L'ECO del Serrasanta

 

N. 13 - 7 luglio 2002

Pro Tadino Prima pagina Edizioni Sommario

Centro storico

INDAGINE DELLA PROMOCAMERA

Com'è il centro storico? L'opinione dell'assessore
E chi viene dalla periferia? Piano traffico

Che evasione fuori comune!

Ecco come fanno spesa gli abitanti del centro storico

di Riccardo Serroni


08centstor.jpg (14041 byte)La crisi del centro storico di Gualdo Tadino, così come quella di altre città, non fa ormai più notizia. Ciò non significa, però, che lo si deve abbandonare al proprio destino. Difficile, comunque, individuare gli interventi più idonei.

Un angolo caratteristico del centro storico

Le opinioni, in tal senso, sono molto diversificate. Meglio, dunque, partire da un’analisi oggettiva. Così ha fatto il comune di Gualdo commissionando un'indagine alla Promocamera. Le famiglie residenti nel centro storico sono state invitate a compilare dei questionari ed il risultato è un quadro di riferimento delle loro tendenze di acquisto che sarà senz'altro utile al pubblico ed al privato per progettare interventi di riqualificazione e riconversione dell'esistente. L'analisi è stata effettuata dettagliatamente per settori di consumo.

Alimentazione

Nell'alimentazione il 90% dei residenti dichiara di rivolgersi agli esercizi fuori dal centro storico, prevalentemente alla media e grande distribuzione. La maggior parte dei consumi è attratta, al 65%, dalla zona ad est della Flaminia. Di questi l’82% è attratta dai supermercati o per motivi di prezzo (36%), o per vicinanza (32%).; il 10% non si allontana da casa e si rivolge ad esercizi tradizionali per motivi di comodità, non per la qualità dei prodotti; il 12% emigra fuori del comune di Gualdo Tadino ed il 90% di questi si indirizza verso supermercati.

Abbigliamento

Ad attrarre di più l'attenzione dei residenti sono i negozi di abbigliamento del centro storico che si accaparrano il 20% della clientela. Dato inquietante è il 47% che fa spesa fuori comune dove dice di trovare più qualità (35%), maggiore assortimento (33%) e prezzi più competitivi (29%).

Articoli di acquisto ricorrente

L'evasione maggiore si registra nel settore "articoli di acquisto ricorrente" (materiale elettrico, casalinghi, cartoleria, giocattoli, profumeria, fiori, ferramenta, audiovisivi). Solo il 5% si rivolge ai negozi del centro storico e l’87% si rivolge ai negozi tradizionali per motivi di vicinanza. Il restante 95% si rivolge ad altri esercizi nel comune, la maggior parte (il 76%) alla media e grande distribuzione per la convenienza economica (40%) e l'assortimento (37%). Anche in questo settore c’è una buona evasione fuori comune (il 20%).

Acquisti sporadici

L'evasione fuori comune assume proporzioni gigantesche (90%) nel settore "acquisti sporadici" (elettrodomestici, mobili, computers, autoveicoli...) nei quali è forte il richiamo dei grandi magazzini per una migliore qualità (38%) e maggiore assortimento (34%). Opinione che fa un po’ riflettere. Davvero, nella grande distribuzione, si trovano prodotti di migliore qualità che nel negozio specializzato?

Ristorazione

Interessante è anche il dato sulla ristorazione. Il 62% dei residenti nel centro storico si indirizza presso ristoranti e trattorie, il 36% verso pizzerie e paninoteche ed anche in questo settore l'evasione extracomunale è rilevante (il 40%), mentre gli esercizi nel centro storico attirano soltanto il 10% della clientela. I motivi dell'evasione sono sempre gli stessi: maggiore qualità dei ristoranti (46%) e prezzi più competitivi nelle pizzerie (21%).

Dato riassuntivo

In sintesi i consumatori residenti nel centro storico si orientano in queste direzioni:

  • il 35% fa spesa fuori comune (grandi magazzini e supermercati) perché dice di trovare maggiore assortimento, prezzi più competitivi e qualità migliore;

  • il 34% si rivolge verso l’area ad est della Flaminia privilegiando per il 71% supermercati e grandi magazzini. In questo caso, però, la preferenza non è dovuta alle ragioni precedenti (maggiore assortimento, migliore qualità, prezzi più competitivi) ma alla comodità. In altre parole ci si può arrivare con la macchina, si trova tutto e tutto sembra facilitato. Il 30% si rivolge agli esercizi tradizionali e la motivazione fondamentale (per il 69% di essi) è la vicinanza.

