L'ECO del Serrasanta

 

N. 14 - 21 luglio 2002

Pro Tadino Prima pagina Edizioni Sommario

Frazioni

PALAZZO MANCINELLI

Malumori sotto le stelle

Acqua, limitazioni e ... igiene pubblica


La serata e tranquilla, serena, e sul piazzale accanto al campanile affollato di auto, i soliti - con l’aggiunta di qualche forestiero per la circostanza - ingannano il tempo per far mezzanotte, discorrendo sui fatti del giorno. In lontananza occhieggiano le luci della periferia della città e più in alto sulla destra quelle di Grello; più ravvvicinate quelle di Poggio, Toccio, Borgonovo e San Pellegrino, mentre il silenzio serale è rotto dal rombo del solito motorino "smarmittato", che assapora l’ebbrezza della velocità infischiandosene degli anatemi di quei quattro che stanno a veglia.

"Non avrei mai immaginato, tornando dopo tanti anni in questo paese, già così ricco di acqua che scrosciava dalle fonti pubbliche in ogni stradetta, di ritrovarlo ridotto così impoverito e al limite della decenza in fatto di igiene. E pensare che c’era tanta di questa benedetta acqua che dalla sorgente mi dicono che partono cinque acquedotti mentre il fiume è a secco!".

E’ lo sfogo di una paesana di ritorno che, rientrata dopo qualche tempo in questi giorni di calura estiva, commenta con delusa lucidità la nuova realtà di Palazzo Mancinelli, dopo che i fontanari, nel quadro dell’emergenza idrica, hanno provveduto a stringere le cannelle, limitandone al minimo la portata. E, in effetti, fra la popolazione il provvedimento ha suscitato forti malumori, anche perché i servizi igienici nel paese lasciano a desiderare e, dopo che è stato ridotto il deflusso dell’acqua attraverso il sistema fognante che era alimentato dalle fonti pubbliche, si è accentuato il ristagno dei liquami nelle fogne e soprattutto al torrente Rio Secco dove le fognature li condottano, tanto che è diventato una cloaca a cielo aperto con gravi problemi di igiene pubblica. Infatti nel letto del torrente, già prosciugato per effetto della captazione dell’acqua di sorgente, gli scarichi delle fognature ristagnano emanando esalazioni che ammorbano l’aria.

Sul problema c’è poi addirittura chi, esasperato, parla di adire le vie legali nei confronti dell’Amministrazione Comunale, per indebita riscossione già da qualche anno del tributo per la "depurazione" delle acque reflue, che in realtà nella frazione non sarebbe dovuto in quanto gli scarichi fognari non sono stati allacciati al collettore del depuratore, ma finiscono nel Rio Secco, mai come in questi giorni così secco e scarsamente rio.

E a proposito di azioni legali, uno dei partecipanti introduce poi che ci sono precise disposizioni di legge che vietano il prosciugamento dei corsi d’acqua come è stato fatto nel caso nostro: guardate un po’ come sono andate le cose a Boschetto, dove c’è stata l’opposizione popolare al prosciugamento del fiume.

- Già, obbietta un altro, ma a Boschetto non si sono fatti menar per il naso dai politici: questo è un paese dove si è fatta solo politica e queste sono le conseguenze…

Il discorso diventa pesante poi quando interviene un "politico": stamattina, andando all’ospedale ho visto che gli addetti stavano innaffiando i giardini ed ho chiesto se per loro non vigeva il divieto emesso dal sindaco contro gli sprechi: mi hanno risposto di essere stati autorizzati.

Vorrà dire che chiederò conto al Sindaco, alla prossima occasione, se è giusto che ci si vieti di innaffiare quattro piante di pomodoro con l’acqua che abbiamo e che ci arriva per caduta naturale, mentre in città si spreca per innaffiare i giardini l’acqua sollevata dal fiume della Vaccara e che, a sentir loro, costa quel che costa.

"Buona notte !" - vorrà dire che se ne riparlerà a su e giù per Gualdo: per ora così è, se vi pare.

 

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