era distinta come protagonista di una battaglia vittoriosa contro il ventilato taglio delle prime classi presso gli Istituti superiori, è stata proposta al trasferimento dall'istituto comprensivo di Nocera Umbra all'omologo di Sigillo, in sostituzione della dirigente Dr.ssa Tonti di Foligno. Il provvedimento che riguardava 18 istituzioni scolastiche è stato adottato nel quadro di una serie di avvicendamenti nelle presidenze di vari istituti della Regione disposti dalla dirigente regionale e che pur si inquadra negli avvicendamenti che rientrano nella discrezionalità della dirigente regionale, è stato vivamente contestato dalla prof. Faraoni tanto da determinare il blocco della sua pubblicazione e, al momento non si conosce l'esito del provvedimento. Acqua: l'iniziativa di perforare un nuovo pozzo nella località di San Giovenale, da parte del Consorzio Acquedotti di Perugia, per sopperire alle carenze idriche del territorio servito, ha attivato la reazione dell'Amministrazione Comunale e della Autorità di Bacino del folignate, contro le quali è insorta l'Amministrazione Provinciale, mettendo in evidenza un aggrovigliarsi di competenze fra istituzioni diverse che operano sullo stesso territorio. La recente costituzione degli ATO (ambiti territoriali ottimali) per la gestione delle risorse idriche nella regione infatti, tracciando nuovi confini sul territorio e ignorando realtà consolidate ha determinato motivi di conflittualità che era facile prevedere: mentre il bacino del fiume Topino è stato inserito nella ATO del folignate, dal territorio di Nocera Umbra sono prelevati gli approvvigionamenti idrici del Consorzio acquedotti (sorgenti di Bagnara e San Giovenale) e che riguardano anche la città di Nocera Umbra. L'iniziativa di perforare un nuovo pozzo a San Giovenale, da parte del Consorzio Acquedotti, ha suscitato la reazione del presidente della ATO del folignate Angelini e del sindaco di Foligno Salari, che di concerto con il sindaco Antonio Petruzzi ha protestato contro questa ennesima spoliazione del territorio in un momento in cui la crisi idrica investe anche la "città delle acque", pregiudicando l'esistenza del Topino. Dopo che dalla Regione ci si è affrettati a puntualizzare che nessuna autorizzazione di nuove perforazioni era stata rilasciata dai competenti uffici, la responsabilità dell'autorizzazione se l'ha presa la Provincia: la questione è ormai aperta e sembra destinata a rimettere in discussione i rapporti di Nocera Umbra con il Consorzio Acquedotti oltre a quella della sua collocazione nell'ATO.
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