  • all’interno del centro storico, invece, restano il 10% dei consumatori fedeli agli esercizi tradizionali per la loro vicinanza e comodità.

 

 

Com’è il centro storico?


L’ultima sezione dell’indagine riguarda il giudizio dei cittadini intervistati sul Centro storico.

Il 58,7% non lo considera attraente; l’87% dichiara di non conoscerlo; il 65% lo trova pulito, mentre il 34,2% lo ritiene sporco; quasi tutti lo giudicano triste (91,3%) e noioso (82,6%); è invece comodo per il 58,7% e scomodo per il 39,1%; l’87%, infine, lo ritiene sicuro.

Accessibilità e viabilità

Il 73,9% ritiene il centro storico facilmente accessibile; il 50% pensa che i parcheggi siano sufficienti, il 32,6% li ritiene scarsi, il 17,4% pessimi; sufficiente è anche il servizio del trasporto pubblico per 69,6%; più negativo è il giudizio sulla pulizia delle strade: pessimo il servizio per il 21,7%, scarso per il 34,8%, sufficiente per il 41%, ottimo per il 2,2%; addirittura peggiore è il giudizio sulla manutenzione delle strade: il 39% lo giudica pessimo, il 41,3% scarso e solo il 19,6% sufficiente; estremamente negativo è anche il giudizio sullo stato dei marciapiedi: per il 41,3% è pessimo, per il 47,8 è scarso e per il 10,9% è ottimo; insufficienza piena anche per la conservazione del manto strale: pessimo per il 45,7%, scarso per il 43,5% e sufficiente per il 10,9%.

Servizi

Non ne esce molto bene il centro nemmeno dal giudizio sulla presenza di alcuni servizi e conservazione ambientale. Il dato più positivo è la mancanza di inquinamento dell’aria (ottimo il giudizio per il 50% e sufficiente per il 32,6%). Poi ci sono tutta una serie di valutazioni carenti per altre voci. Le prime indicazioni sono per l’assessore all’ambiente Bruno Filippetti. Il 58,7% esprime un giudizio scarso sulla presenza del verde e dei giardini che sono sufficienti per il 37% e l’82,6% ritiene soltanto sufficiente la manutenzione del verde. Scarsa per il 71,7% è la presenza di panchine. Carenti, per l’87%, sono anche i cestini portarifiuti. Dove sono gli uffici pubblici? Sulla segnaletica c’è un giudizio pessimo del 10,9%, scarso del 45,7% e sufficiente del 41,3%, percentuali confermate anche nel giudizio sulla conservazione dei monumenti. Sorprende il giudizio sui servizi igienici pubblici che, ritenevamo, non esistessero proprio: per il 58,7% sono sufficienti (ma dove li hanno visti?). Il giudizio peggiore riguarda la vigilanza: è un servizio pessimo per il 50%, scarso per il 26,1% e sufficiente per il 23,9%. Ritenuta tutto sommato positiva, infine, la presenza di telefoni pubblici che è sufficiente per il 67,4%, scarsa per il 26,1% ed ottima per il 4,3%. Il dato positivo più rilevante, dopo l’assenza di inquinamento dell’aria (ma dopo la nuova organizzazione del traffico è stato chiesto da negozianti e abitanti di via Calai l'intervento della Asl per verificare il grado di inquinamento), riguarda la presenza delle fontane pubbliche: per il 26,1% il giudizio è ottimo, per il 41,3% è sufficiente, per il 30,4% è scarso. Giudizio parzialmente positivo anche per chi si interessa di illuminazione pubblica: per il 1°,9% è pessima, per il 34,8% è scarsa e per il 54,3% è sufficiente.

