L'ECO di Sigillo

 

N. 12 - 23 giugno 2002

Pro Tadino Prima pagina Edizioni Sommario

Sigillo


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La giornata europea dei Parchi

Ma noi non ci siamo!

di Giuseppe Pellegrini


Ha preso il via domenica 19 maggio, la "Giornata Europea" dei parchi, inaugurata a Roma, a Piazza Navona, dal ministro dell'Ambiente Matteoli. In mostra, negli stand dei parchi, tra palloncini gialli e canti popolari, i prodotti tipici regionali, e mini mostre su caratteristiche naturali delle aree protette e percorsi turistici, trekking, escursioni notturne (quanto sarebbe bello partecipare ad una escursione notturna nelle viscere del Cucco illuminato a giorno Illusione!), arrampicate sugli alberi, laboratori per le scuole, sono alcune delle iniziative che hanno preso il via e che dureranno sino a tutto giugno.

"I nostri parchi", ha detto il ministro, "oltre alla tutela e alla conservazione degli habitat naturali, e della loro biodiversità, stanno diventando sempre più modelli di sviluppo eco compatibile del territorio, uno sviluppo anche economico, che deve puntare sui prodotti tipici, agricoltura tradizionale ed ecoturismo."

Il presidente della Federazione Italiana dei Parchi e delle riserve maturali, Matteo Fusilli, ha detto: "I parchi sono una ricchezza da tutelare e sono una realtà di cui l'Italia può andare fiera, in quanto, strumenti per un corretto uso del territorio di grande pregio e per il recupero e la valorizzazione degli aspetti migliori della nostra storia e della nostra cultura".

Secondo Legambiente i parchi in cui la natura produce ricchezza sono dieci: Il Parco del Gran Sasso e Monti della Laga, Majella Card, Pescaturismo a Punta Campanella, La Cruedda del Parco del Gargano, Laboratorio del Gusto al Parco del Vesuvio, Fossil - Free nel Parco delle Dolomiti Bellunesi, Terre Incolte nel Parco delle Cinque Terre, Turismo Doc nel Parco Gessi Bolognesi e Calanchi della Abbadessa, Alpi Apuane, Parco della Maremma.

Per ogni parco seguono le motivazioni e le peculiarità del Parco. Per l'Umbria? Non abbiamo idea dove Legambiente ha collocato i parchi umbri. Ma stando alle ultime vicende, sui 200 parchi, non ci dovremmo meravigliare se deteniamo la "Maglia Nera".

Il presidente del WWf, Fulvio Pratesi, ha detto, durante l'assegnazione dei Panda D'Oro 2002, che L'Italia è uno scrigno di ricchezze naturali, ed è quello, tra i paesi europei, che ospita tra i più elevati valori di biodiversità. In particolare i parchi hanno aiutato a salvare dall'estinzione sette specie di animali e vegetali: "il camoscio appenninico, lo stambecco, il lupo, l'orso bruno, il gipeto (con questo termine viene chiamato l'avvoltoio e l'aquila) l'abete bianco e il pino loricato (il nostro parco i pini li abbatte, non li salva).

Il riconoscimento Panda d'oro 2002 è andato al Parco del Cilento, Nuoro - Al Consorzio del Parco Fluviale regionale del Taro e alla Regione Piemonte. E l'Umbria? La prossima volta.

Il Consorzio Obbligatorio del Parco del Cucco, oltre i gravi danni inferti dalla specie "cinghiale" sta attraversando un altro brutto periodo per l'invasione dei Lupi, i quali, non trovando di che sfamarsi hanno rivolto le loro attenzioni alla specie "Cavallo" che pascola tranquillamente nei "beati territori del Parco del Cucco", e nella notte del 1 giugno anche a delle vaccine uccidendone una. Certamente gli allevatori non sono concordi, ma, concorderanno con noi che, 15-20 anni fa, avevamo previsto tutto questo. Certamente dal Parco ci aspettavamo di più, purtroppo è andata così. I motivi però sono da ricercare altrove.

Lo Statuto della Magnifica Terra di Sigillo, alla pagina 45, articolo 122, così recita: "Item stauimo et ordinamo, acciò si guardino le Selve della Communità, nessuna persona vi tagli arbori di qualsivoglia sorte sotto pena a quelli della Terra di Sigillo di Scudi tre, per ciascuna volta, et ai forastieri medesimamente per ciascuna volta Scudi sei; Et quella Selva del Ranco, acciò sia meno danneggiata ordinamo, che quando quelli della Terra di Sigillo vi faranno danno paghino la sopradetta pena di Scudi tre, et li forastieri Scudi dieci de Paoli a dieci Paoli per Scudo per ciascuna volta et la perdita delle bestie, et risarciranno il danno ..."

Lo Statuto è dell'anno 1616, da quel tempo la comunità sigillana ha sempre mantenuto intatta la sua montagna.

 

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