L'ECO di Sigillo |
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Sigillo
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I paesi memorabili di Giuseppe Pellegrini Le ragioni di un viaggio nel Parco del Monte Cucco non mancano certamente e, ormai da alcuni anni, sono adeguatamente fatte conoscere non dal Consorzio o Ente Parco, soprattutto per merito della sua gente che ha sempre saputo industriarsi, abituata da secoli a migrazioni stagionali per praticare i più diversi e fantasiosi mestieri dovendo sfuggire ad una condizione esistenziale spesso grama in un territorio per lo più montano Nei tempi andati, quando la gente "un po' selvatica"della montagna scendeva nelle città, era vista con una diffidenza pari, per usare un termine di paragone attuale, a quella che oggi è riservata agli extracomunitari; oggi, dopo anni di isolamento "il cittadino" viene a respirare aria pulita che dalle sue parti non trova nemmeno a pagamento. Oggi il Monte Cucco, soprattutto per le presenze delle reti televisive, in concomitanza delle gare di Deltaplano e Parapendio, gode di una gran notorietà, soprattutto in tre componenti primarie; Il Parco del Cucco per l'aspetto naturalistico; Sigillo, grazie ad un invidiabile paniere di prodotti tipici e per la straordinaria capacità delle sue tradizioni popolari, per ultima il "Corpus Domini", classificata da un periodico d'informazione culturale la "terza in Italia", e la Val di Ranco celata da un'orografia tormentata che si articola in valli e forre percorse da corsi d'acqua perenni. Queste acque alimentano l'Augusta città di Perugia e tre città delle Marche, ma molti, anzi troppi, sembrano essersi dimenticati che questo bene appartiene alla civiltà degli uomini appenninici, i quali, hanno lasciato testimonianze rare e preziose con ritrovamenti archeologici sparsi per tutto il territorio nazionale (la colpa è certamente nostra che non siamo in grado di allestire musei, accontentandoci di promesse - leggasi istituzioni a tutti i livelli). Per conoscere il Cucco ed essere catturati da una sottile "malia", occorre addentrarsi in questi territori, visitare i memorabili paesi, entrare nelle vetuste e nobili abbazie o nelle parrocchiali le cui pareti sono spesso integralmente ricoperte d'affreschi. Potrà capitarvi, battendo questo territorio, di trovarvi nel bel mezzo "delle rogazioni", come ancora è conservata nella parrocchiale di Sigillo, un rito lontano anni luce, oppure nel lugubre canto del Miserere per il Venerdì Santo, nel tradizionale Focaraccio la sera "della venuta della Madonna di Loreto". Panorami splendidi e cieli azzurri, magari colorati da deltaplani e parapendii, il Parco Regionale del Cucco è diventato ciò che è, grazie all'impegno degli appassionati, ma quanto lavoro da fare, quanto sono lontane le istituzioni pubbliche. È chiamato Parco Regionale, ma la Regione è lontana ed ha demandato le competenze alla Provincia che, a sua volta, non ci pensa nemmeno e allora, lungo la Panoramica per il Cucco c'è tanta di quell'erbaccia da togliere, quanta segnaletica da mettere, quante barriere da aggiungere, L'Ente Provinciale non pensa al Parco del Cucco, siamo troppo distanti, e noi poveri cittadini siamo stanchi di parole, siamo stanchi di promesse, siamo stanchi di cinghiali, siamo stanchi di lupi. Allora Caro Parco ci devi pensare tu, basta con le promesse, basta con si farà!!! Oggi, in qualche giornata estiva, anche i sentieri potrebbero essere particolarmente affollati e la Val di Ranco assomigliare troppo al caos di un mercato cittadino. Tuttavia al di là e al di fuori di questo spirito di avventura o di serena pace che è dentro di noi, potrà valersi, oggi, come mille anni fa, degli splendidi panorami e degli azzurri cieli, magari colorati da deltaplani e parapendii, nel Parco Regionale del Monte Cucco.
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