Il giudizio sui negozi

Le ultime indicazioni che abbiamo estrapolato dal voluminoso dossier dell’indagine della Promocamera sono quelle relative al giudizio sugli esercizi commerciali presenti nel Centro Storico. Il 54,3% ritiene scarsa la qualità degli arredi interni e fronte di un 41,3% che lo ritiene sufficiente e di un 2,2% che lo ritiene ottimo.

Peggiore è il giudizio sulla qualità delle vetrine: per il 10,9% sono pessime, per 52,2% sono scarse, il 28,3%le ritiene di una qualità sufficiente ed il 2,2 di un’ottima qualità.

Un giudizio migliore investe la qualificazione degli operatori: si va da un 56,5% di sufficienti, ad un 2,2% di ottimi, ad 32,6% di scarsi, ad un 6,5% di pessimi.

Anche per l’assortimento dei prodotti le cose non vanno tanto male, ma si potrebbe fare molto di più: per il 52,2% sono sufficienti, per il 32,6% sono scarsi e per il 13% sono pessimi.

Decisamente positivo è il giudizio per la qualità dei prodotti: l’82,6% li giudica sufficienti, il 2,2% ottimi e soltanto il 15,2% scarsi. Un dato, quest’ultimo, nel giudizio della gente, di cui gli esercenti del centro è giusto che vadano orgogliosi. Giudizio che viene, però, in parte ridimensionato da una valutazione negativa sulla esposizione dei prezzi: per il 50% è scarso, per il 10,9% è pessimo, per il 37% è sufficiente e per il 2,2% è ottimo. La gente, abituata ormai ai supermercati, vuole i prezzi esposti e ben visibili. A ragione o a torto ritiene che in tal modo sia più tutelata. Chi non ha l’abitudine di esporre i cartellini con le cifre è bene che prenda atto dell’opinione dei clienti.

Dati contrastanti, infine, sulla quantità degli esercizi, e ciò rispecchia un po’ quanto abbiamo sempre detto anche al di là di indagini specifiche.

Gli esercizi commerciali sono sufficienti per il 71,7% e scarsi per il 26,1%. I pubblici esercizi sono sufficienti per il 69,6% e scarsi per il 30,4%. C’è carenza invece di strutture ricettive: quantità scarse per il 50% degli intervistati e gravi carenze per il 30,4%.

Il 56,5%, infine, non ritiene adeguato il rinnovamento degli esercizi a fronte di un 41,3% che ritiene sufficiente il rinnovamento effettuato.

(R.S)

 

 

E chi viene dalla periferia?


L’indagine della Promocamera prende in esame anche gli abitanti che risiedono al di fuori del centro storico, non tanto per indagare dove vanno a fare spesa quanto per conoscere le motivazioni per le quali sono spinti a frequentare il centro città ed altre informazioni ad esse collegate.

Con quale mezzo?

Il primo elemento di conoscenza interessante è il mezzo con cui il campione intervistato raggiunge il centro storico. Dato che non ci sorprende. Il 78% usa la propria auto. E questo, secondo i promotori dell’indagine, è dovuto anche al fatto che gli intervistati erano in prevalenza anziani e persone di mezza età. Solamente il 3% usa l’autobus (ma l'indagine è stata effettuata due anni fa, quando ancora non era stata introdotta la navetta) mentre il 15% ci va a piedi o con altri mezzi (motocicli ...).

Quale parcheggio?

Dato che il mezzo prevalentemente usato è l'auto, è interessante conoscere qual è il parcheggio più utilizzato. Il dato (66%) è inequivocabile: il parcheggio più frequentato è quello degli Orti Mavarelli (oggi p.zza Beato Angelo), soprattutto dagli anziani. Il motivo è facilmente intuibile, essendo servito dall’ascensore che conduce in p.zza Soprammuro. Seguono a ruota via dei Bersaglieri (11,5%), p.zza Garibaldi (8,3%), p.zza Marconi (7,3). L’indagine è stata effettuata prima della rivoluzione del traffico e, quindi, prima dell’introduzione del parcheggio a pagamento in p.zza Garibaldi e p.zza Marconi.

Perché si viene al centro?

Altro elemento sul quale vale la pena riflettere è l’analisi del perché la gente di periferia si reca al centro storico. Il 50,8% del campione intervistato ha dichiarato di recarsi in centro perché ha la necessità di rivolgersi agli uffici pubblici o simili (banche, ecc).

Una buona percentuale (36%) va in centro per acquisti nei negozi e pubblici esercizi. Immaginiamo che tra questi (non è specificato) ci siano anche le farmacie. Quest’ultimi sono frequentati soprattutto dai clienti compresi nella fascia 21-30 anni. C’è chi si reca in piazza anche per svago ed è il 50% degli intervistati ma soltanto quelli compresi nelle fasce tra i 41 ed i 60 anni.

Un' elevata incidenza è data anche dalla necessità di recarsi dal medico in percentuali tra il 12% ed il 18% nelle fasce di età tra i 31 anni e gli 80 anni.

Quante volte?

Anche questo dato è significativo. La frequentazione del centro storico sembra piuttosto elevata. Oltre il 70% degli intervistati ha dichiarato che vi si reca più di una volta a settimana ed il 19% almeno una volta a settimana. I più assidui frequentatori sembrano essere i giovani. Il 100% degli intervistati tra i 21 ed i 30 anni ha dichiarato di recarsi almeno una volta a settimana in centro; seguono a ruota (83%) i cittadini tra i 31 ed i 40%.

Quando?

E’ il mattino il periodo della giornata in cui risulta maggiormente frequentato il centro storico ed il dato non ci sorprende. Medici, banche ed uffici pubblici sono, infatti, prevalentemente raggiungibili nelle ore mattutine. Le fasce d’età tra i 31 e gli 80 anni si recano in centro il mattino con percentuali superiori all’80%. Soltanto i giovani tra i 21 ed i 30 anni si dividono in parti uguali: il 33,3% si reca nel centro storico al mattino, il 33,3% il pomeriggio ed il 33,3% la sera.

(R.S)

 

L'OPINIONE DELL'ASSESORE

"Costruiamo insieme un progetto"

di Paolo Campioni

assessore al turismo del comune di Gualdo Tadino

 


L’indagine della Promocamera è stata effettuata in maniera rigorosa e scientifica e credo che sia un punto di partenza importante. Da essa emerge la considerazione che il nostro centro storico ha delle difficoltà che non sono differenti da quelle di altri centri storici, tanto è vero che alla fine dell’indagine c’è un giudizio abbastanza positivo, anche se ci sono molti aspetti da migliorare. E’ ovvio che con gli eventi sismici del ’97 e ’98 questa situazione è peggiorata. Quindi noi partiamo indietro rispetto alle altre realtà dell’Umbria e dell’Italia centrale.

Io credo che sia fondamentale partire da questa indagine e costruirci un tavolo di lavoro con i rappresentanti delle associazioni di categoria per cercare di mettere insieme un progetto di rilancio perché è evidente che, così com’è, il nostro C.S. non è più concorrenziale.

Da una parte penso che questo progetto non possa non partire, in linea generale, dalle infrastrutture necessarie (per esempio il parcheggio di p.zza Mazzini) e dalla viabilità nel suo complesso, in maniera particolare nella zona della piazza. Si registrano, in questi giorni, molte discussioni sul traffico. Io non ho mai creduto e non mi sono mai illuso che con il cambiamento del traffico e la regolarizzazione di alcuni parcheggi si risolvesse il problema del C.S. Possiamo fare il progetto del traffico più bello del mondo, ma non risolveremo questo problema perché esso è più complesso. Però penso che questo piccolo passo che è stato fatto, con la regolamentazione dei parcheggi e la nuova viabilità, abbia dato un altro respiro al centro città e mi riferisco in particolare ad alcuni orari della settimana in cui si vede gente come mai c'era stata negli anni passati. Adesso a Gualdo Tadino la p.zza è molto frequentata già dal venerdì sera,, negli anni passati capitava soltanto ad agosto. Quindi credo che questo progetto stia dando delle risposte positive. Però, per coerenza, mi riservo di valutarlo dopo il 30 settembre, alla fine della sperimentazione.

Dall’altra parte il progetto deve prevedere la trasformazione di alcune offerte di servizi di negozi e quant’altro che da questa indagine emerge che non esistono più. Infatti risulta che molti abitanti vanno fuori del C.S. per i loro acquisti, altri addirittura vanno fuori Gualdo. Dalla periferia di Gualdo viene poca gente e dall’indagine emergono i motivi per cui non viene e tra i motivi principali si nota, probabilmente con sorpresa, che non ci sono i parcheggi e la viabilità. Ormai con la globalizzazione del commercio, con il fatto che ogni famiglia ha due-tre macchine a disposizione, una persona che la mattina esce per fare la spesa sceglie dove andare e va dove o trova più comodità o trova migliore offerta economica o trova più assortimento. Quindi credo che sia fondamentale che i commercianti, che sono dei veri e propri imprenditori, debbano avere chiaro davanti a loro che per cattuare il cliente non è più pensabile alzarsi la mattina, tirare su la serranda e chiuderla la sera. Bisogna, invece, mettere insieme una serie di politiche che da soli è difficile attivare ma che, in collaborazione con l'amministrazione comunale e con le associazioni di categoria, può essere possibile individuare.

Qualsiasi progetto, per essere attuato, ha bisogno delle risorse necessarie. In tal senso è fondamentale che l’amministrazione comunale nei prossimi anni sia disponibile a destinare delle somme importanti per lo sviluppo di questo settore, perché ad esso è collegato il turismo e quant’altro: somme indispensabili per riqualificare, per cambiare, quando sarà necessario, alcune offerte, alcuni servizi di negozi per portarli ad uno standard normale così come indicato nella relazione della Promocamera. Spero di avere, su questo, la collaborazione dei miei colleghi di giunta. Ne abbiamo parlato più volte e credo che tutti ne siamo convinti. Nei nostri obiettivi c’è il rilancio del C.S. e non, come qualcuno pensa erroneamente, la sua chiusura.

C’è infine un altro aspetto da non trascurare. Un C.S. non è soltanto un centro commerciale e non può essere considerato soltanto come tale. Bisognerebbe fare un’altra indagine sul C.S. come centro culturale, sulla piazza intesa come agorà, che sono cose fondamentali per una città dalle quali non si potrà prescindere. Il progetto di cui parlavo dovrà tenere conto anche di questo aspetto.

 

PIANO TRAFFICO

Commercianti: "Intervenga la ASL"

Rifondazione: "Modifiche inaccettabili"


Non si danno per vinti i commercianti del Centro Storico sulla spinosa questione del nuovo piano traffico. Con una lettera indirizzata alla ARPA di Foligno (Associazione Regionale Protezione Ambiente) ed alla ASL di Foligno, alcuni operatori commerciali e residenti in via Calai chiedono un sopralluogo per il controllare il grado di inquinamento della via conseguente alla nuova circolazione con lo scorrimento del traffico in salita ed all'aumento esponenziale del transito delle auto dovuto al senso unico di via Pennoni: "Fin dalle prime ore del mattino è un continuo movimento di auto, furgoncini e mezzi pesanti che aggravano l'inquinamento atmosferico ed acustico in maniera intollerabile", scrivono i sottoscrittori dell'esposto.

Un'altra iniziativa attivata con volantini esposti negli esercizi pubblici del centro città è una raccolta di firme per chiedere l'immediata sospensione della sperimentazione del nuovo piano traffico "fino a quando non saranno raggiunte le condizioni necessarie affinché modifiche alla viabilità non creino problemi e disagi alla maggioranza dei cittadini".

Sul fronte opposto c'è la durissima presa di posizione di Rifondazione Comunista nei confronti della decisione del sindaco di riaprire al transito, nelle ore della mattina, p.zza Martiri: "Il PRC reputa inaccettabili le determinazioni del sindaco Rolando Pinacoli in merito al Piano Traffico. Vogliamo infatti ricordare ai cittadini di Gualdo Tadino che lo stesso Piano, avente per carattere fondamentali l'istituzione permanente di una zona inibita al traffico veicolare all'interno del nucleo centrale del Centro Storico e la sperimentazione di alcune nuove direttrici del traffico, era stato messo a punto con il dispiego delle energie tecnico-amministrative di competenza, concordato dai gruppi consiliari di maggioranza e della giunta, sottoposto ad una fase di partecipazione pubblica che aveva dato esito e pareri favorevoli".

 

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